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Libro fotografico: "Gli occhi della guerra" - venerdì 29 giugno h. 18.30 c/o Taberna Romana - Azienda Ca' Tullio - Aquileia (UD)
Domani, venerdì 29 giugno alle 18.30 ad Aquileia, verrà presentato il libro fotografico "Gli occhi della guerra". Il volume realizzato da Fausto Biloslavo e Gian Micalessin è dedicato ad Almerigo Grilz ucciso il 19 maggio 1987 durante un reportage in Mozambico, primo giornalista italiano a cadere su un campo di battaglia dalla fine della seconda guerra mondiale. Grilz aveva 34 anni.
Il libro fotografico racconta l’esperienza di Grilz sui tanti fronti caldi (tra questi Afghanistan, Cambogia, Libano, Iran, Iraq, Filippine, Etiopia, Mozambico) fatti conoscere nel corso della sua intensa carriera. Esperienza al servizio esclusivo dell’informazione, per testimoniare i drammi di numerose parti del mondo dilaniate dai conflitti armati, per cercare di far capire le brutture della guerra. Ad accomunare Grilz, Biloslavo e Micalessin furono la passione per il giornalismo ed un profondo legame di amicizia.
I tre giornalisti, originari di Trieste, fondarono infatti l’«Albatross Press Agency» e poco più che ventenni, all’inizio degli anni ottanta, iniziarono a recarsi in mezzo mondo, in prima linea, per raccontare i conflitti dimenticati. «Un libro – scrivono nella prefazione Biloslavo e Micalessin - fortemente e caparbiamente voluto e pubblicato, nonostante tutto e tutti, nel ventennale della morte sul lavoro e nella battaglia di Almerigo Grilz.
Il volume è diviso per aree di conflitto. Altro che continente nero: il colore dell’Africa è «rosso sangue» per i genocidi che si sono susseguiti in Uganda, Angola, Ruanda. Quella del Medio Oriente è invece definita una «storia senza pace». Il primo reportage Grilz lo realizza in Libano nel 1982, in occasione dell’invasione israeliana.
Grilz prima di diventare un servitore dell’informazione ha fatto politica, guidando il «Fronte della Gioventù» di Trieste. «Ha potuto solo mettere da parte l’impegno politico – commentano Biloslavo e Micalessin - e dedicarsi anima e corpo al giornalismo. Ma questo evidentemente non basta a redimerlo, a lavargli l’anima da marchi ed etichette. È morto troppo presto. Per questo ricordarlo come giornalista degli anni ottanta, o peggio come leader della destra giovanile negli anni settanta, è ancora un tabù».
Il luogo scelto è la suggestiva “Taberna Romana”, dell’azienda Cà Tullio - Aquileia (UD) prestigioso elemento di archeologia industriale dove gli ospiti hanno l’opportunità di osservare come avveniva la mescita del vino duemila anni fa, immersi in un’atmosfera suggestiva, tra anfore vinarie, il triclinium ed il thermopolium. Nell'occasione l'azienda intende dimostrare la propria attenzione e sensibilità per i dolori e le sofferenze che le fasce più deboli, ed i bambini in testa, sono costrette a subire in certe zone del globo ancora oggi.
Alla manifestazione voluta dal mensile Socialnews e dal suo direttore Massimiliano Fanni Canelles saranno presenti oltre agli autori il sottosegretario al Ministro dell' Interno, Ettore Rosato, il sindaco di Grado Silvana Olivotto, il consigliere regionale Alessandra Guerra e il direttore de "Il Giornale" Maurizio Belpietro che ha curato la prefazione del libro.
redazione GIRO
