Fiere e mostre
Festa della Zucca 2026 a San Martino di Terzo: formaggio, monasteri e Medioevo
- Data: sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026
- Luogo: San Martino di Terzo di Aquileia
- Data inizio: 17-10-2026
- Data fine: 18-10-2026
Guida alla 27ª Festa della Zucca di San Martino di Terzo d'Aquileia (17-18 ottobre 2026): programma, mostre, Cammino di San Martino e chioschi gastronomici.
Festa della Zucca 2026 a San Martino di Terzo d'Aquileia: il fascino del Medioevo e il viaggio del formaggio
Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 il piccolo borgo di San Martino di Terzo d'Aquileia torna indietro nel tempo. La 27ª Festa della Zucca riporta tra le sue strade accampamenti, mercati, musici, arcieri, antichi mestieri e personaggi in abito medievale.
Naturalmente ci sarà la zucca, con i suoi colori e i suoi sapori. E dopo l'attenzione dedicata alle spezie e al pane antico nelle edizioni passate, il tema portante del 2026 è il formaggio.
Da dove arrivavano le forme che nel Medioevo passavano dalle malghe alle cucine dei monasteri? Come si producevano? E perché il formaggio poteva essere non soltanto cibo, ma persino una forma di pagamento?
La Festa della Zucca 2026 parte da queste domande per raccontare un pezzo della storia alimentare del Friuli. E lo fa attraverso documenti, incontri con casari, dimostrazioni, laboratori e una mostra dal titolo che è già un viaggio: “Dalla Malga al Monastero”.
Intorno, il borgo continua a fare quello che sa fare bene: trasformarsi per due giorni in un piccolo paese medievale.
San Martino di Terzo: dove la storia respira
Prima di addentrarci nei dettagli, è essenziale comprendere la cornice dell’evento. San Martino di Terzo si trova nel comune di Terzo di Aquileia, in provincia di Udine. Questa zona è un crocevia di storia, proprio a un passo dall'antica città romana e dal suo imponente patrimonio UNESCO.
Curiosità storica della località:
Il legame con Aquileia: Sebbene sia una frazione di Terzo, la sua posizione geografica l'ha resa parte integrante delle vicende storiche aquileiesi. Il nome "Terzo" deriva con ogni probabilità dalla distanza, la "terza pietra miliare" romana, che la separava dal centro dell'antica città di Aquileia.
Il formaggio nel Medioevo: quando una forma valeva anche come moneta
Nel Medioevo bere latte fresco era molto meno comune di quanto potremmo immaginare. Il problema era soprattutto pratico: il latte durava poco, mentre trasformarlo permetteva di conservarlo e trasportarlo.
Inoltre, non c'erano soltanto le mucche. Latte di pecora e di capra aveva un ruolo importante nell'alimentazione, mentre i bovini servivano soprattutto come animali da lavoro.
Il formaggio attraversava anche mondi sociali molto diversi. Nutriva le famiglie contadine, entrava nelle dispense monastiche e, con il passare dei secoli, conquistò le tavole signorili e i ricettari.
E qualche volta serviva persino a saldare un conto.
I documenti legati ai patriarchi di Aquileia registrano infatti pagamenti in formaggio per l'utilizzo dei pascoli alpini. Il libretto della Festa ricorda, ad esempio, il caso della malga Kašina sotto il monte Krn, sopra Caporetto. Nel 1338 una parte di quanto dovuto ai patriarchi veniva corrisposta in caseus, cioè formaggio.
“Dalla Malga al Monastero”: il viaggio del formaggio medievale friulano
A questo mondo è dedicata la mostra “Dalla Malga al Monastero. Il viaggio del formaggio nel Medioevo Friulano”, che apre sabato 17 ottobre alle 14.00.
Alle 16.00 è previsto l'incontro con Alessio Sverzut della Piccola Fattoria Cumugnai di Aquileia.
Poi, alle 17.00, il professor Vanni Veronesi condurrà l'incontro “Dal caseus al formaticum: la rivoluzione medievale del formaggio”.
Attraverso documenti e manoscritti si parlerà dei cambiamenti che, durante l'Alto Medioevo, portarono allo sviluppo di nuove tecniche di produzione e conservazione.
A seguire, spazio ai casari del territorio per un dialogo aperto. E, questa volta, la storia si potrà anche assaggiare: l'incontro terminerà con un piccolo aperitivo a base di formaggio.
Da Mastro Martino al “caso in patellecte”
C'è anche un curioso filo che porta dal Medioevo direttamente verso uno dei piatti più riconoscibili della cucina friulana.
Nel Quattrocento Mastro Martino, uno dei cuochi più importanti del suo tempo, lavorò per il cardinale Ludovico Trevisan, che fu anche patriarca di Aquileia.
Nel suo Libro de arte coquinaria compare il “caso in patellecte”, formaggio cotto in una piccola padella.
È già il frico?
