Fiere e mostre

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Tatuaggi a Gorizia: segni sulla pelle, tracce di identità nel cuore di GO! 2025

Volto femminile in rosso e nero per la mostra Tattoos a Gorizia: i tatuaggi come segni sulla pelle e tracce di identità
  • Data: da domenica 7 a domenica 21 settembre 2025
  • Luogo: Gorizia
  • Data inizio: 07-09-2025
  • Data fine: 21-09-2025

Dal 7 al 21 settembre una mostra sul tatuaggio tra storia, cultura, memoria e simboli. Ingresso gratuito all’Auditorium.

Un viaggio millenario nell'arte del tatuaggio

Dal 7 al 21 settembre 2025, l’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia ospita la mostra “Tatuaggi. Segni sulla pelle, tracce di identità”, un evento che intreccia antropologia, arte e memoria.

Organizzata da Il Sole 24 Ore Cultura, la mostra fa parte del programma GO! 2025 Capitale Europea della Cultura, ed è promossa dal Comune di Gorizia in collaborazione con GECT GO/EZTS GO. L’esposizione è una tappa del tour europeo della mostra originaria “Tatuaggio. Storie dal Mediterraneo”, nata al MUDEC di Milano nel 2024, e passata poi per Marsiglia e Stoccolma.

A Gorizia arriva arricchita da nuovi contenuti, con un focus inedito sulla storia locale del tatuaggio e sull’identità di chi ha scelto – ieri come oggi – di lasciare un segno sulla pelle.

Gorizia e la Capitale Europea della Cultura 2025

Nova Gorica e Gorizia sono state proclamate Capitale europea della Cultura 2025, creando così un ponte transfrontaliero culturale. Di conseguenza, questa nomina prestigiosa valorizza l'identità complessa del territorio. Successivamente, la programmazione GO! 2025 celebra la diversità culturale attraverso eventi multidisciplinari.

Curiosità storica:

Gorizia reca i segni della cultura italiana, di quella slava e anche di quella germanica, rendendo questa città il luogo ideale per esplorare l'arte del tatuaggio come linguaggio universale.

La mostra: un percorso tra storia e contemporaneità

Una mostra tra corpo, storia e società

L’allestimento comprende fotografie, video, documenti, testi narrativi e una sezione storica friulana curata attraverso fonti d’archivio. In particolare, vengono esposti alcuni articoli tratti dal quotidiano Il Piccolo, risalenti a fine Ottocento e inizio Novecento, che testimoniano come il tatuaggio fosse già presente nel Friuli Venezia Giulia in epoche lontane.

La mostra non si limita alla rappresentazione estetica del tatuaggio: propone una riflessione sul corpo come superficie narrativa. Le domande che emergono sono potenti:

  • Perché ci si tatua?
  • Cosa rappresenta oggi questo gesto?
  • È solo moda o un atto di identità?

Si affrontano temi legati al rito, al linguaggio, alla memoria e alle pratiche ancestrali che legano l’uomo alla pelle come archivio visibile del sé.

L'esposizione presenta materiali grafici, fotografici, video e testuali che raccontano millenni di storia. Infatti, il progetto nasce dalla mostra del MUDEC di Milano del 2024. Successivamente, il tour europeo ha toccato Marsiglia e Stoccolma, coinvolgendo istituzioni museali internazionali.

Focus regionale: il Friuli Venezia Giulia e l'arte del tatuaggio

Pochi sanno che il tatuaggio ha una lunga storia anche nel nostro territorio. Già nella prima metà del Novecento, sulle rive dell’Isonzo e nel porto di Trieste, si registravano presenze di tatuatori ambulanti, marinai e soldati segnati da simboli d’amore, guerra, viaggio.

Nel dopoguerra, il tatuaggio iniziò a diffondersi anche tra gli operai e i giovani delle periferie urbane. Oggi, Gorizia si fa palcoscenico di un discorso nuovo, capace di unire radici storiche e sensibilità contemporanea. In mostra: narrazioni locali e globali, riti tribali e street culture, memoria collettiva e identità personale.

La mostra include articoli storici del quotidiano Il Piccolo risalenti a fine '800 e inizio '900, che testimoniano quanto la pratica del tatuaggio fosse già diffusa in Friuli Venezia Giulia. Inoltre, questi documenti rivelano la precoce presenza del tatuaggio nella regione. Pertanto, il percorso espositivo dimostra come questa pratica abbia radici profonde nel territorio.

Approfondimento storico

Durante il tardo Ottocento, mentre Cesare Lombroso teorizzava sui tatuaggi come segni di delinquenza, nel Friuli Venezia Giulia questa pratica manteneva invece significati rituali e identitari.

Il tatuaggio: rito, linguaggio e memoria

Dalle origini preistoriche alla modernità

Il tatuaggio non rappresenta semplice ornamento corporale. Al contrario, costituisce un linguaggio simbolico che attraversa culture e millenni. Inoltre, già la preistoria testimonia corpi segnati con significati rituali profondi.

L'esposizione narra la diffusione nell'Antico Egitto, nell'Antica Grecia, nella Roma Antica, ma anche a Gerusalemme e nei Balcani. Pertanto, ogni civilizzazione ha sviluppato proprie tecniche e simbologie.

Il corpo come superficie narrativa

La mostra goriziana propone una riflessione antropologica sul corpo come tela identitaria. Di conseguenza, ogni segno diventa traccia permanente di esperienze, credenze e appartenenze. Inoltre, il tatuaggio moderno mantiene questo valore ancestrale di narrazione personale.

Informazioni pratiche e orari di visita

Dettagli dell'Evento

Dove:

  • Auditorium della cultura friulana
  • Via Roma, 5 - Gorizia

Quando:

  • Inaugurazione: domenica 7 settembre 2025, ore 12:00
  • Periodo espositivo: 7-21 settembre 2025
  • Orari: martedì-domenica, 10:00-13:00 / 16:00-19:00
  • Ingresso: gratuito

Organizzazione:

  • Comune di Gorizia
  • GECT GO/EZTS GO
  • Il Sole24 Ore Cultura

Accessibilità e servizi

La mostra presenta pannelli trilingue (italiano, sloveno, inglese), garantendo accessibilità internazionale. Inoltre, l'allestimento multimediale offre un'esperienza coinvolgente per tutti i visitatori.

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