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Palmanova: crolla una parte delle mura fortificate

Palmanova: crolla una parte delle mura fortificate Le forti piogge di queste settimane hanno causato il cedimento di una parte del muro del rivellino secentesco nell'area sud-est della cinta fortificata veneziana, che compone il secondo ordine di fortificazioni della città stellata di Palmanova. Il cedimento ha riguardato circa 20 metri della antica muratura in pietra, caduta probabilmente sotto la spinta del terrapieno intriso d’acqua. Tra le cause del cedimento ci sarebbe anche la mancata pulizia della vegetazione infestante. Il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, promotore in questi anni di un piano di manutenzioni della cinta fortificata, in collaborazione con la Protezione civile e il Corpo forestale regionale, che ha interessato ampie aree del vasto parco storico ma non quella interessata dal crollo, ha lanciato un appello a tutela del bene culturale candidato a essere dichiarato patrimonio dell’Unesco: “È un evento grave che dimostra la necessità di un impegno alla salvaguardia di Palmanova da parte di enti superiori. Le manutenzioni condotte finora non sono sufficienti, è necessario un piano di salvaguardia regionale e nazionale. Sono passati decenni senza che ci fosse alcuna manutenzione, anche ordinaria", spiega Martines. “Il tempo trascorso, i cambiamenti climatici con piogge sempre più violente stanno mettendo a dura prova un patrimonio unico al mondo”. Il Comune di Palmanova eseguira’ un sopralluogo nell’area dove ieri e’ crollato un muro rivellino seicentesco, e redigera’ una relazione congiunta con la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici regionale da inviare al Ministro per i Beni culturali Massimo Bray e per la Presidente Serracchiani, invitando il Ministro a venire a visitare Palmanova insieme con la presidente che conosce gia’ bene la citta’ stellata. Con la Protezione civile comunale l’amministrazione ha eseguito una prima ricognizione sulla cinta fortificata per verificare se sussistano altre porzioni di mura a rischio. “Per ora la situazione sembra stabile – spiega il sindaco Francesco Martines – molto dipendera’ anche dalle precipitazioni nei prossimi giorni”. Intanto il Comune si appresta a condurre un’altra manutenzione straordinaria sulle aree di propria competenza che si svolgerà a fine marzo con la Protezione Civile. Resta comunque l’eccezionalità delle precipitazioni piovose di queste ultime settimane. Il pluviometro di Palmanova che rileva i dati per la Protezione Civile ha registrato tra gennaio e febbraio il record di precipitazioni, che nella decade 2003 – 2013 aveva avuto il suo picco nel mese di settembre 2010 con 346 millimetri, contro una media del periodo di 102,3 millimetri . Nel 2014 sono già precipitati 610 millimetri di pioggia, corrispondenti a  7 tonnellate d’acqua per ettaro di superficie.  Sono infatti 414 i millimetri di pioggia caduti nel mese di gennaio e ben 196 i millimetri caduti nei soli primi dieci giorni di febbraio, contro i 57 del mese di dicembre. “L’eccezionalità del maltempo non deve far pensare ad un episodio altrettanto eccezionale o isolato -  spiega il sindaco Martines – la tenuta della cinta fortificata, soprattutto nella sua parte più debole che sono i rivellini secenteschi, non è affatto scontata. E’ necessario un piano di salvaguardia che impegni anche lo Stato, proprio in vista del percorso di candidatura Unesco, un riconoscimento per il quale ci stiamo spendendo molto tutti e che richiederà – come prevede la commissione di Parigi – la definizione di un piano di gestione per la conservazione del  bene. Non vorrei che Palmanova diventasse un’altra Pompei, famosa sempre più per i crolli che per la sua unicità e bellezza”.   redazione giro  

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