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Decreto Turismo, le reazioni di Astoi, Federturismo e Fipe

Decreto Turismo, le reazioni di Astoi, Federturismo e Fipe Il Consiglio dei Ministri del 23 maggio 2014 ha approvato il disegno di legge per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e per il rilancio del turismo. Fra i provvedimenti contenuti nel decreto, è passato lo sconto fiscale del 65 per cento a chi farà mecenatismo culturale con un credito di imposta detraibile in 3 anni. Altro credito d'imposta del 30 per cento è previsto per la digitalizzazione delle imprese ricettive e per il restauro degli alberghi fino a tre stelle. Filippetti, ASTOI: “Bene il Decreto sul turismo, ma per il turismo organizzato c’è ancora molto da fare”  Nardo Filippetti, Presidente ASTOI Confindustria Viaggi, commenta: Siamo soddisfatti del fatto che il turismo sia tornato ad essere parte dell’azione di Governo. Le misure approvate ci sembrano ragionevoli, corrette e utili al settore, in particolare al settore alberghiero. Siamo ancora parecchio distanti però da un’azione di governo che renda al turismo il ruolo che gli spetterebbe, ovvero il potenziale volano della ripresa economica del Paese. Nel decreto approvato ieri non è previsto nulla che riguardi il turismo organizzato e l’intermediazione e non c'è alcuna delle richieste che ASTOI – Confindustria pone da sempre al centro della sua azione associativa. Nessuna modifica al Codice del Turismo, in particolare agli articoli 36 e 42 sull’annullamento per cause di forza maggiore e soprattutto all’articolo 51, quello riguardante il Fondo di Garanzia. Su questo, Astoi – Confindustria ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni di governo per continuare i colloqui già avviati. La strada imboccata sembra quella buona, attendiamo con fiducia”. Fipe: sul turismo gravi mancanze «L’Italia che cambia verso sui temi del turismo non va del tutto nella giusta direzione. È positivo che finalmente siano state previste incentivazioni per favorire investimenti sul recupero dei beni artistici e per migliorare le strutture ricettive; peccato però essersi dimenticati di un settore importante e strategico, come quello della ristorazione, che costituisce elemento essenziale dell’offerta turistica, secondo motivo, dopo le ricchezze artistiche, che incide sulla scelta dell’Italia quale destinazione da parte dei turisti stranieri e primo motivo per il quale Vi ritornano, perno di Expo 2015». È questo il commento del presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Stoppani, all’indomani del Dl Cultura. Il testo governativo prevede, fra le varie agevolazioni, anche la concessione di crediti di imposta sia per le spese sostenute nel settore ricettivo per la digitalizzazione, sia per quelle sostenute dagli alberghi per la ristrutturazione degli immobili e la riqualificazione energetica. Secondo Fipe, non estendere questi benefici anche ai pubblici esercizi significa mettere un limite al rilancio dell’economia del Turismo  e costituisce grave errore strategico. «Ci dispiace registrare – continua Stoppani – una evidente contraddizione  e ingiustizia tra  chi effettua somministrazione all’interno di una struttura ricettiva, che potrà beneficiare del doppio credito d’imposta del 30% previsto per gli investimenti,  rispetto a chi esercita la stessa attività in un tradizionale  pubblico esercizio». Federturismo, Iorio: con l’approvazione del decreto il turismo riparte dalla  riqualificazione  e dalla digitalizzazione Siamo lieti, dichiara il Presidente di Federturismo Confindustria Renzo Iorio, che con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del Decreto su cultura e turismo siano state accolte le proposte più volte sollecitate  dalla  Federazione in materia  di agevolazioni fiscali per il settore. L’approvazione del decreto, in attesa del disegno di legge delega al settore, è un intervento significativo che prevede misure concrete per il rilancio del turismo ad iniziare dai crediti d’imposta: del 30% per la riqualificazione delle strutture alberghiere  e per la digitalizzazione delle imprese così come un “art bonus” del 65%” per i privati che fanno donazioni in favore del patrimonio pubblico artistico e culturale. Auspichiamo a questo punto che venga accolto anche il provvedimento sulla liberalizzazione della somministrazione di alimenti e bevande ai non  alloggiati. In merito alla trasformazione dell’Enit in ente pubblico economico ci auguriamo, conclude Iorio, che si possa realizzare un reale coinvolgimento delle Regioni  per la promozione della “destinazione Italia” sui mercati internazionali, per ottimizzare quegli investimenti dispersi in singole attività promozionali e missioni che fino ad oggi  non hanno portato a risultati concreti  per il turismo del nostro Paese. Tutto questo in attesa del fondamentale passaggio sul Titolo V per ribadire la necessità che la governance del settore torni allo Stato centrale.      

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