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Rottamare gli alberghi: troppi, vecchi e piccoli - Le reazioni

Cominciano ad emergere i primi dettagli del Piano strategico del turismo. Il 24 ottobre 2012 il ministro Piero Gnudi ha presentato alla commissione Attività produttive della Camera le linee guida del Piano che dovrà traghettare il turismo italiano verso il 2020. 
Fra i punti principali la riforma dell'Enit (Agenzia nazionale di turismo), che, oltre a divenire una Spa dovrà puntare sulla commercializzazione, più che sulla promozione; rottamazione degli alberghi ''perché 34mila sono troppi, troppo vecchi e troppo piccoli'', ha detto il ministro; armonizzazione della tassa di soggiorno che diventerà una tassa di scopo da applicare in tutta Italia. Sempre per quanto riguarda il settore alberghiero il piano di Gnudi si pone come obiettivo quello di rendere più omogenea e uniforme l’assegnazione e la classificazione delle stelle, in modo che ad esempio gli alberghi a 3 stelle abbiamo le stesse caratteristiche in tutta Italia. Il Piano, in 7 linee di intervento e 50 azioni, indica la strada per fare sì che il turismo nel 2020 arrivi a creare 500mila posti di lavoro, il che significa 30 miliardi di euro di contributo al Pil nazionale. Il Piano entro metà novembre passerà all'esame del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda l'Enit il ministro ha usato parole morbide: "Un Enit riformato e potenziato è uno degli architravi del Piano strategico". Secondo quanto riportato da fonti di stampa, gli esperti di Boston Consulting hanno evidenziato come nel bacino del Mediterraneo la crescita del turismo è stata pari a +7,7 per cento tra 2000 a 2010, e le previsioni dicono che crescerà nei prossimi anni del + 4,8 per cento. L'Italia invece è cresciuta solo del 2 per cento fra il 2000 e il 2010. Secondo le recenti stime, l’Italia per quanto riguarda la capacità di portare a sé il turista internazionale, sta perdendo punti rispetto a Francia e Spagna, e se il Belpaese nel 1995 era primo in Europa come incassi dal turismo straniero oggi si posiziona al terzo posto, dietro a Francia e Spagna.
Il Piano, presentato dal ministro del Turismo Piero Gnudi e dagli esperti di Boston Consulting, evidenzia - è stato detto dai manager di Boston Consulting - come l'Enit, «non solo ha un budget molto limitato, ma non ha le professionalità necessarie». Inoltre «la capacità ricettiva italiana è fatta di piccole imprese, spesso troppo vecchie». L'Enit, in particolare, dovrebbe diventare «fabbrica di prodotti ed avere una strategia fortissima sul digitale, ma ora non ha le competenze. Così come è l'Enit può essere chiuso». LE REAZIONI Confindustria viaggi: Sì alla “rottamazione” degli alberghi Astoi-Confindustria Viaggi condivide in toto la proposta contenuta nel Piano strategico nazionale sulla "rottamazione degli hotel" così come le dichiarazioni del Ministro Gnudi, che ha giudicato «troppi, troppo vecchi e piccoli» i 34mila alberghi presenti in Italia. «La nostra condivisione di quanto affermato dal Ministro è totale», ha detto Nardo Filippetti, presidente di Astoi-Confindustria Viaggi. «Gli alberghi italiani sono per la maggior parte da ristrutturare e da adeguare alla domanda perché, semplicemente, risultano ormai fuori mercato e, rispetto alle strutture di altri Paesi, pagano dazio in termini di dimensioni, servizi (si pensi solo a quelli legati alla tecnologia) e di qualità (stabili non ristrutturati, arredi datati). Questo accade soprattutto sulle destinazioni balneari, ovvero quelle che generano i numeri maggiori in termini di presenze e che hanno la stagionalità più breve e per questo è più difficile ammortizzare gli investimenti. Per queste ragioni perdiamo nel confronto con la proposta alberghiera delle altre nazioni e, per gli stessi motivi, i tour operator hanno grosse difficoltà nel proporre e vendere le strutture presenti sul territorio nazionale tanto agli italiani quanto agli stranieri, che si vedono “costretti” a scegliere altre destinazioni che propongono un'offerta ricettiva sicuramente più competitiva in termini di rapporto qualità/prezzo». Assoturismo-Confesercenti: Meglio ragionare sulla qualità e non sulle dimensioni «Le dichiarazioni del ministro Gnudi, che vorrebbe vedere “rottamati” gli hotel di minori dimensioni, ci lasciano fortemente perplessi. Innanzitutto perché la rete dei piccoli alberghi è funzionale all’Italia; ma anche perché è il mercato a decidere il successo o l’insuccesso di un’attività imprenditoriale, pure nel caso della ricezione turistica. Meglio ragionare sulla qualità e non sulle dimensioni». Il presidente di Assoturismo-Confesercenti Claudio Albonetti commenta così, in una nota, le parole del ministro per il Turismo Piero Gnudi, che ha suggerito di rottamare molti degli alberghi italiani perché «troppi, troppo vecchi e troppo piccoli». «Sulla qualità – continua Albonetti - il Ministro sfonda una porta aperta: siamo più che disponibili a lavorare sul tema, che la nostra associazione ha sempre ritenuto centrale; così come ribadiamo la nostra piena collaborazione con l’Esecutivo su molte altre questioni fondamentali per il turismo. Ma l’idea di rottamare gli hotel in base a criteri dimensionali e non qualitativi ci lascia invece basiti. Non riteniamo che questa sia una scelta che spetti al Governo, quanto piuttosto al mercato. Inoltre, ci preme sottolineare il fondamentale valore della rete dei piccoli alberghi, che è funzionale alla vocazione turistica italiana, che si estende a tutto il territorio, ed è in grado di intercettare tutti i turismi, non solo quelli d’élites. Non si possono costruire giganti della ricezione in ogni angolo d’Italia: sarebbe antieconomico e un grave danno per il nostro splendido Paese. Se l’obiettivo è il rinnovamento della rete alberghiera italiana lo Stato ci aiuti piuttosto a reperire le risorse necessarie che, in questo clima di crisi, non possono certo essere messe in campo dalle sole imprese. Sarebbe un intervento, questo, cui non potremmo che plaudire». Fonte: TTG

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