Fiere e mostre
Japan. Corpi, memorie, visioni: la fotografia giapponese contemporanea a Trieste
- Data: da sabato 14 febbraio a domenica 7 giugno 2026
- Luogo: Trieste
- Data inizio: 14-02-2026
- Data fine: 07-06-2026
Alla scoperta della mostra “JAPAN. Corpi, memorie, visioni” a Trieste, con oltre 80 opere di fotografia e video giapponesi in esposizione fino al 7 giugno 2026.
Japan a Trieste: la grande fotografia contemporanea al Magazzino delle Idee
Trieste si conferma capitale internazionale dell'immagine con l'attesa mostra "Japan. Corpi, memorie, visioni". Dal 14 febbraio al 7 giugno 2026, gli spazi del Magazzino delle Idee ospiteranno un percorso straordinario. L'esposizione presenta oltre 80 opere, tra scatti fotografici e video installazioni, firmate da 16 artisti nipponici di fama mondiale. Curata da Filippo Maggia e Guido Comis, la rassegna esplora l'evoluzione di una scuola fotografica tra le più influenti al mondo.
Un Viaggio Tra Immagini, Storia E Corporeità
La mostra “JAPAN. Corpi, memorie, visioni” apre a Trieste dal 14 febbraio al 7 giugno 2026 al Magazzino delle Idee. L’esposizione presenta oltre 80 opere tra fotografie e video realizzati da 16 artisti contemporanei giapponesi.
L’allestimento raccoglie lavori che indagano tre grandi temi: Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione. Le opere mettono in dialogo storie individuali, ricerche sociali e linguaggi visivi innovativi.
Questa mostra rappresenta un’occasione importante per osservare come la fotografia e il video d’arte giapponesi, ormai saldamente radicati nella scena internazionale, affrontano i grandi temi del nostro tempo.
Tre temi per narrare il Giappone di oggi
Il percorso espositivo si sviluppa attorno a tre pilastri concettuali: Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione. Questi temi offrono una panoramica profonda sulla scena artistica del Sol Levante. Gli autori selezionati instaurano un dialogo serrato tra la tradizione dei grandi maestri e le nuove istanze globali. Se in passato la fotografia giapponese appariva autoreferenziale, oggi guarda con forza a tematiche occidentali. Questioni di genere, ambiente e percezione dell'immagine diventano protagonisti assoluti dei lavori esposti.
Memoria e identità: lo sguardo sulla storia e sul ritma quotidiano
In questa sezione, l’esposizione propone opere capaci di interrogare il passato e le sue tracce nella memoria collettiva.
Artisti come Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda rileggono periodi storici cruciali attraverso un approccio documentaristico che non è mai freddo, ma profondamente partecipato.
Il fotografo Naoki Ishikawa porta l’attenzione sulla penisola di Okunoto, una terra sospesa tra marginalità e tradizione, dove la vita quotidiana diventa storia visibile.
La memoria personale si intreccia con quella collettiva nei video di Miyagi Futoshi, che esplora identità e relazioni attraverso un linguaggio visivo intenso e sottile.
Corpo e corpi: la vita come luogo politico e sociale
Questa sezione riflette sul corpo come spazio sociale e politico.
Aya Momose mette in luce distanze e dialoghi fra codici visivi orientali e occidentali.
La fotografa Yurie Nagashima presenta momenti di quotidianità familiare, rivelando un’umanità spesso invisibile.
Al contrario, Ryoko Suzuki affronta temi di violenza e pressione sociale che coinvolgono la donna nella società moderna.
Attraverso i nudi maschili di Sakiko Nomura emerge una riflessione sull’identità maschile filtrata dalle dinamiche urbane di Tokyo.
Realtà e visione: tra immaterialità e emozione
Il dialogo fra ciò che vediamo e ciò che immaginiamo anima la terza parte della mostra.
In questa sezione, il maestro Hiroshi Sugimoto trasforma il tempo in materia visiva, con immagini che sembrano sospese tra ricordo e spazio.
Tokihiro Sato, con scenografie luminose, crea fotografie che sembrano spazi narrativi in movimento.
Le opere di Risaku Suzuki emergono dalle foreste come visioni oniriche, mentre Daisuke Yokota gioca su dissolvenze e contorni che sfuggono alla definizione.
In lavori come quelli di Rinko Kawauchi, il visibile si trasforma in scena emotiva.
Infine, Yoko Asakai invita lo spettatore a oltrepassare letteralmente lo schermo, rendendo l’immagine un territorio di crescita visiva.
La fotografia giapponese: una scena globale
La fotografia giapponese ha una tradizione che risale agli anni Trenta del Novecento, ma ha saputo rinnovarsi in modo significativo nel nuovo millennio, dialogando con temi globali come genere, memoria collettiva, relazioni sociali e ambiente.
Questa mostra dimostra come nuove generazioni di artisti affrontino le sfide del contemporaneo con linguaggi visivi che riflettono tanto la tradizione quanto i mutamenti globali.
Curiosità: il Magazzino delle Idee e il legame con l'Oriente
Il Magazzino delle Idee non è una sede casuale per questo evento. Situato nel cuore del Porto Vecchio di Trieste, l'edificio risale ai primi del Novecento, epoca in cui la città era l'emporio principale dell'Impero Austro-Ungarico. In quel periodo, Trieste riceveva spezie e sete proprio dalle rotte orientali. Esporre oggi la fotografia d'avanguardia giapponese in questi spazi crea un ponte simbolico tra il passato commerciale e il presente culturale. Una nota particolare riguarda gli artisti: molti dei fotografi in mostra, come Daisuke Yokota, usano processi chimici analogici per "distruggere" l'immagine, rendendo ogni stampa irripetibile.
Informazioni pratiche
📍 Luogo: Magazzino delle Idee, Corso Cavour 2, Trieste (TS)
📅 Date: dal 14 febbraio al 7 giugno 2026
🕘 Orari: Da martedì a domenica, ore 10:00 - 19:00. Chiuso il lunedì.
🎟️ Biglietti:
- Intero € 8,00
- Ridotto € 5,00 (studenti, giovani, oltre 65 anni, diversamente abili)
‑ Ingresso gratuito per bambini <12 anni e accompagnatori di gruppi. - Info web: www.magazzinodelleidee.it
- 📞 Contatti: +39 040 3774783 –
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