Visite guidate ed escursioni
Grotte aperte in Friuli Venezia Giulia: visite gratuite il 12 e 13 settembre 2026
- Data: sabato 12 e domenica 13 settembre 2026
- Luogo: cinque grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia
- Data inizio: 12-09-2026
- Data fine: 13-09-2026
Il 12 e 13 settembre 2026 Grotte aperte in Friuli Venezia Giulia: visite gratuite nelle cinque grotte turistiche della regione.
Cinque grotte, due giornate e la prima Giornata Internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo
C'è un altro Friuli Venezia Giulia sotto quello che percorriamo ogni giorno. È fatto di gallerie, pozzi, fiumi sotterranei, stalattiti e grandi sale scavate dall'acqua. In alcuni punti conserva anche tracce dell'uomo che risalgono alla Preistoria.
Sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 questo mondo nascosto sarà protagonista di Grotte aperte, l'iniziativa promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.
Per due giorni le cinque grotte turistiche inserite nel Catasto Speleologico Regionale partecipano all'iniziativa con ingresso gratuito e visite guidate:
- Grotta Gigante, a Sgonico/Zgonik;
- Grotta delle Torri di Slivia, a Duino Aurisina/Devin Nabrežina;
- Grotta di San Giovanni d'Antro, a Pulfero;
- Grotte di Pradis, a Clauzetto;
- Grotta Nuova di Villanova, a Lusevera.
La partecipazione è gratuita, ma richiede la prenotazione obbligatoria. Attenzione però: al 2 settembre la Regione comunica che i posti disponibili per le cinque grotte turistiche sono esauriti.
Perché il 13 settembre 2026 è una data storica
Quella del 2026 sarà la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.
L'UNESCO l'ha proclamata nel novembre 2025, scegliendo come data annuale il 13 settembre. L'obiettivo è portare l'attenzione sul valore scientifico e ambientale degli ecosistemi carsici e sulla necessità di proteggerli.
E c'è un dato che aiuta a capire perché ciò che accade sotto i nostri piedi riguarda tutti.
Secondo l'UNESCO, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto delle terre emerse. Inoltre, forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Custodiscono biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze della storia umana.
Non sorprende, quindi, che proprio il Friuli Venezia Giulia partecipi alla prima edizione.
Qui il carsismo non rappresenta soltanto un fenomeno geologico. Ha modellato paesaggi, condizionato la presenza dell'acqua e lasciato un'impronta profonda nella storia del territorio.
Dalla Slovenia al Friuli Venezia Giulia: la prima giornata mondiale nasce vicino a noi
C'è anche una curiosa coincidenza geografica.
La prima celebrazione internazionale ufficiale si svolgerà dal 10 al 13 settembre 2026 a Postumia, in Slovenia, con una conferenza scientifica internazionale e la cerimonia ufficiale.
Dunque, proprio nell'area compresa tra Slovenia e Friuli Venezia Giulia, il mondo delle grotte diventa protagonista di un appuntamento globale.
La scelta appare particolarmente significativa. Persino la parola internazionale “karst” deriva dal nome del Carso, Kras in sloveno e croato.
Così, mentre a Postumia studiosi ed esperti si incontrano per la celebrazione internazionale, sul versante italiano Grotte aperte permette al pubblico di avvicinarsi concretamente allo stesso patrimonio.
E le cinque grotte coinvolte raccontano cinque storie molto diverse.
Grotta Gigante: le dimensioni cambiano prospettiva
A Borgo Grotta Gigante, nel comune di Sgonico/Zgonik, si entra in uno degli ambienti sotterranei più impressionanti del Carso triestino.
La Grotta Gigante ospita quella che il sito ufficiale indica come la sala unica visitabile turisticamente più grande al mondo.
Il percorso ordinario richiede di affrontare 500 gradini in discesa e altrettanti in salita. Sotto terra, inoltre, la temperatura rimane intorno agli 11 °C durante tutto l'anno. Meglio quindi portare una felpa, anche in settembre.
La visita permette anche di comprendere quanto il Carso visibile in superficie sia soltanto una parte del paesaggio.
Sotto la pietra bianca, la bora e la vegetazione si sviluppa infatti una geografia parallela, costruita lentamente dall'acqua.
Torri di Slivia: le torri di pietra sotto il Carso
A Duino Aurisina/Devin Nabrežina, la Grotta delle Torri di Slivia deve il proprio nome alle grandi concrezioni che caratterizzano la sala principale e al vicino borgo di Slivia.
La cavità raggiunge una profondità complessiva di 101 metri. Durante la visita turistica si scende attraverso una scalinata di circa 200 gradini.
Qui alcune stalagmiti raggiungono otto metri di altezza. Tra le formazioni più caratteristiche compare il gruppo delle otto concrezioni che ha contribuito al nome della grotta.
Anche l'avvicinamento è particolare: normalmente il percorso parte dall'agriturismo e prosegue a bordo dell'Agribus, un rimorchio trainato da un trattore che conduce verso l'ingresso.
