Fiere e mostre
Pola, Ricordi: a Trieste la mostra sugli 80 anni della tragedia di Vergarolla (2)
- Data: da mercoledì 26 agosto a mercoledì 30 settembre 2026
- Luogo: Trieste, Monfalcone e Gaeta
- Data inizio: 26-08-2026
- Data fine: 30-09-2026
A Trieste la mostra “Pola, Ricordi” racconta Vergarolla, Pola e l’esodo giuliano-dalmata. Visitabile fino al 30 settembre 2026.
Documenti, fotografie e testimonianze raccontano Pola e il dramma del 18 agosto 1946. La mostra è visitabile fino al 30 settembre 2026
Ci sono rotte che sulle carte geografiche misurano poche decine di miglia e che, nella storia, diventano lunghissime.
Una di queste attraversa l’Adriatico settentrionale e collega Pola, Trieste, Monfalcone e Sistiana. Nel 2026 si aggiunge anche Gaeta. È la rotta seguita da “Pola, Ricordi – Vergarolla e le rotte della memoria”, progetto dedicato all’80° anniversario della tragedia di Vergarolla.
La prima tappa della mostra itinerante è stata inaugurata il 26 agosto 2026 a Trieste, negli spazi della Lega Navale Italiana. Qui rimarrà visitabile fino al 30 settembre 2026.
Fotografie, documenti, testimonianze e materiali d'archivio riportano lo sguardo verso la Pola del secondo dopoguerra. E raccontano una città sospesa tra la fine del conflitto e un futuro ancora incerto.
Al centro del percorso c'è il 18 agosto 1946, una domenica d'estate destinata a lasciare una ferita profonda nella storia dell'Adriatico orientale.
18 agosto 1946: cosa accadde sulla spiaggia di Vergarolla
Quel giorno sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, si disputavano le gare natatorie della Coppa Scarioni, organizzate dalla Società Nautica Pietas Julia.
Era una giornata di festa. Sulla spiaggia si trovavano atleti, famiglie e molti bambini.
Poco dopo le 14, un'enorme esplosione sconvolse l'arenile. A esplodere furono residuati bellici che si trovavano accatastati nei pressi della spiaggia e che erano ritenuti in condizioni di sicurezza.
Il bilancio esatto resta ancora oggi oggetto di differenti ricostruzioni. Le fonti concordano comunque sulle dimensioni enormi della tragedia, con decine di morti e moltissimi feriti.
Anche le cause dell'esplosione e le sue responsabilità hanno generato nel tempo studi, indagini e interpretazioni differenti. Non esiste una conclusione giudiziaria definitiva che permetta di attribuire con certezza la responsabilità della strage.
Un dato, invece, è certo: Vergarolla segnò profondamente la comunità polesana.
E accadde in uno dei momenti più delicati della storia della città.
Pola nel 1946, una città con il futuro sospeso
Per capire Vergarolla bisogna guardare anche a ciò che stava accadendo intorno a quella spiaggia.
La Seconda guerra mondiale era terminata da poco più di un anno. Tuttavia, il futuro politico di Pola e dell'Istria restava al centro delle trattative internazionali.
Pola si trovava sotto amministrazione militare alleata, mentre gran parte dell'Istria era sotto controllo jugoslavo.
La Conferenza di pace di Parigi stava inoltre delineando il nuovo confine.
Il Trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 assegnò infine Pola alla Jugoslavia. In quei mesi una larga parte della popolazione italiana lasciò la città.
Per questo la mostra non isola Vergarolla dal resto della storia.
Al contrario, inserisce la tragedia nel quadro più ampio del confine orientale, dell'esodo giuliano-dalmata e delle trasformazioni politiche e sociali dell'Istria nel secondo dopoguerra.
“Pola, Ricordi”: la mostra che segue le rotte della memoria
La mostra nasce all'interno del progetto promosso dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia attraverso l'Avviso pubblico dedicato all'80° anniversario di Vergarolla.
L'ideazione e la progettazione grafica del percorso espositivo sono curate da Linda Simeone.
Il visitatore incontra:
- fotografie storiche;
- documenti e materiali d'archivio;
- testimonianze legate alla città di Pola;
- approfondimenti sulla tragedia di Vergarolla;
- materiali dedicati al confine orientale;
- la storia della Società Nautica Pietas Julia;
- un approfondimento sulla Scuola Nautica della Regia Guardia di Finanza.
Ne emerge soprattutto il ritratto di una comunità.
Perché dietro le grandi date della storia rimangono le vite quotidiane: famiglie, associazioni, sportivi, scuole, luoghi d'incontro e persone costrette a ricominciare altrove.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del progetto.
La Pietas Julia: da Pola a Sistiana, 140 anni sul mare
Tra le storie raccontate dalla mostra ce n'è una che attraversa materialmente l'Adriatico.
La Società Nautica Pietas Julia nacque a Pola il 14 agosto 1886. Nel 2026 ha quindi raggiunto i 140 anni di attività.
Era proprio la Pietas Julia a organizzare le gare della Coppa Scarioni in programma a Vergarolla il 18 agosto 1946.
