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I Forestali recuperano un cervo femmina ferito

  Il Corpo Forestale Regione opera anche per la salvaguardia delle specie faunistiche che popolano le aree montane. Nei giorni scorsi, a Prato Carnico, tra gli abitati di Pieria e Osais, nei pressi della Strada Regionale 465 di San Canciano, lungo il corso del torrente Pesarina, gli uomini della Stazione forestale di Forni Avoltri, con la collaborazione dei Vigili del Fuoco, del Corpo di Vigilanza Locale Provinciale e dell'Azienda Servizi Sanitari, hanno tratto in salvo un esemplare di cervo femmina, di circa dieci mesi d'età, che era rimasto incastrato in un'opera trasversale di sbarramento situata sul corso d'acqua. L'animale era finito in quella che poi si è rivelata una trappola naturale, fuggendo a seguito della collisione con un automezzo, che transitava sulla strada soprastante. Il cervo è poi stato trasportato al Centro recupero fauna selvatica di Campoformido, per essere curato e riabilitato prima di venire liberato nuovamente nel suo habitat naturale. Il Corpo Forestale Regionale, cogliendo lo spunto di un altro episodio verificatosi nei giorni scorsi in aperta campagna, ne approfitta per raccomandare le precauzioni con gli animali selvatici nell'ambiente naturale. La pratica dell'escursionismo, ma anche i lavori in campagna o nei boschi, o le semplici passeggiate in mezzo alla natura, spesso possono nascondere insidie per le persone, come per gli animali da accompagnamento. Una squadra di forestali impegnata nel servizio di sorveglianza di carattere ambientale lungo la pista ghiaiosa che attraversa il torrente Torre tra Pavia di Udine e Buttrio, volto a contrastare il fenomeno, purtroppo diffuso, dell'abbandono di rifiuti domestici e di altra natura, ha scorto una volpe priva di vita. Per rimuovere e prelevare l'animale i forestali hanno dovuto adottare tutti gli accorgimenti e le precauzioni del caso, necessarie per evitare la possibilità di contagio della rabbia silvestre, una malattia diffusa tra le volpi. E che per l'uomo può essere letale. Dopo un primo sommario esame, l'animale è stato trasportato all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie - Struttura complessa territoriale di Pordenone e Udine - Unità Operativa Diagnostica Clinica di Basaldella, in Comune di Campoformido, con l'obiettivo di concorrere al monitoraggio dello stato di salute della fauna selvatica, anche per poter prevenire il possibile contagio del pericoloso morbo alla fauna domestica e agli esseri umani. Dai risultati delle analisi è emerso che la volpe raccolta dagli uomini del CFR non era affetta dalla rabbia silvestre, bensì dal cimurro, malattia che, se pur meno pericolosa per l'uomo, è invece molto insidiosa per i canidi, specie per la quale risulta invece essere mortale, o in grado di apportare permanenti conseguenze neurologiche che rendono in tal modo l'animale contagiato pericoloso anche per l'uomo. Ecco dunque che un semplice servizio di vigilanza sulle ricchezze naturali di ambienti delicati e preziosi come lo sono le brughiere degli alvei dei corsi d'acqua ha permesso ai forestali di svolgere un compito ancor più importante per la comunità. A tale proposito, il Corpo Forestale Regionale coglie l'occasione da questo episodio per invitare alla prudenza quanti scorgano animali selvatici in libertà, oppure malati, o privi di vita. Fonte: Regione FVG

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