Poi il paesaggio cambia completamente. Dal Carso aperto e luminoso si passa, gradino dopo gradino, alla sua parte nascosta.
San Giovanni d'Antro: quando una grotta diventa chiesa e rifugio
Nelle Valli del Natisone il rapporto tra uomo e mondo sotterraneo assume un'altra forma.
La Grotta di San Giovanni d'Antro, nel comune di Pulfero, riunisce nello stesso luogo geologia, archeologia, architettura, religione e leggenda.
Per raggiungerla bisogna salire una lunga scalinata. All'ingresso della cavità si trova un complesso fortificato con una chiesa costruita nella roccia.
Le testimonianze archeologiche indicano una frequentazione già in epoca romana. Successivamente la cavità venne fortificata, mentre nel Medioevo assunse anche una funzione religiosa. L'abside gotico-carinziana visibile oggi risale al 1477 ed è legata all'opera dell'architetto Andrea di Lack.
Qui sopravvive inoltre la leggenda della regina Vida, collegata nella tradizione anche alla figura di Teodolinda.
Secondo il racconto, la regina ingannò gli assedianti gettando loro l'ultimo sacco di grano. Il gesto fece credere che nella grotta restassero ancora enormi provviste.
Grotte di Pradis: sulle tracce dei Neanderthal
A Clauzetto il viaggio sotterraneo porta molto più indietro nel tempo.
Le Grotte di Pradis sorgono a oltre 500 metri di quota, nelle Prealpi Carniche. Qui il torrente Cosa ha inciso nel calcare una profonda forra popolata da cavità, archi naturali e cascate.
Ma Pradis custodisce soprattutto una pagina importante della Preistoria regionale.
Gli scavi archeologici hanno documentato due differenti fasi di frequentazione umana. La più recente appartiene al Paleolitico superiore e risale a circa 14.000 anni fa. Quella più antica ha restituito utensili in selce riferibili ai Neanderthal.
Sono emersi anche numerosi resti animali, comprese centinaia di ossa di marmotta con tracce di lavorazione da parte dell'uomo preistorico.
Qui, quindi, l'acqua racconta la geologia mentre le grotte raccontano anche chi abitava queste montagne migliaia di anni prima di noi.
Grotta Nuova di Villanova: una grotta nata tra rocce diverse
A Villanova delle Grotte, nel comune di Lusevera, cambia nuovamente lo scenario.
La Grotta Nuova di Villanova si apre sull'altopiano del Monte Bernadia ed è stata individuata nel 1925 da Pietro Negro, abitante del paese.
Il Catasto Speleologico Regionale registra oggi uno sviluppo planimetrico di 8.020 metri, una profondità di 281 metri e un dislivello complessivo di 296 metri.
La sua caratteristica geologica è particolarmente interessante. La cavità si è sviluppata lungo il contatto tra differenti formazioni rocciose, elemento che la distingue dalle più note grotte scavate interamente nel calcare.
PromoTurismoFVG la definisce infatti la più estesa cavità di contatto visitabile in Europa.
È un'altra dimostrazione di quanto possa essere varia la geologia sotterranea di una regione relativamente piccola.
Un patrimonio che continua sotto i nostri piedi
Le cinque grotte raccontano soltanto una parte di questa geografia nascosta.
Il Catasto Speleologico Regionale, gestito dal Servizio geologico della Regione, raccoglie dati, studi e rilievi sul patrimonio speleologico, sulle aree carsiche e sugli acquiferi del Friuli Venezia Giulia.
Nel luglio 2026 le cinque cavità protagoniste di Grotte aperte sono state formalmente inserite nella specifica sezione dedicata alle grotte turistiche regionali.
Inoltre, da quest'anno Grotte aperte ha una base normativa precisa. Una modifica alla legge regionale 15/2016 ha istituito l'evento annuale proprio in collegamento con la ricorrenza internazionale del 13 settembre.
Il 12 e 13 settembre diventano così qualcosa di più di un weekend dedicato alle visite.
Sono un invito a guardare il Friuli Venezia Giulia anche in verticale. Non soltanto davanti a noi, ma sotto di noi.
Grotte aperte 2026: informazioni utili
Quando: sabato 12 e domenica 13 settembre 2026
Dove: nelle cinque grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia:
- Grotta Gigante – Sgonico/Zgonik (TS)
- Grotta delle Torri di Slivia – Duino Aurisina/Devin Nabrežina (TS)
- Grotta di San Giovanni d'Antro – Pulfero (UD)
- Grotta Nuova di Villanova – Lusevera (UD)
- Grotte di Pradis – Clauzetto (PN)
Ingresso: gratuito.
Prenotazione: obbligatoria.
Disponibilità: al 2 settembre 2026 i posti risultano esauriti per le cinque grotte turistiche, secondo l'aggiornamento pubblicato dalla Regione FVG.
Organizzazione: Servizio geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Per eventuali aggiornamenti sulla disponibilità conviene verificare la pagina ufficiale di PromoTurismoFVG dedicata a Grotte aperte e la pagina dell'evento della Regione Friuli Venezia Giulia.