Meglio resistere alla tentazione di trasformare una somiglianza in una certezza storica. Il legame diretto con il frico moderno richiede prudenza. Ma l'immagine resta irresistibile: un cuoco legato al patriarca di Aquileia, una padella e del formaggio che fonde.
Ed è proprio questo genere di piccole connessioni che permette alla Festa della Zucca di raccontare il Medioevo attraverso la vita quotidiana, anziché soltanto attraverso battaglie e armature.
1511: un monaco, una forma di formaggio e una terra che aveva tremato
Quest'anno la rievocazione parte anche da un episodio collocato in un anno drammatico per il Friuli: 1511.
Il 26 marzo una violentissima scossa colpì il Friuli e l'area oggi compresa tra Italia e Slovenia. L'INGV cataloga l'evento con intensità epicentrale 9 e magnitudo momento stimata in 6,32.
La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia lo definisce il più forte terremoto storico noto ad aver colpito la regione e la vicina Slovenia occidentale.
Il racconto scelto per la Festa 2026 parte proprio da quel terremoto.
È autunno. Un monaco lascia l'abbazia di Moggio e si mette in cammino verso Aquileia. Nella sacca porta una forma di formaggio destinata a Maddalena de Varmo, badessa del monastero aquileiese.
Nel racconto della rievocazione, quel formaggio diventa il dono con cui Moggio ringrazia per gli aiuti ricevuti dopo il sisma.
Ed è un'immagine particolarmente evocativa nel 2026, quando il Friuli ricorda anche i cinquant'anni dal terremoto del 1976.
Cinque secoli separano i due terremoti. Eppure, il tema della ricostruzione, dell'aiuto e della memoria crea un ponte inatteso fra quelle due date.
Sulle vie del Monastero: il Cammino di San Martino
Sabato mattina la storia si percorre anche a piedi.
Con “Sulle vie del Monastero” la Festa propone un itinerario tra San Martino di Terzo e Monastero di Aquileia, seguendo idealmente l'antico collegamento tra la pieve e il monastero di Santa Maria Elisabetta.
Alle 9.00 è prevista l'accoglienza con caffè e biscotti.
Alle 9.30 segue una breve visita guidata alla Chiesa di San Martino con la guida FVG Maria Trevisi.
Subito dopo, partenza per Aquileia.
Il cammino sarà accompagnato dal gruppo spontaneo I Piedini della Bassa e dallo scrittore Marino del Piccolo. Dopo l'arrivo a Monastero e un momento di ristoro, alle 12 è prevista la visita al Museo Paleocristiano di Aquileia con Silvia Blason, presidente del Gruppo Archeologico Aquileiese.
La visita guidata
La chiesetta degli affreschi: La splendida chiesetta di San Martino merita una visita dedicata. All'interno si possono ammirare rutilanti affreschi che raccontano storie sacre e custodiscono la memoria artistica del territorio.
Per chi non se la sentirà di fare la camminata fino ad Aquileia, la Festa sarà l'occasione ideale per una visita guidata più approfondita, curata da Maria Trevisi. È un gioiello poco conosciuto, ma di grande valore.
La visita guidata di un'ora inizierà alle 10.30.
San Martino e un cammino che attraversa l'Europa
Il nome del borgo offre un'altra chiave di lettura.
La Via Sancti Martini, dedicata a San Martino di Tours, è stata certificata come Itinerario culturale del Consiglio d'Europa nel 2005. La rete complessiva dei percorsi martiniani supera oggi i 5.000 chilometri.
Uno degli itinerari principali collega Szombathely, nell'attuale Ungheria, dove nacque Martino, a Tours, dove si trova la sua tomba, passando anche per Pavia.
Anche questo rende particolarmente suggestivo il cammino organizzato durante la Festa: una passeggiata locale si inserisce idealmente in una geografia molto più grande, costruita nei secoli attorno alla figura del santo.
Sabato alle 15.00, inoltre, Marino del Piccolo presenterà il libro “Il Cammino di San Martino, sulle vie di Aquileia”. Seguirà nella chiesa il concerto di musica sacra del coro Polivoice di Terzo d'Aquileia.
Sabato 17 ottobre: il programma della Festa della Zucca 2026
Per tutta la giornata il borgo ospiterà vita medievale alla taverna, al mercato e nell'accampamento militare, insieme a spettacoli itineranti.
Il programma prevede:
- 9.15 – apertura dei mercati lungo le vie del borgo
- 9.30 – apertura dei laboratori didattici, della Piccola Fattoria Cumugnai e del Laboratorio della zucca
- 12.00 – apertura della Locanda dell'Oca, con specialità a base di zucca e oca
- 14.00 – apertura della mostra Dalla Malga al Monastero
- 14.00 – esperienza di tiro con l'arco moderno e antico
- 15.00 – presentazione del libro di Marino del Piccolo e, a seguire, concerto dei Polivoice
- 15.00 – animazione e giochi per bambini
- 16.00 – incontro con Alessio Sverzut della Piccola Fattoria Cumugnai
- 16.30 – arrivo di Madre Maddalena di Varmo e del suo seguito
- 17.00 – incontro Dal caseus al formaticum con Vanni Veronesi, dialogo con i casari e aperitivo
- 18.30 – corteo storico con fiaccolata e, al termine, danza con le candele.
