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La crisi: per 70% degli italiani si supera investendo su arte e cultura

Perché in un Paese come il nostro, ricco di molte cose belle - dai paesaggi alle opere d’arte, dalle città storiche ai piccoli borghi contadini, dalle cattedrali alla moda - oggi sembra prevalere un’impressione di bruttezza, che sembra contagiare anche i comportamenti delle persone? Siamo davvero solo il Paese di Gomorra o esiste una realtà silenziosa di «belle persone»? Quanto si è imbruttita l’Italia negli ultimi anni, quanta forza ha per riscoprire la sua antica bellezza e ripartire dai suoi valori più radicati? Per rispondere a questi interrogativi, la Fondazione Marilena Ferrari ha promosso una ricerca dal titolo “Ripartire dalla Bellezza. Speranze e punti di forza nell’Italia della crisi”, curata dal Censis e incentrata, appunto, sulle speranze e i punti di forza nell’Italia della crisi. I risultati della ricerca sono stati presentati il 26 gennaio 2012. Il dato più macroscopic emerso dagli studi del Censis è che per 70% italiani crisi si supera investendo su arte e cultura Per il 70% degli italiani, vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori e il patrimonio artistico del Belpaese rappresenta il punto di partenza per rilanciare l’Italia in questo periodo di crisi. Dalla ricerca emerge un bisogno di bellezza e un’attenzione da parte degli italiani verso il patrimonio paesaggistico ma anche culturale della Penisola, riconoscendo a questi un vero e proprio valore educativo. “Non siamo solo il Paese di ‘Gomorra’ e della bruttezza. C’e’ una bellezza latente, quasi ‘silenziosa’, che vuole emergere -spiega il presidente del Censis, Giulio De Rita- Ma cos’e’ questa bellezza? Secondo noi e’ una forma di autenticita’, un non tradire la propria missione: il contrario del degrado culturale e politico che abbiamo sotto gli occhi”. Dai dati emerge che la bellezza che ci circonda sia, per gli italiani, l’antidoto migliore per sconfiggere crisi e rassegnazione: per il 68,3 % il patrimonio artistico e’ una forza identitaria che ci rappresenta nel mondo. Inoltre, alla domanda su cosa rappresenti il nostro patrimonio artistico, il 41,3% lo considera il punto di partenza per rilanciare l’Italia e solo il 10% lo associa a un potenziale business. “E’ un dato importante: la bellezza -continua De Rita- non viene percepita solo come fonte di affari, dunque. Ecco perche’, spesso, dall’altro lato, brutto morale e brutto estetico tendono a coincidere”. In occasione della presentazione dei risultati, il 26 gennaio 2012, è stato lanciato anche il premio giornalistico «La voce della bellezza italiana» dal tema «L’Italia etica racconta la sua bellezza», che intende dare voce all’altra faccia dell’Italia, alla moltitudine silenziosa di belle persone che sono la forza che muove il Paese, con una fiducia reciproca di cui nessuno parla, fatta di piccoli gesti quotidiani, ma anche di controllo sociale, di attenzione, di vigilanza. Fonte: Censis

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