Fiere e mostre

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Zoran Music a Gorizia: una mostra straordinaria tra Zurigo, Venezia e Dachau

Z. Music nella stanza di Zurigo 1950 Foto Collezione Paola Cadorin_©Zoran Music, by SIAE 2025
Z. Music nella stanza di Zurigo 1950 Foto Collezione Paola Cadorin_©Zoran Music, by SIAE 2025
  • Data: da domenica 25 maggio a venerdì 31 ottobre 2025
  • Luogo: Gorizia
  • Data inizio: 25-05-2025
  • Data fine: 31-10-2025

La grande mostra su Zoran Music a Palazzo Attems a Gorizia: tra capolavori, radici mitteleuropee e luce veneziana.

Un maestro torna a casa: Zoran Music e la Stanza di Zurigo a Gorizia

A vent'anni dalla sua scomparsa, Zoran Music (o Zoran Mušič, nato a Bukovica, a 8 km da Gorizia, e spentosi a Venezia nel 2005) torna a casa. Gorizia, città che ha segnato la sua vita con scambi e sovrapposizioni culturali, ospita una mostra straordinaria. L'esposizione è parte del ricco calendario di "GO! 2025". Nova Gorica e Gorizia sono unite nell'impegno di Capitale Europea della Cultura.

Gorizia si prepara dunque d accogliere uno dei suoi figli più illustri. Infatti, dal 25 maggio al 31 ottobre 2025, Palazzo Attems Petzenstein ospita una mostra straordinaria dedicata a Zoran Music. Inoltre, questa esposizione rappresenta un evento di grande prestigio all'interno del cartellone di GO! 2025, Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura.

Dal 25 maggio al 31 ottobre 2025, Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia ospita "Zoran Music. La Stanza di Zurigo, le opere e l'atelier". La mostra, curata da Daniela Ferretti, occuperà l'intero primo piano del Palazzo, sede dei Musei Provinciali dal 1900.

La "Stanza di Zurigo": Il cuore dell'esposizione

La "Stanza di Zurigo" è il fulcro di questa eccezionale mostra. Quest'opera, realizzata tra la fine degli anni '40 e l'inizio dei '50, ha una storia affascinante. Fu commissionata dalle sorelle svizzere Charlotte e Nelly Dornacher. Erano rimaste colpite dai decori dello studio veneziano di Music. Chiesero all'artista di riprodurli nella cantina della loro villa a Zollikon, vicino a Zurigo. Volevano trasformarla in un accogliente locale per amici.

Nelle pitture della "Stanza" si intrecciano elementi distintivi dell'arte di Music. Troverai i luoghi di Venezia, i celebri cavallini, e i barconi carichi di bestiame. Appaiono anche donne dalle gonne multicolori e ampi parasole. Questi soggetti si fondono con nudini, il ritratto della sua amatissima moglie Ida, e delle committenti. Non mancano vedute di una Venezia trasognata.

Lydia Alessio-Vernì, Direttrice Generale di ERPAC FVG, ha sottolineato l'importanza di quest'opera. "Si tratta di opere originariamente realizzate sulle pareti e sul soffitto". Sono state poi recuperate dal raffinato restauratore Paolo Cadorin, cognato di Music. Questo recupero ha permesso di renderle un'esposizione itinerante. È un vero "prodigio", frutto della collaborazione tra ERPAC, la Charlotte und Nelly Dornacher Stiftung e l'Archivio Barbarigo Cadorin Music.

Un viaggio nell'arte e nella vita di Zoran Music

La mostra non si limita alla "Stanza di Zurigo". Propone un'immersione nell'intensa ricerca artistica di Music. È stato uno dei pittori più raffinati ed enigmatici del XX secolo. Oltre cento opere, divise per decenni, dagli anni '30 al 2000, ripercorrono il suo percorso. Provengono tutte dall'ambito familiare o privato dell'artista.

Il visitatore sarà accompagnato in un viaggio che parte dagli esordi a Zagabria. Toccherà il viaggio in Spagna, e le esperienze a Venezia e a Dachau. Al ritorno dalla prigionia, Music ritrovò la sua tavolozza a Venezia. Qui definì la sua personalissima cifra stilistica, ispirato dall'oro dei mosaici e dalla luce di San Marco.

