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Non si vive di solo pane… - Percorso tematico al Museo di Aquileia

  • Data: giovedì’ 8 dicembre 2011
  • Luogo: Aquileia (Ud)
  • Data inizio: 08-12-2011
  • Data fine: 08-12-2011

In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, giovedì’ 8 dicembre 2011 alle ore 11.00, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (Ud) propone al pubblico  “Non si vive di solo pane…”, un percorso tematico al museo sull’alimentazione nell’Aquileia romana  a cura dello Studio D Friuli e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del FVG,  con assaggio finale del “pane antico” nel vicino mercatino romano organizzato dai Sodales Aquileia.

Per contribuire a caratterizzare le celebrazioni in atto in tutta Italia per la “Giornata Mondiale dell’Alimentazione” (1 ottobre/15 dicembre), promosse dal Ministero degli Affari Esteri e recepite ampiamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, in collaborazione con lo Studio D, un percorso museale sul tema dell'alimentazione nel mondo romano.

L'archeologa Francesca Benvegnù guiderà i visitatori alla scoperta dei reperti del Museo che raccontano usi e segreti della tavola antica: piatti, bicchieri, anfore e bottiglie, ma non solo..., racconteranno come e cosa si mangiava nell'antica Aquileia.

Al termine sarà possibile degustare il vino d.o.c. di Aquileia abbinato a pane cucinato con i procedimenti antichi nel vicino mercatino romano organizzato dai Sodales Aquileia, nell'ambito dei tradizionali festeggiamenti che animeranno le strade del paese per tutto il giorno. 

“Vino e pane: cibi strettamente legati, simboli nell’immaginario collettivo del necessario per vivere e, come tali, segni dell’essenza divina, nelle religioni pagane e soprattutto nella fede cristiana. Non a caso nei costumi romani la consumazione del vino di diffonde quando nel regime alimentare entra il pane, a sostituire la puls, sorta di polentina semisolida: cibi pastosi chiedono di essere accompagnati da bevande.

Nel legame fra pane e vino c’è di più: il lievito per tutto l’anno veniva infatti prodotto durante la vendemmia con mosto d’uva nel quale si metteva a fermentare un po’ di pasta. Per ogni nuova infornata si aggiungeva alla pasta appena approntata un poco di quella della vigilia e così via nel succedersi dei giorni.

Il pane veniva fatto con farine più o meno raffinate, ottenute con diversi tipi di macina: si usava grano, orzo e farro. Esisteva il pane integrale e quello simile alle nostre gallette; si consumava sia pane croccante, sia quello morbido. Sulle mense più povere compariva il tipo comune, su quelle più ricche il condito, arricchito da latte, uova e spezie.

Il pane veniva quasi sempre prodotto in botteghe specializzate; ciò non escludeva, come oggi, una produzione casalinga: spesso, però, le serve portavano il pane a cuocere in forni pubblici, dove si poteva usufruire di migliori fonti di calore”

(Da “Alimentazione ad Aquileia. – Il colore del vino nei riflessi del vetro aquileiese”, a cura di Annalisa Giovannini)

 
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