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L'E-Commerce che non c'è
L'ultimo studio pubblicato da Eurostat, l'istituto statistico dell'Unione Europea, non lascia spazio a dubbi: nel 2005 solo il 4% delle aziende italiane ha effettuato ordini on-line, e ancora meno, il 3%, ha venduto prodotti da Internet.
Il dato è in netto contrasto con quelle che sono le medie europee: il 33% delle aziende nell'Unione Europea effettua ordini on-line, il 12% ne riceve.
Gran Bretagna, Svezia, Irlanda, Germania e Danimarca sono le nazioni più avvezze a questo tipo di commercio.
Peggio dell'Italia sta solo la piccola Lettonia, ferma all'1%.
Il particolare curioso è che il 90% delle grandi imprese italiane ha un suo sito Internet, e oltre la metà di tutte le aziende della penisola sono visitabili dalla Rete.
Da un lato, la scarsa attitudine degli imprenditori alla compravendita on-line rispecchia più in generale il rapporto che gli italiani hanno con Internet: meno di un terzo dei nostri connazionali si collega al web almeno una volta alla settimana, il resto d'Europa ha una media quasi del 50%.
Da un altro punto di vista, però, il dato è in contrasto con quelli che sono gli ultimi dati in merito all'utilizzo da parte dei navigatori di siti che invece si occupano esclusivamente di e-commerce: nel 2007 il commercio elettronico effettuato su siti specializzati supererà i 5 miliardi di euro, con una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti.
Ad essere ancorati ai tradizionali sistemi, dunque, non sono certo i consumatori, che dimostrano con i fatti di apprezzare le comodità offerte dalla Rete.
Restano ancorati al passato invece i grandi imprenditori, per i quali affrontare il passaggio massiccio all'e-commerce è ancora un passo troppo oneroso da compiere.
servizio di Fabrizio Cappella
Fonte: Neapolis.rai.it