Music visse per molti anni tra Venezia e Parigi. Le sue radici culturali affondano nella nativa Mitteleuropa e nella millenaria storia di Venezia. Si nutrono anche delle grandi tradizioni pittoriche europee. Tra i suoi riferimenti, El Greco, Goya e Rembrandt.

A Parigi, consolidò la sua fortuna critica. Sperimentò con le "Suites Bizantine" e le "Terre Dalmate" un'astrazione formale. La abbandonò per far riemergere, venticinque anni dopo, il ricordo dei corpi di Dachau. Li immortalò nello straordinario ciclo “Noi non siamo gli ultimi”. Seguono i "Motivi vegetali", i "Paesaggi rocciosi", gli "Interni di cattedrale" e i "Canali della Giudecca". Nella sua ultima produzione, Music rivolse lo sguardo sempre più verso sé stesso e verso Ida. Eseguì una serie notevole di autoritratti e doppi ritratti. Su tele grezze di grande formato, i colori rarefatti e terrosi delineano figure essenziali.

Daniela Ferretti, la curatrice, ha spiegato la logica espositiva. "Nulla è in grado di ritrarre un artista meglio dell’insieme della sua opera". La mostra si sviluppa in un percorso cronologico-tematico. La "chicca finale" è la ricostruzione dello spazio di lavoro dell'artista. Utilizza gli arredi originali provenienti dagli atelier di Parigi e Venezia. Tra pennelli, colori, libri e tele, spicca l'ultimo abbozzo di un quadro. Music lo ha lasciato prima di andarsene, a 96 anni, il 25 maggio 2005.

Accanto alle opere, saranno esposti anche oggetti plasmati da Music. Troverai ricordi di famiglia e personali. Un video sulla Stanza, le opere e i luoghi dell'artista arricchisce l'esperienza.

Un artista tra due mondi

Anton Zoran Music nasce il 12 febbraio 1909 a Bukovica (Boccavizza), un piccolo paese a pochi chilometri da Gorizia, quando la città faceva ancora parte dell'Impero austro-ungarico.

Music ha vissuto una vita intensamente legata alla Mitteleuropa e a Venezia. È sopravvissuto al campo di Dachau, da cui ha tratto l’ispirazione per il potente ciclo “Noi non siamo gli ultimi”

La scelta di celebrarlo proprio a Gorizia assume un significato particolare. Inoltre, questa mostra commemora il ventesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta a Venezia il 25 maggio 2005.

La stanza di Zurigo Courtesy Charlotte und Nelly Dornacher Stiftung Svizzera_© Zoran Music by SIAE 2025

Il cuore della mostra: La Stanza di Zurigo

Un'opera magistrale salvata dall'oblio

La "Stanza di Zurigo" rappresenta il nucleo centrale di questa esposizione eccezionale. Infatti, quest'opera straordinaria nacque tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '50. Inoltre, la sua genesi è legata a una commissione davvero particolare.

Le sorelle svizzere Charlotte e Nelly Dornacher, affascinate dai decori dello studio veneziano di Music, chiesero all'artista un favore speciale. Quindi, vollero che riproducesse quei magnifici decori nella cantina della loro villa a Zollikon, sulle colline di Zurigo. Pertanto, l'obiettivo era trasformare quello spazio in un accogliente luogo di ritrovo tra amici.

Il salvataggio di Paolo Cadorin

La Stanza rischiava di andare perduta per sempre. Tuttavia, Paolo Cadorin, esperto restauratore e cognato di Music, intervenne tempestivamente. Inoltre, la sua competenza permise di salvare quest'opera dall'incuria e dalla demolizione. Pertanto, oggi possiamo ammirare questi capolavori grazie al suo lungimirante intervento conservativo.

