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Laguna Grado e Marano: revoca dello stato di emergenza
Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (del 6 aprile 2012) Mario Monti revoca lo stato di emergenza nel territorio della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, in ordine alla situazione socio-economico ambientale determinatasi nella laguna di Marano-Grado.
Il decreto sancisce automaticamente la fine del Commissario e della struttura creata nel giugno del 2002 dopo il riconoscimento da parte del Governo delle preoccupazioni manifestate dalla Regione in materia di tutela delle acque e di bonifica dei sedimenti e che aveva visto l’istituzione di un Commissario delegato con il compito di fronteggiare e risolvere la situazione.
Pare che la decisione sia stata presa anticipatamente rispetto alla data di fine mandato del Commissario (30 aprile 2012) stimolata anche dagli sviluppi della maxi-inchiesta avviata dalla Procura di Udine sui fondi pubblici erogati da Roma per la bonifica del sito inquinato di interesse nazionale.
L' inchiesta è finalizzata a verificare i risultati realmente conseguiti in un decennio di stanziamenti statali - 133 milioni di euro, stando alla somma indicata in fase d’indagine dagli uffici regionali - e che aveva portato già all’iscrizione sul registro degli indagati di una dozzina di persone, tra cui gli ex commissari Paolo Ciani (dal 2002 al 2006), Gianfranco Moretton (dal 2007 al 2008), e l’attuale commissario Gianni Menchini.
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"La revoca del commissariamento relativo alla gestione dell'inquinamento della Laguna di Grado e Marano era un provvedimento atteso entro la fine di aprile, come previsto dall'Assessorato all'Ambiente della Regione e formalmente richiesto dal presidente Tondo, ma l'iniziativa presa dal Governo di anticiparlo di tre settimane ci pone ora nelle condizioni di chiedere al ministero dell'Ambiente approfondimenti e dettagli sulla gestione della transizione".
Così il vicepresidente della Regione Luca Ciriani ha commentato oggi la situazione concretizzatasi in questi giorni, che precede il passaggio di consegne dalla gestione commissariale a quella ordinaria per quanto concerne le bonifiche e gli interventi nella laguna di Marano e Grado: "insieme al consigliere regionale Cargnelutti - ha specificato Ciriani - abbiamo chiesto un incontro urgente al ministero dell'Ambiente con l'obiettivo di gestire la transizione: l'Amministrazione regionale è pronta a prendersi in carico la gestione amministrativa e organizzativa delle attività di bonifica e gli interventi autorizzati in Laguna, ma vi sono atti urgenti, in quanto proprio in questi giorni era previsto l'avvio dei lavori di approfondimento del canale Coron e l'avvio dell'ammodernamento delle vasche per lo stoccaggio dei fanghi, la cui realizzazione è necessaria prima del dragaggio del fiume Corno, opere queste autorizzate dopo un lungo e complesso iter, e già finanziate".
Il vicepresidente Ciriani ha sottolineato l'importanza di proseguire nei lavori già valutati e autorizzati, sia a vantaggio dell'ambiente sia per ottenere sviluppo industriale e turistico della zona lagunare: "il lungo e complesso iter autorizzativo, che ha coinvolto istituzioni locali, Regione e Stato - ha concluso il vicepresidente - va ora portato avanti attraverso la gestione ordinaria della cosa pubblica, nell'ottica della tutela e dello sviluppo del territorio".
redazione giro
