Fiere e mostre

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Nuda Veritas di Klimt a Villa Manin: il capolavoro arriva in Friuli

Nuda Veritas di Gustav Klimt a Villa Manin
  • Data: da giovedì 21 maggio a domenica 6 settembre 2026
  • Luogo: Villa Manin di Passariano - Codroipo
  • Data inizio: 21-05-2026
  • Data fine: 06-09-2026

Dal 21 maggio al 6 settembre 2026, Villa Manin ospita uno dei dipinti più radicali di Gustav Klimt: una donna, uno specchio e una verità che guarda dritto negli occhi.

Nuda Veritas di Gustav Klimt a Villa Manin: il capolavoro della Secessione a Passariano

Una donna completamente nuda guarda chi le sta davanti. Non abbassa gli occhi e non cerca di sedurre.
In mano tiene uno specchio rivolto verso lo spettatore.
Sopra di lei, una frase di Friedrich Schiller suona quasi come una dichiarazione di guerra al consenso: se la tua arte non può piacere a tutti, accontenta pochi. Piacere a molti è male.
È Nuda Veritas di Gustav Klimt, uno dei dipinti più potenti della Vienna di fine Ottocento.

Dal 21 maggio al 6 settembre 2026, sarà possibile trovarsi faccia a faccia con l'opera a Villa Manin di Passariano di Codroipo, in Friuli Venezia Giulia.

Il quadro arriva dal Theatermuseum di Vienna grazie alla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum. Il prestito è raro e porta in Friuli un'opera centrale nella storia della modernità europea. 

La mostra “Nuda Veritas. Klimt” è organizzata da ERPAC FVG e MondoMostre ed è curata da Cäcilia Bischoff.

Ma perché questo corpo alto poco meno di due metri e mezzo provocò tanto rumore?

La risposta comincia a Vienna nel 1899.

Nuda Veritas, quando Klimt decise di non piacere a tutti

Gustav Klimt aveva già compiuto una scelta radicale.

Nel 1897 era stato tra i fondatori della Secessione viennese, nata dalla volontà di alcuni artisti di rompere con il conservatorismo delle istituzioni artistiche ufficiali. Klimt ne fu il primo presidente.

Quando Nuda Veritas comparve pubblicamente nel 1899, il suo significato andava quindi molto oltre la rappresentazione di un corpo femminile.

Era quasi un manifesto.

Il Theatermuseum di Vienna interpreta infatti l'opera come una dichiarazione a favore della verità nell'arte e della libertà dell'artista, anche quando il pubblico fatica ad accettarla. 

La donna dipinta da Klimt non ha nulla della nudità idealizzata della pittura accademica.

È frontale.

È presente.

E soprattutto ricambia lo sguardo.

Non sembra essere lì per essere contemplata. Al contrario, sembra chiedere conto a chi la osserva.

Lo specchio non serve a lei: serve a noi

È forse questo il dettaglio più inquietante di Nuda Veritas.

La donna tiene uno specchio, ma non vi guarda dentro.

Lo mostra a noi.

Il significato diventa così quasi fisico: mentre osserviamo la “Verità”, è lei a costringerci simbolicamente a guardare noi stessi.

Il Theatermuseum sintetizza questo gesto con un altro antico invito: “Conosci te stesso”

Intorno al corpo, Klimt costruisce una composizione stretta e verticale.

Il dipinto misura 252 centimetri per appena 56,2. La figura occupa quasi completamente lo spazio disponibile.

Ci sono poi il serpente, i fiori, il cielo iridescente e due fasce dorate che sembrano trasformare il quadro in una sorta di icona laica.

In basso compare il titolo: Nuda Veritas.

In alto, invece, Klimt inserisce la frase di Schiller che costituisce quasi la chiave del dipinto.

“Piacere a molti è male”

La citazione scelta da Klimt proviene da Friedrich Schiller.

In sostanza dice: "Se con la tua azione e con la tua opera d'arte non puoi piacere a tutti, accontenta pochi. Piacere a molti è male."

Difficile immaginare una dichiarazione più adatta al clima della Vienna di quegli anni.

Gli artisti della Secessione stavano sfidando il gusto dominante, le istituzioni e l'idea stessa di ciò che poteva essere mostrato.

Klimt fece della frase una dichiarazione programmatica.

L'artista non deve cercare necessariamente l'approvazione.

Deve essere libero.

Vista da questa prospettiva, la nudità della donna assume un significato diverso. Non è semplicemente provocazione erotica: la verità è nuda perché non accetta ornamenti né compromessi

Un quadro acquistato da uno degli uomini della Vienna moderna

C'è anche una storia meno conosciuta dietro al dipinto.

Nel 1899 Nuda Veritas venne acquistata direttamente da Klimt da Hermann Bahr, scrittore, drammaturgo e critico tra i principali sostenitori della modernità viennese.

L'opera arrivò successivamente al Theatermuseum proprio attraverso l'eredità di Bahr. 

Non è un dettaglio marginale.

