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L'avvoltoio monaco di nuovo avvistato alla Riserva del Lago di Cornino

L'avvoltoio monaco di nuovo avvistato alla Riserva del Lago di Cornino Davvero eccezionale quanto succede nella Riserva naturale del Lago di Cornino. Il 4 luglio 2014 è ricomparso un avvoltoio monaco per il quarto anno consecutivo! A dare l’annuncio degli avvistamenti, gli esperti impegnati nel progetto di conservazione nella Riserva naturale del Lago di Cornino. L'avvoltoio monaco (Aegypius monachus), specie considerata estinta come nidificante in Italia e inserita nella lista rossa dell’Iucn tra le specie «prossime alla minaccia». La sua comparsa in Italia è molto rara, negli ultimi anni si può osservare regolarmente solamente nella Riserva naturale del Lago di Cornino. “Lo scorso fine settimana è ricomparso un avvoltoio monaco per il quarto anno consecutivo”, dichiara Fulvio Genero, responsabile del progetto. “L’eccezionalità non sta solo nell’avvistamento, ma nel fatto che questi animali ritornano e sostano nell’areale per mesi”. L’esemplare, cui è stato dato il nome Oviedo, è un individuo nato nel massiccio centrale francese e presente a Cornino per la quarta estate. Torna quindi regolarmente nella stessa area e negli stessi periodi, attraversando tutte le Alpi, per poi tornare a fine estate in Francia o in Spagna. La sua presenza si inserisce nel progetto di conservazione del Grifone (Gyps fulvus) avviato nel 2013, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e gestito dai Comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis. Grazie all’adozione di nuove tecnologie di monitoraggio della fauna selvatica (telecamere ad alta definizione e radio satellitari), oggi è possibile ricostruire le rotte di spostamenti di questi grandi volatili. In particolare, le telecamere ad alta definizione installate nella Riserva sono in grado di leggere con precisione gli anelli identificativi presenti sulle zampe degli animali e ricostruire le aree di provenienza. Sono due telecamere che forniscono preziose prestazioni: mentre una webcamconsente di vedere il punto di alimentazione in diretta sul web, dando la possibilità di osservare i grifoni e le altre specie presenti, l’altra permette di zoomare e variare l’area inquadrata. “Il ritorno abituale di questo individuo di avvoltoio monaco in un ambiente italiano non può che essere accolto come una buona notizia – sottolinea il WWF - ma serve un’azione decisa in Italia per conservare e preservare i nostri avvoltoi. Oggi l’Italia rischia di perdere il capovaccaio, il più piccolo tra gli avvoltoi europei, ridotto ormai a sole 10 coppie circa in tutto il paese. Serve un'azione decisa, coordinata e a sistema che coinvolga tutti gli enti preposti alla conservazione di questi rapaci e del loro habitat, progetti e azioni che possano scongiurarne l’estinzione, in primis la difesa e sorveglianza dei nidi, altrimenti anche il piccolo avvoltoio degli egizi (così chiamato perché presente nei geroglifici egiziani) non volerà più nei nostri cieli”. L’avvoltoio monaco è presente come nidificante in Spagna, Grecia e Portogallo. La popolazione europea è stimata in circa 2.100 coppie, di cui 1.800 nella Penisola Iberica. Si tratta di un avvoltoio imponente con un’apertura alare di 2,60-2,95 metri e un peso di 8-12 kg. Ha una struttura corporea più tozza del grifone, con ali più ampie e becco massiccio. Il piumaggio scuro varia poco con l’età, a differenza di quanto accade nelle altre tre specie di avvoltoi europei. Un altro fenomeno che si è registrato grazie al progetto di conservazione, è l’aumento degli spostamenti di avvoltoi tra l’Europa orientale e occidentale. Gli uccelli che compiono questi lunghi movimenti aumentano di anno in anno ristabilendo linee di spostamento che erano andate perdute. Fonte: Adnkronos e Riserva di Cornino  

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