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Il turismo si regge sugli stranieri, ma cala la quota internazionale dell'Italia. FVG top per lo shopping

Il turismo si regge sugli stranieri, ma cala la quota internazionale dell'Italia. FVG top per lo shopping   Il turismo si regge sugli stranieri, ma cala la quota internazionale dell'Italia Sardegna prima regione per cordialità, Lazio per l'arte e Friuli Venezia Giulia per lo shopping. Nord preferito al Sud. Gli arrivi dall'estero tengono a galla il settore, ma la fetta italiana di flussi internazionali è scesa sotto il 5% A rivelarlo è uno studio Confesercenti-Ref che fotografa lo stato del turismo estero in Italia, esaminandone aspettative e valutazioni. I visitatori stranieri votano: Sardegna la regione più cortese, al Lazio il primato dell’arte; nell’ambiente, invece, svetta la Val d’Aosta. Un’Italia che si merita un voto superiore all’8, ma che cede quote a causa della scarsa promozione e dei servizi da migliorare Confesercenti: “Serve piano turismo e strategia nazionale di promozione che affianchi quella delle Regioni. Turismo volano di sviluppo fondamentale per il sud” Il turismo straniero continua a essere una risorsa per l’Italia. Anche in tempi di crisi e di accresciuta concorrenza, i flussi provenienti dall’estero hanno permesso di garantire al settore turistico la tenuta, nonostante il forte calo della domanda interna. Un risultato importante, sebbene si registrino profonde differenze territoriali: solo il 13% degli stranieri, infatti, ha scelto una meta del sud dell’Italia. E chi lo ha fatto, prevalentemente, è stato attratto dalla prospettiva di godere mare e paesaggi, malgrado il valore del patrimonio artistico e culturale di una delle aeree dalla storia più antica e rilevante d’Europa. A rivelarlo è uno studio Confesercenti-­‐Ref che fotografa lo stato del turismo estero in Italia, esaminandone aspettative e valutazioni. Nella percezione dei turisti stranieri – segnala lo studio – il gradimento dell’Italia resta altissimo: il voto medio complessivo assegnato al nostro Paese è 8,25. Ma il Paese potrebbe reggere meglio alla competizione internazionale, sempre più agguerrita, se si dotasse di una politica del turismo in grado di sfruttare le grandi potenzialità del nostro territorio e del nostro patrimonio culturale ed artistico. Il dettaglio territoriale: il Centro-­‐Nord attrae più turisti dall’estero, Sud sottovalutato Scendendo al dettaglio territoriale, però, si rileva come esistano forti disparità tra i territori. Gli stranieri tendono a privilegiare mete nel Centro-­‐Nord: Roma mantiene la testa della classifica degli arrivi, seguita da Milano, Venezia e Firenze. Ma si fa valere anche la provincia italiana: subito dopo, in graduatoria, compaiono città come Varese, Imperia, Trieste, Como. Solo il 13 per cento degli arrivi dall’estero, invece, è registrato nelle regioni del Mezzogiorno: le destinazioni delle regioni meridionali attraggono meno gli stranieri, o perlomeno, ne registrano una minore presenza. Le valutazioni degli stranieri: Toscana in testa alla classifica generale Lusinghieri anche i voti assegnati dai turisti stranieri alle varie Regioni italiane. Nella classifica dei giudizi complessivi, troviamo in testa la Toscana (8,57) seguita da Valle D’Aosta (8,55) e Umbria (8,52). In generale, distinguendo per regioni visitate, si rileva come i giudizi complessivi tendono ad essere superiori per regioni ad elevato orientamento al turismo, e quindi dotate di servizi più efficienti e di migliore qualità, e con un patrimonio naturale oartistico maggiormente preservato. Restano indietro, invece, le regioni dove lo stato di preservazione del territorio o il complesso dei servizi necessitano miglioramenti. Sardegna prima in cortesia e sicurezza, l’Abruzzo nella cucina Per quanto riguardo le valutazioni specifiche, la Sardegna svetta nella cortesia con un bel 8,71, ma è braccata da Basilicata (8,67) Abruzzo e Campania (8,61). Chiude la classifica il Lazio con un 7,78. Ma la regione centrale si rifà abbondantemente quando si tocca il tasto dell’arte: Colosseo e San Pietro non si battono, come dimostra l’eloquente voto di 9,15 assegnato dagli stranieri. Toscana ed Umbria, invece, guadagnano il posto di damigelle d’onore, con valutazioni attorno al 9. Chiudono la fila – probabilmente a causa della scarsa promozione del patrimonio artistico -­‐Calabria ed Abruzzo. Per quanto riguarda l’ambiente, invece, è la Val d’Aosta in cima alla classifica con un giudizio di 9,28. Ma si comportano egregiamente anche Sardegna, Umbria e trentino Alto Adige tutte sopra il 9. Cenerentole, in questo caso sono, la Lombardia ed il Lazio. Per la qualità e disponibilità di informazioni, invece, gli stranieri si trovano più a loro agio nelle regioni del nord: queste occupano tutti i primi posti della classifica, capitanate ancora una volta dalla Val d’Aosta e dal Trentino. In coda, Sardegna, Abruzzo e Molise. Sicurezza: la Sardegna sbaraglia il campo con un 8,95. Poi, ancora una volta, le regioni del nord e del centro: Trentino, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna. Lombardia, Puglia, Campania e Calabria ottengono i voti più bassi. I voti più alti per gli alberghi sono invece appannaggio di Val d’Aosta, Trentino e, forse a sorpresa, Basilicata. Ma sulla cucina è il Sud a sbancare: Abruzzo, Campania, Basilicata e Calabria si fanno preferire a tutte le altre regioni con voti che ruotano attorno al 9. In materia di shopping arriva una nuova valanga del Nord con l’occupazione dei primi posti in classifica da parte di Friuli Venezia Giulia, l’onnipresente Val d’Aosta, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. I turisti stranieri in Italia: i giovani i più interessati alla cultura. Nel Mezzogiorno pesano la scarsa promozione del patrimonio artistico e la mancanza di infrastrutture La maggior parte dei turisti che vengono in Italia si concentra nelle classi d’età 35-­‐44 anni e 45-­‐64, ovvero nelle età centrali. Le vacanze per motivi culturali interessano proporzionalmente di più i giovani (fino a 44 anni), mentre tra i turisti maturi incidono di più levacanze in montagna o al lago, quelle in agriturismo o enogastronomiche. Ma è la vacanza culturale, in una città d’arte, è il motivo prevalente per i viaggi turistici nel nostro paese, caratterizzato da un patrimonio artistico invidiabile. E’ la motivazione prevalente di chi visita Toscana, Umbria e Lazio, incide poco nelle regioni meridionali, soprattutto nelle Isole, così come in alcune regioni del Nord, come Friuli, Trentino, Valle D’Aosta, evidenziando così forse l’esigenza di una maggior promozione del patrimonio artistico e culturale di questi territori. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto utilizzati per arrivare in Italia si osserva una marcata spaccatura tra Nord e Sud. Sebbene l’aereo resti il principale mezzo, utilizzato da oltre due turisti residenti all’estero su tre per venire in Italia, nelle regioni settentrionali di confine la sua rilevanza è moderata, mentre si osserva una maggiore incidenza – rispetto al totale – dell’auto o dei pullman. Nel Mezzogiorno, invece, la quasi totalità dei turisti stranieri ha utilizzato l’aereo. I territori meridionali, soprattutto quelli non facilmente serviti da collegamenti con gli aeroporti, hanno probabilmente ancora problemi di accessibilità da parte dei turisti stranieri, e questo contribuisce a spiegare perché siano relativamente trascurati dai flussi internazionali. Confesercenti: “Serve progetto turismo e promozione nazionale. Turismo cruciale per lo sviluppo del sud” I lusinghieri voti espressi dagli stranieri contrastano con il calo costante della quota di turismo estero che l’Italia intercetta sul piano mondiale. Eravamo agli inizi del decennio oltre il 6% e siamo scesi ben sotto il 5%. Ragione di più, secondo Confesercenti, di elaborare un progetto turismo Italia che veda un confronto aperto e concreto fra Governo, parti sociali e autonomie locali. Ma con tempi rapidi e obiettivi precisi. Serve una politica di promozione nazionale del turismo, che affianchi quelle messe in campo dalle singole regioni in maniera organica. Bisogna soprattutto lavorare per risolvere la questione Sud: tematica cruciale per l’area, perché il settore del turismo rappresenta un ambito di potenziale sviluppo di territori dove la presenza industriale è più modesta, e in grave sofferenza negli ultimi anni. Pertanto, la scarsa capacità di attrazione dei turisti stranieri risulta un elemento che non dobbiamo assolutamente trascurare”. Fonte: Confesercenti

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