Un viaggio attraverso Venezia sognata

I soggetti della stanza

La decorazione della cantina zurighese presenta un universo ricco di suggestioni veneziane:

  • I luoghi di Venezia immortalati con sguardo poetico
  • I famosi cavallini dalmati, soggetto ricorrente nell'arte di Music
  • I barconi carichi di bestiame che attraversano la laguna
  • Le donne dalle gonne multicolori e gli ampi parasole
  • I ritratti intimi della moglie Ida e delle committenti
  • Le vedute trasognate di una Venezia da fiaba

Il percorso artistico di un maestro

Dagli esordi alla maturità artistica

La mostra ripercorre l'intera parabola creativa di Music attraverso oltre 100 opere suddivise per decenni. Quindi, il visitatore può seguire l'evoluzione stilistica dall'esordio fino alle ultime creazioni.

Music, spesso soprannominato "pittore dei cavallini" per il suo soggetto ricorrente, compì i suoi studi a Zagabria negli anni '30, dove scoprì le opere di George Grosz e Otto Dix. Inoltre, intraprese numerosi viaggi formativi che arricchirono la sua visione artistica.

L'esperienza tragica di Dachau

Il percorso di Music fu segnato profondamente dall'esperienza della prigionia nel campo di concentramento di Dachau. Tuttavia, da questa tragedia nacque una delle sue serie più potenti. Infatti, il ciclo "Noi non siamo gli ultimi" rappresenta una testimonianza artistica di straordinaria intensità emotiva.

La rinascita veneziana

Ritornato dalla prigionia, Music trovò a Venezia la sua dimensione espressiva definitiva. Quindi, nell'oro dei mosaici e nella luce di San Marco ritrova la sua tavolozza personale. Inoltre, definì in questo periodo la sua cifra stilistica inconfondibile.

Le influenze e i periodi creativi

Tra Mitteleuropa e tradizione europea

Le radici culturali di Music affondano in terreni diversi ma complementari:

  1. La nativa Mitteleuropa con le sue tradizioni culturali secolari
  2. La storia millenaria di Venezia e la sua eredità artistica
  3. Le grandi tradizioni pittoriche europee: El Greco, Goya, Rembrandt

I periodi parigini

Music si divise per lunghi anni tra Venezia e Parigi. Quindi, nella capitale francese consolidò la sua fortuna critica internazionale. Inoltre, sperimentò con le "Suites Bizantine" e le "Terre Dalmate" un'astrazione formale innovativa.

Le serie artistiche principali

I grandi cicli tematici

L'evoluzione artistica di Music si articola attraverso serie tematiche caratteristiche:

  • "Noi non siamo gli ultimi": testimonianza dell'esperienza concentrazionaria
  • "Motivi vegetali": ritorno alla natura dopo il trauma
  • "Paesaggi rocciosi": visioni della terra d'origine
  • "Interni di cattedrale": spiritualità e architettura sacra
  • "Canali della Giudecca": l'amore per Venezia

L'ultima produzione

Nell'ultima fase creativa, Music rivolge lo sguardo sempre più verso l'interiorità. Quindi, esegue una serie notevole di autoritratti e doppi ritratti con la moglie Ida. Inoltre, su tele grezze di grande formato, i colori rarefatti delineano figure di pura essenzialità. 

La stanza di Zurigo Courtesy Charlotte und Nelly Dornacher Stiftung Svizzera_© Zoran Music by SIAE 2025

L'allestimento e l'esperienza espositiva

Il percorso cronologico-tematico

L'allestimento di Palazzo Attems Petzenstein propone un viaggio completo attraverso sette decenni di arte:

  • Anni '30: Gli esordi e la formazione
  • Anni '40-'50: La Stanza di Zurigo e la rinascita
  • Anni '60-'70: La maturità espressiva
  • Anni '80-'90: Le grandi serie tematiche
  • Anni 2000: L'ultima produzione

La ricostruzione dell'Atelier

Un momento particolare della mostra è rappresentato dalla ricostruzione fedele dell'atelier dell'artista. Infatti, utilizzando arredi originali provenienti dagli studi di Parigi e Venezia, viene ricreato l'ambiente di lavoro. Inoltre, tra pennelli, colori e libri campeggia l'ultimo abbozzo incompiuto.

