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Trieste: 14.850 euro raccolti con “Offri un caffè buonissimo” per le famiglie del Burlo

A Trieste il caffè diventa solidarietà con Offri un Caffè Buonissimo a sostegno delle famiglie del Burlo

A Trieste, il gesto quotidiano del caffè si trasforma in solidarietà concreta con “Offri un Caffè Buonissimo”.
Caffè solidale a Trieste: 14.850 euro per nuove Case ABC e supporto alle famiglie del Burlo Garofolo.

Raccolti 14.850 euro con “Offri un caffè buonissimo”: a Trieste cresce la rete dell’accoglienza

Un gesto semplice, quotidiano, diventa ancora una volta una grande azione collettiva di solidarietà.
A Trieste, infatti, la settima edizione di “Offri un Caffè Buonissimo” si chiude con un risultato importante: 14.850 euro raccolti a sostegno delle famiglie dei bambini ricoverati al Burlo Garofolo.

E non è solo una cifra. È un segnale concreto di partecipazione, comunità e vicinanza.


Un progetto che unisce città, imprese e famiglie

L’iniziativa, promossa da ABC Bambini Chirurgici, ha coinvolto quest’anno:

  • 190 esercizi pubblici e commerciali

  • 9 aziende del territorio

  • Un numero in crescita, che dimostra quanto il progetto sia sempre più radicato.
    Infatti, cittadini, esercenti e imprese hanno scelto di contribuire insieme a un obiettivo comune: offrire accoglienza e supporto alle famiglie dei piccoli pazienti.

    In particolare, si tratta di bambini nati con malformazioni e ricoverati nel reparto di Chirurgia dell’IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste.

    Grazie a questa rete, quindi, si attiva un modello virtuoso.
    Un modello che integra:

    • accoglienza abitativa

    • sostegno psicologico

    • accompagnamento quotidiano

    E che oggi rappresenta una forma concreta di welfare di comunità.


    Dove andranno i fondi raccolti

    Le risorse raccolte sosterranno un progetto chiave: la ristrutturazione delle nuove Case ABC in via dell’Istria.

    Si tratta di:

    • 3 appartamenti

    • 1 deposito

    Attualmente in fase di rinnovo, questi spazi verranno inaugurati ad aprile 2026.

    Inoltre, le nuove case offriranno ambienti:

    • moderni e funzionali

    • curati nei dettagli

    • pensati per far sentire le famiglie davvero “a casa”

    In una città dove gli alloggi sono sempre più limitati, avere spazi propri significa garantire continuità e qualità nell’accoglienza.

    Allo stesso tempo, questi luoghi favoriranno la nascita di una piccola comunità tra le famiglie.
    Un contesto in cui condividere esperienze, pur mantenendo la giusta privacy.


    Il valore di un gesto semplice: il caffè sospeso

    A Trieste il caffè è molto più di una bevanda.
    È cultura, identità, quotidianità.

    Proprio per questo, la campagna si ispira alla tradizione del caffè sospeso.
    L’idea è semplice:

    👉 lasciare il valore di un caffè nei locali aderenti
    👉 trasformarlo in aiuto concreto

    Per raccogliere le donazioni, infatti, sono state posizionate apposite cassettine in legno accanto alle casse.
    Su ciascuna, l’immagine simbolica di “un bambino felice”.

    Così, mese dopo mese, tanti piccoli gesti hanno costruito un risultato significativo.


    I numeri che raccontano l’impatto

    I dati confermano l’efficacia del modello ABC.
    Secondo una ricerca triennale realizzata con l’Università degli Studi di Trieste:

    • il 69% delle famiglie ha scelto Trieste grazie ai servizi di accoglienza

    • il 100% ha vissuto il ricovero con maggiore serenità grazie a una casa

    • il 100% ha trovato conforto nella presenza dei volontari

    Anche i numeri del 2025 parlano chiaro:

    • 264 accoglienze gratuite

    • 1.596 notti di ospitalità

    • +41% rispetto all’anno precedente

    Le famiglie provengono da tutta Italia:

    • 52% Nord

    • 10% Centro

    • 38% Sud

    Un dato che evidenzia quanto il bisogno sia reale e in crescita.


    Le parole dei protagonisti

    “Siamo felici perché l’ampliamento degli esercenti crea una rete sempre più capillare” – spiega Giusy Battain, fondatrice di ABC.

    E aggiunge:
    Ognuno, con un piccolo gesto, contribuisce a un progetto dal grande impatto.
    Vogliamo che le famiglie trovino un luogo dove sentirsi davvero a casa”.

    Anche le associazioni di categoria confermano l’importanza dell’iniziativa.

    Secondo Elena Pellaschiar, vicepresidente di Confcommercio Trieste, le imprese hanno dimostrato ancora una volta forte attenzione al sociale.

    Mentre Stefano Lonza, presidente FIPE Trieste, sottolinea come il crescente numero di attività aderenti rappresenti un segnale chiaro di sensibilità e partecipazione.


    Una rete che coinvolge anche le aziende

    Accanto ai cittadini, anche il mondo produttivo ha dato il proprio contributo.
    Tra i sostenitori troviamo:

    • La San Marco

  • Amigos Caffè

  • Imperator

  • Excelsior

  • Guatemala Torrefazione Caffè

  • Oro Caffè

  • Sandalj Trading Company

  • Self Vending

  • Spring Firm

  • Insieme a molte altre realtà locali.

    Una rete ampia, quindi, che rafforza il progetto e ne garantisce continuità.


    Accoglienza: molto più di una casa

    Per ABC, accogliere significa andare oltre l’ospitalità.
    Significa offrire:

    • ascolto

  • presenza

  • supporto umano

  • Accanto alle famiglie, infatti, operano volontari e psicologhe, pronti a diventare punti di riferimento nei momenti più complessi.

    Da oltre vent’anni, l’associazione costruisce così un modello che unisce dimensione sanitaria e dimensione umana.


    Uno sguardo verso il futuro e l’Agenda 2030

    L’impegno di ABC si inserisce anche negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

    In particolare, il progetto contribuisce a:

    • Persone → sostegno a bambini e famiglie

    • Pace → riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle cure

    • Partnership → collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità

    Un esempio concreto di come un’iniziativa locale possa generare impatto globale.


    Una comunità che si riconosce nei valori della solidarietà

    Dal 2018 a oggi, “Offri un Caffè Buonissimo” ha sostenuto oltre 170 famiglie.

    Dietro ogni tazzina, infatti, c’è molto più di un gesto.
    C’è una storia.
    C’è una comunità.

    E soprattutto, c’è la volontà condivisa di non lasciare nessuno solo.

    Perché a Trieste, dove il caffè è parte della vita quotidiana, anche il gesto più semplice può trasformarsi in qualcosa di straordinariamente umano.

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