Dopo la guerra e l'esodo, la società lasciò Pola. Nel 1947 si trasferì a Monfalcone e successivamente trovò casa nella Baia di Sistiana, dove continua ancora oggi la propria attività sportiva.
La ricorrenza dei 140 anni ha riportato simbolicamente la società al punto di partenza.
Il 14 agosto 2026 una veleggiata commemorativa è partita da Pola verso il Golfo di Trieste, ripercorrendo idealmente la storia del sodalizio.
Così una rotta segnata nel Novecento dalle partenze è tornata a essere percorsa in direzione opposta.
Questa volta per ricongiungere.
Una curiosità: perché si chiama Pietas Julia?
Persino il nome della società porta indietro nella storia.
Pietas Iulia richiama infatti l'antica denominazione romana di Pola. La città conserva ancora oggi uno dei patrimoni archeologici romani più importanti dell'Adriatico.
Il monumento più celebre è naturalmente l'Arena di Pola, costruita nelle forme monumentali che conosciamo durante il I secolo d.C.
Ma il tessuto romano della città emerge anche altrove: nel Tempio di Augusto, nell'Arco dei Sergi e nelle tracce dell'antico impianto urbano.
Il nome scelto nel 1886 dalla società nautica legava quindi sport, città e memoria storica molto prima che gli eventi del Novecento attribuissero alla Pietas Julia un ulteriore significato.
Da Pola a Gaeta: un'altra storia che attraversa il mare
Un secondo percorso della mostra riguarda la Scuola Nautica della Regia Guardia di Finanza, che nel 2026 compie idealmente cento anni.
La documentazione storica della Guardia di Finanza conferma che la scuola venne istituita a Pola nel 1926.
Il capitano Vittorio G. Rossi ricevette il compito di organizzarla e il regolare avvio dell'attività venne fissato al 1° gennaio 1927.
La scuola preparava sottufficiali e guardie destinati al servizio marittimo del Corpo.
Dopo la Seconda guerra mondiale quella storia cambiò porto.
Dal 1948 la Scuola Nautica ha sede a Gaeta.
Ecco allora spiegata una tappa apparentemente sorprendente della mostra: dopo Trieste e Monfalcone, “Pola, Ricordi” arriverà proprio a Gaeta nel novembre 2026.
Ancora una volta è il mare a costruire il filo narrativo.
Pola, Trieste, Sistiana, Monfalcone e Gaeta diventano punti lontani di una stessa geografia della memoria.
Non solo una mostra: gli appuntamenti di “Pola, Ricordi”
L'esposizione costituisce il cuore di un programma molto più ampio, che proseguirà durante l'autunno 2026.
Il progetto comprende cerimonie commemorative, incontri, attività didattiche, musica, pubblicazioni ed escursioni culturali.
Tra le iniziative previste figurano:
- conferenze e incontri di approfondimento;
- Concerti del Ricordo;
- pubblicazioni dedicate alla memoria di Pola;
- attività con le scuole;
- iniziative culturali tra Trieste e Pola;
- programmi e approfondimenti radiofonici;
- appuntamenti dedicati alla storia dell'Adriatico orientale.
Il 2 ottobre 2026 è inoltre previsto un concerto nella chiesa di San Mauro a Borgo San Mauro, con il Coro ANA “Nino Baldi” e ospiti.
Il programma coinvolge anche l'Istituto Comprensivo Rainer Maria Rilke e le scuole della minoranza italiana di Pola.
La memoria passa così dalle persone che ricordano a quelle che questa storia possono ancora imparare a conoscerla.
La mostra prosegue a Monfalcone e Gaeta
Dopo Trieste, il percorso di “Pola, Ricordi” continuerà.
La seconda tappa è prevista a Palazzo Veneto di Monfalcone, dove l'esposizione sarà allestita dal 5 ottobre al 4 novembre 2026.
Successivamente la mostra raggiungerà Gaeta nel novembre 2026.
Non si tratta di tre località scelte casualmente.
Trieste rappresenta uno dei principali luoghi di arrivo e di memoria dell'esodo giuliano-dalmata. Monfalcone accolse nel 1947 la Pietas Julia proveniente da Pola. Gaeta, invece, custodisce la continuità della Scuola Nautica della Guardia di Finanza.
Le tappe diventano quindi parte del racconto.
È una mostra itinerante anche nella forma, ma soprattutto nella sua geografia.
“Pola, Ricordi” a Trieste: informazioni utili
Mostra: Pola, Ricordi – Vergarolla e le rotte della memoria
Dove:
Lega Navale Italiana – Sezione di Trieste
Palazzina servizi
Molo Fratelli Bandiera 9, Trieste
Periodo:
dal 26 agosto al 30 settembre 2026
Prossime tappe:
- Monfalcone – Palazzo Veneto: dal 5 ottobre al 4 novembre 2026
- Gaeta: novembre 2026
Promotore: Gruppo Ermada Flavio Vidonis
Occasione: 80° anniversario della tragedia di Vergarolla, avvenuta a Pola il 18 agosto 1946
Progetto sostenuto da: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
