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Opere di restauro al Castello San Giusto di Trieste

Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, ha espresso soddisfazione "per il ritrovato smalto dell'antico simbolo della città", il Castello San Giusto, dichiarando che, "se saranno necessari ulteriori interventi proposti dall'amministrazione comunale con progetti puntuali, essi saranno presi in considerazione dalla Regione". Illy è arrivato al castello in contemporanea con "Micheze e Jacheze", le due statue che fino al 1972 hanno battuto le ore sulla torre dell'orologio del municipio e che ora, restaurate, accoglieranno gli ospiti, ai due lati dell'altrettanto storica campana, di fianco alla scala che si trova di fronte al ponte levatoio e che porta al primo bastione, ripavimentato e dotato di ringhiere di sicurezza. Negli auspici del sindaco Roberto Dipiazza, che ha fatto gli onori di casa, il bastione cosí sistemato potrà accogliere un bar-ristorante di grande impatto scenografico per l'esposizione privilegiata sul golfo, la vecchia Lanterna e le Rive, oltre che per il collegamento, attraverso la discesa interna, al cortile delle milizie, anch'esso oggetto di importanti restauri e oggi finalmente libero dal palco in cemento armato costruito negli anni '30. Già al centro di grandi iniziative come, ad esempio, il Festival di Fantascienza, il cortile delle milizie è destinato ad accogliere le manifestazioni e i concerti che saranno spostati qui da piazza Unità d'Italia. I lavori di ripristino, che hanno interessato anche i muri esterni, sono costati oltre 5 milioni di euro, di cui 3 milioni e 615 mila erogati dalla Regione per il primo lotto. Il secondo lotto della opere (finanziato con 985 mila euro) ha interessato tra l'altro il recupero della storica "Bottega del Vino", ristorante e sala da ballo frequentati, negli anni '50 - '70, dalla borghesia triestina. Sulla storica "Bottega" si sono concentrati anche molti dei lavori del terzo lotto, per cui sono stati investiti 564 mila euro. A monte di queste opere c'erano stati circa 500 mila euro di fondi impiegati per verifiche, sondaggi e messe in sicurezza prima della partenza dei lavori di restauro veri e propri. Accompagnato da Dipiazza, Illy ha visitato anche il Museo dell'Armeria. Inaugurato nel luglio dello scorso anno, il museo accoglie, oltre alle armi storiche, suppellettili e mobili d'epoca, dipinti e, assieme ad alcuni suoi quadri, il modello realizzato dal pittore triestino Guido Marusig in occasione della sua partecipazione al concorso per la decorazione dell'abside centrale della Cattedrale di San Giusto. Nel complesso, l'antico maniero, dopo gli interventi per l'adeguamento alle piú generali norme di sicurezza e a quelle antincendio, è oggi in grado di accogliere sino a 1980 persone che possono arrivare qui sia dalla storica salita al ponte levatoio che tramite due ascensori. Il primo porta nel cortile delle milizie ed il secondo poco prima di una sala che si apre su quest'ultimo ed accoglie i cannoni un tempo sistemati sotto le volte a botte dell'ingresso, dove sarà allestita la biglietteria (il gabbiotto di legno collocato a fianco del grande portale sta per essere abbattuto). Eliminate tutte le edere che rivestivano le facciate e stavano facendole crollare, sono rimaste intatte le piante di capperi che ornano i muri perimetrali del cortile delle milizie. Hanno la peculiarità di essere quelle che in assoluto crescono piú a Nord in Italia ed in Europa e per questo sono protette.

Fonte: ASG

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