Domenica 18 ottobre: il borgo medievale prende vita
Domenica il racconto prosegue fin dal mattino.
Alle 9.30 riaprono i mercati. Alle 9.45 apre il Laboratorio della zucca e arriva il corteo di Madre Badessa Maddalena di Varmo con il suo seguito.
Alle 10.00 aprono la mostra Dalla Malga al Monastero e la giornata prevede anche la Santa Messa. Alle 11.00 il corteo attraversa le vie del borgo.
Sempre alle 11 la Piccola Fattoria Cumugnai mostrerà al pubblico come nasce il formaggio.
La rievocazione storica è prevista alle 11.30, mentre a mezzogiorno riapre la Locanda dell'Oca.
Nel pomeriggio ci saranno musica, giochi per bambini, mercato medievale e una dimostrazione di mungitura alle 17. La giornata si chiuderà con il saluto dei gruppi alle 17.30 e l'estrazione della lotteria alle 18.00.
C'era una volta il piccolo casaro
Una delle novità più simpatiche dell'edizione 2026 è pensata espressamente per i bambini.
Domenica, dalle 13.30 alle 16.00, apre vicino alla fontana il nuovo laboratorio “C'era una volta il piccolo casaro”.
Cartapesta, cartoncini, stoffe e fantasia serviranno a costruire una personalissima forma di formaggio.
Ma non basta realizzarla. Ogni piccolo casaro dovrà anche inventarle un nome, immaginare il luogo dal quale proviene e magari crearle una leggenda.
Alla fine del corteo pomeridiano verrà premiato sul palco il formaggio più creativo. Tutte le opere resteranno comunque esposte, formando una piccola mostra dei casari in erba.
È un modo semplice e intelligente per far entrare i bambini nel tema storico dell'edizione senza trasformarlo in una lezione.
Accampamenti, arcieri, lavandaie, musici e mercati
Intorno agli appuntamenti principali continuerà a vivere il grande scenario della Festa.
Nel borgo troveranno spazio mercato medievale, campo storico, giochi, laboratori, Piccola Fattoria, lavandaie, arcieri e taverne. La mappa ufficiale individua anche un mercatino, l'area della polenta, la Locanda dell'Oca e diversi chioschi.
La ricostruzione coinvolgerà numerosi gruppi provenienti dal Friuli Venezia Giulia e da altre regioni italiane. Tra le presenze annunciate figurano compagnie di rievocazione, tamburini, gruppi di danza antica e musicisti medievali.
La colonna sonora arriverà, tra gli altri, da I Lumacorni, Hilt, dall'arpista Valerio Mauro e dal gruppo vocale femminile Polivoice.
Il risultato è quello che negli anni è diventato il tratto riconoscibile della Festa: non un singolo spettacolo da guardare, ma un intero borgo coinvolto nella rievocazione.
Zucca, oca, frico e polenta: cosa si mangia
Poi c'è la tavola.
La Locanda dell'Oca e i chioschi riportano la festa ai sapori d'autunno, con diverse preparazioni a base di zucca e ricette della cucina locale.
Tra le proposte annunciate figurano gnocchi di zucca con burro e salvia, gnocchi e pasta con sugo d'oca o di zucca, oca con polenta, baccalà con polenta, cotechino e crauti, frico di zucca, frico di patate, fagioli e crauti, polenta e formaggio e panini con salsiccia.
Inoltre, durante la Festa alcuni ristoratori della zona proporranno proprie specialità, creando un piccolo percorso gastronomico anche fuori dal cuore della rievocazione.
E sì: il programma specifica che la Festa si svolgerà anche in caso di brutto tempo.
Arrivare alla Festa della Zucca in bicicletta
C'è infine un suggerimento particolarmente interessante per chi vuole evitare l'auto.
Gli organizzatori invitano a raggiungere San Martino in bicicletta utilizzando la Ciclovia Alpe Adria, che passa nelle vicinanze. La cartina pubblicata nel libretto segnala sia il collegamento ciclabile sia i parcheggi disponibili intorno all'area della festa.
Può essere una buona occasione per trasformare la giornata in una piccola escursione autunnale nella Bassa Friulana, con San Martino e Aquileia come punti di riferimento.
Festa della Zucca di San Martino 2026: informazioni utili
Evento: 27ª Festa della Zucca
Quando: sabato 17 ottobre 2026 e domenica 18 ottobre 2026
Dove: San Martino di Terzo d'Aquileia (UD), Friuli Venezia Giulia
Organizzazione: Associazione culturale Amici del Borgo di San Martino
Cosa trovare: rievocazione storica medievale, mercato, accampamenti, mostra sul formaggio medievale, Cammino di San Martino, musica, laboratori, attività per bambini, gastronomia e animazione.
Il programma completo Per il programma completo vedi qui

