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Decreto turismo 2026: contributi e finanziamenti per rilanciare il settore

Incentivi turismo 2026 contributi fondo perduto e finanziamenti agevolati

Incentivi turismo 2026: contributi e finanziamenti per innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle imprese italiane.

Incentivi turismo 2026: opportunità concrete per le imprese italiane

Il Decreto Turismo 2026 segna un passaggio importante per il rilancio del comparto turistico italiano. Il Ministero del Turismo ha infatti approvato un pacchetto di agevolazioni economiche pensate per sostenere crescita, innovazione e competitività.

Il provvedimento, firmato il 16 marzo 2026, mette a disposizione 109 milioni di euro. Le risorse saranno distribuite attraverso un sistema integrato di:

  • contributi a fondo perduto
  • finanziamenti agevolati

L’obiettivo è chiaro. Da un lato, si vuole rafforzare la struttura delle imprese turistiche. Dall’altro, si punta a guidare il settore verso modelli più evoluti e resilienti.

In particolare, le risorse saranno indirizzate a quattro direttrici strategiche:

  • destagionalizzazione dei flussi turistici
  • digitalizzazione dei servizi e dei processi
  • sviluppo delle filiere turistiche
  • investimenti in linea con criteri ESG (ambientali, sociali e di governance)

In questo scenario, anche territori dinamici come il Friuli Venezia Giulia possono cogliere nuove opportunità. Qui il turismo si sviluppa tra mare, borghi e montagne, con una crescente attenzione a innovazione e qualità dell’offerta.

Chi può accedere agli incentivi turismo 2026

Il decreto si rivolge a una platea ampia di operatori del settore. Possono infatti presentare domanda diverse tipologie di imprese turistiche, purché rispettino specifici requisiti.

Tra i soggetti ammessi troviamo:

  • strutture ricettive: alberghi, ostelli, rifugi, B&B, affittacamere
  • strutture all’aria aperta: campeggi e villaggi turistici
  • servizi turistici e leisure: stabilimenti balneari, discoteche, parchi tematici
  • ristorazione ed eventi: ristoranti, catering, organizzatori di fiere e congressi
  • benessere: centri termali e strutture wellness

Inoltre, possono partecipare anche imprese non incluse nei codici ATECO indicati. Tuttavia, devono dimostrare:

  • almeno 3 anni di attività
  • una prevalente vocazione turistica del fatturato

Un elemento interessante riguarda le reti d’impresa. I progetti possono infatti essere presentati in forma aggregata, da un minimo di 2 a un massimo di 5 imprese.

Questo approccio favorisce la collaborazione tra operatori locali. Di conseguenza, si rafforzano le destinazioni e si ampliano le opportunità di sviluppo territoriale.

Contributi a fondo perduto e spese ammissibili

Il sistema di agevolazioni si articola in due componenti principali. Da un lato, un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili. Dall’altro, un finanziamento agevolato per il restante 70%.

Il tetto massimo per ciascun progetto è fissato a 4,5 milioni di euro. Inoltre, il piano di investimento deve avere un valore compreso tra:

  • 1 milione di euro
  • 15 milioni di euro

Le spese finanziabili coprono diversi ambiti strategici. In particolare:

  • riqualificazione energetica degli edifici
  • efficientamento degli impianti
  • digitalizzazione e automazione dei servizi
  • riduzione dell’impatto ambientale
  • riqualificazione di piscine, centri termali e wellness
  • potenziamento di spazi per eventi e congressi

Rientrano tra le spese anche:

  • acquisto e sviluppo di software e tecnologie digitali
  • licenze, brevetti e know-how legati all’innovazione

Per le PMI, è previsto inoltre un contributo aggiuntivo fino al 4% per le spese di consulenza collegate al progetto.

Gli investimenti devono iniziare dopo la domanda e concludersi entro 18 mesi dalla concessione, e comunque non oltre il 30 settembre 2028.

Come presentare domanda: tempi e modalità

Al momento, le domande non sono ancora aperte. Tuttavia, il percorso è già definito.

Prima di tutto, si attende la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Successivamente:

  • entro 30 giorni, il Ministero del Turismo pubblicherà l’avviso ufficiale
  • verranno indicati modalità, scadenze e documentazione richiesta

Le richieste dovranno essere presentate esclusivamente online, tramite il portale di Invitalia, soggetto gestore dell’iniziativa.

L’accesso avverrà tramite:

  • SPID
  • CIE
  • CNS

Invitalia si occuperà sia della valutazione delle domande sia dell’erogazione dei contributi.

Perché questo decreto è strategico anche per il Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia rappresenta un laboratorio ideale per cogliere queste opportunità. La regione, infatti, unisce:

  • turismo balneare e lagunare
  • città d’arte e borghi storici
  • enogastronomia di qualità
  • itinerari naturalistici e slow

Negli ultimi anni, il territorio ha investito molto in mobilità integrata, digitalizzazione e promozione internazionale. In questo contesto, il Decreto Turismo 2026 può diventare un acceleratore decisivo.

Ad esempio, le imprese locali possono:

  • migliorare l’efficienza energetica delle strutture
  • sviluppare servizi digitali per i visitatori
  • ampliare l’offerta fuori stagione
  • creare reti tra operatori per progetti condivisi

👉 Inoltre, la vocazione transfrontaliera della regione, rafforzata anche da GO!2025, rende questi strumenti ancora più rilevanti.

Informazioni sintetiche

  • Provvedimento: Decreto Turismo incentivi 2026
  • Data firma: 16 marzo 2026
  • Risorse disponibili: 109 milioni di euro
  • Contributo a fondo perduto: fino al 30%
  • Finanziamento agevolato: fino al 70%
  • Importo progetti: da 1 a 15 milioni di euro
  • Scadenza investimenti: entro 30 settembre 2028
  • Gestione domande: Invitalia (online)

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