Attorno a Bahr gravitava infatti una parte importante dell'avanguardia culturale viennese.

Erano gli anni di Gustav Mahler, dell'architetto Joseph Maria Olbrich, dello scenografo Alfred Roller e di una generazione che stava trasformando pittura, musica, teatro e architettura.

Nuda Veritas appartiene pienamente a quel momento.

E forse è anche per questo che, oltre un secolo dopo, continua ad apparire sorprendentemente contemporanea.

Prima del “Klimt dorato”

C'è poi un altro motivo per guardare attentamente questo quadro.

Nuda Veritas precede l'immagine di Klimt che oggi conosciamo meglio.

Non siamo ancora davanti all'oro quasi abbagliante de Il bacio o del Ritratto di Adele Bloch-Bauer I.

Il dipinto nasce nel momento in cui Klimt sta costruendo il linguaggio che lo renderà celebre.

La decorazione è già fondamentale. Anche il rapporto tra figura, simbolo e superficie è evidente.

Tuttavia, qui domina ancora una figura umana frontalissima, quasi aggressiva nella sua presenza.

Per questo Nuda Veritas permette di osservare Klimt mentre attraversa la soglia verso la sua piena modernità.

Klimt a Villa Manin: il percorso della mostra

La mostra non presenta il dipinto come un oggetto isolato.

Il percorso parte infatti dalle relazioni di Klimt con l'Italia e dalla biografia dell'artista.

Successivamente introduce i diversi livelli di interpretazione di Nuda Veritas.

Solo dopo questa preparazione si arriva davanti all'opera.

La scelta permette al visitatore di avvicinarsi al quadro conoscendo il clima culturale nel quale nacque.

Dopo l'incontro con il dipinto, il percorso continua sul tema delle “molte verità” e termina riportando l'attenzione su Villa Manin e sulle sue decorazioni storiche. 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Moebius.

Klimt incontra Louis Dorigny

C'è un motivo preciso anche nella scelta di Villa Manin.

Il percorso mette infatti idealmente in relazione Nuda Veritas con gli affreschi di Louis Dorigny conservati nella residenza friulana.

Sono mondi lontani per epoca e linguaggio.

Eppure tornano alcuni temi: bellezza, desiderio, identità, corpo e trasformazione.

L'incontro diventa così un gioco di rimandi tra la Vienna di Klimt e una villa che porta sulle pareti secoli di rappresentazioni simboliche.

Inoltre, Villa Manin stessa è un luogo segnato da un enorme cambiamento storico.

La villa dove cambiò la carta d’Europa

Passariano non è soltanto lo sfondo della mostra.

Villa Manin fu una delle residenze della famiglia dell'ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin, e nel 1797 divenne il quartier generale di Napoleone Bonaparte.

Fu proprio qui che il 17 ottobre 1797 venne firmato il Trattato di Campoformio.

Nonostante il nome rimandi alla vicina Campoformido, la firma avvenne effettivamente a Villa Manin.

Il trattato sancì la fine della Repubblica di Venezia e contribuì a ridefinire gli equilibri politici europei tra Francia e Austria. 

C'è quindi una coincidenza quasi perfetta con il tema della mostra.

Nuda Veritas nasce durante una rivoluzione dell'arte.

Villa Manin conserva invece la memoria di una svolta politica che cambiò la storia europea.

In entrambi i casi c'è un prima e un dopo.

Una mostra, ma anche un’estate dedicata a Klimt

Durante l'estate 2026 Villa Manin affianca all'esposizione diverse occasioni per approfondire il dipinto.

Dal 20 giugno al 5 settembre, ogni sabato alle 10.30, sono previste visite guidate dedicate alla Villa storica in dialogo con Nuda Veritas.

Sono inoltre programmate visite tematiche specifiche sull'opera il 13 e 14 giugno, 5 luglio, 26 luglio e 6 settembre 2026

Il calendario di Villa Manin comprende anche iniziative che prendono spunto direttamente dall'opera, tra cui la performance di danza contemporanea “Allegoria”, prevista il 29 luglio. 

In questo modo Nuda Veritas non rimane soltanto appesa a una parete.

Diventa il punto di partenza per parlare ancora di corpo, sguardo e interpretazione.

Nuda Veritas a Villa Manin: date, orari e biglietti

  • Mostra: Nuda Veritas. Klimt
  • Dove: Villa Manin, Passariano di Codroipo (Udine)
  • Quando: dal 21 maggio al 6 settembre 2026
  • Apertura: 
    • da martedì a domenica
    • Orario: 10.00–19.00
    • Apertura straordinaria: lunedì 1 giugno 2026
  • Biglietti:
    • intero: € 8
    • Ridotto: € 5
    • Ridotto gruppi: € 4
    • Cumulativo Nuda Veritas + Ruota Libera: € 10 intero, € 7 ridotto, € 5 gruppi
    • Prima domenica del mese: ingresso ridotto
  • Informazioni e prenotazioni: villamanin.it

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