Informazioni pratiche per la visita

Informazioni essenziali

  • Periodo: 25 maggio - 31 ottobre 2025
  • Sede: Palazzo Attems Petzenstein, Piazza De Amicis 2, Gorizia
  • Opere esposte: Oltre 100 opere (anni '30-2000)
  • Curatrice: Daniela Ferretti
  • Evento: Parte di GO! 2025
  • Inaugurazione: 25 maggio 2025, ore 11:00

Orari e biglietti

Orari di apertura:

  • Tutti i giorni: 9:00-19:00
  • Maggio-Agosto, venerdì e sabato: 9:00-22:00
  • Chiusura biglietteria: Un'ora prima

Aperture straordinarie:

  • 2 giugno 2025: 9:00 - 19:00.
  • 15 agosto 2025: 9:00 - 22:00.

Tariffe:

  • Intero: €6
  • Ridotto: €3 (18-25 anni, gruppi, famiglie, soci vari)
  • Scolaresche: €1
  • Gratuito: Minorenni, insegnanti, guide, giornalisti, disabili

Biglietti:

  • Intero: € 6.
  • Ridotto: € 3 (età 18-25 anni; gruppi min. 10 persone; nuclei familiari con minorenni – prezzo per adulto; Soci Coop, Soci FAI, Soci Touring Club Italiano).
  • Ridotto scolaresche: € 1.
  • Gratuito: Minorenni, insegnanti in servizio, guide turistiche abilitate, giornalisti con tesserino, disabili e accompagnatore, tesserati ICOM.
  • Importante: Prima domenica del mese: Ingresso gratuito per tutti - Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito per tutti!

Visite guidate e attività

Visite guidate regolari:

  • Ogni mercoledì ore 17:30: Visita + momento conviviale (€13)
  • Tutte le domeniche:
    • Ore 10:00 in italiano
    • Ore 11:30 in inglese o slovena (a settimane alterne)
  • Supplemento: €5 sul biglietto d'ingresso

Prenotazioni:

  • Online: shop.midaticket.it/erpacfvg/Events
  • Telefono: 0481 385335
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come raggiungere la mostra

Dalla stazione di Gorizia Palazzo Attems Petzenstein è facilmente raggiungibile:

  1. In autobus: Linea n.1 ogni 15 minuti (fermata Piazza de Amicis n.7)
  2. A piedi: Circa 30 minuti di passeggiata
  3. In taxi: Disponibili direttamente alla stazione

Accessibilità

La mostra è attenta all'inclusività. Infatti, sono ammessi anche i cani sotto stretto controllo del proprietario. Tuttavia, il proprietario si assume la piena responsabilità per eventuali danni.

Il catalogo 

Contributi internazionali

Il catalogo della mostra presenta contributi di eccellenza:

  • Jean Clair: Accademico di Francia, amico e sodale di Music
  • Michael Peppiatt: Storico e curatore inglese
  • Prime traduzioni italiane: Tre interviste inedite a Music

Supporti multimediali

L'esperienza espositiva è arricchita da un video documentario che accompagna i visitatori alla scoperta della Stanza, delle opere e dei luoghi dell'artista.

Il Contesto di GO! 2025

Una capitale transfrontaliera

Nova Gorica e Gorizia sono state proclamate Capitale europea della Cultura 2025 il 18 dicembre 2020, rappresentando la prima Capitale europea della cultura transfrontaliera. Quindi, questa mostra su Music assume un significato particolare nel dialogo culturale italo-sloveno.

Un programma ricco di eventi

Il programma di GO! 2025 presenta più di 100 progetti con oltre 400 eventi, dalla musica al teatro, dall'arte alla danza. Pertanto, la mostra su Music si inserisce in un contesto culturale di respiro europeo.

La mostra "Zoran Music. La Stanza di Zurigo, le opere e l'atelier" rappresenta quindi un'occasione irripetibile. Infatti, permette di riscoprire un grande maestro del Novecento nel luogo delle sue origini. Inoltre, celebra l'arte come ponte tra culture e popoli diversi, incarnando perfettamente lo spirito di GO! 2025.

Info

Per tutte le info visita il sito di Erpac

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