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Antica Aquileia 3D: nuova app della Fondazione Aquileia

Antica Aquileia 3D: nuova app della Fondazione Aquileia Presentata stamattina (venerdì 20 dicembre 2013, ndr.) in conferenza stampa la app “Antica Aquileia 3D” ideata dalla Fondazione Aquileia e realizzata dalle agenzie Nudesign e Ikon che combina ricostruzioni virtuali, video ed esplorazioni interattive dei siti di Aquileia, consentendo ai visitatori di utilizzare il proprio dispositivo come una “finestra temporale” sull’Aquileia degli antichi Romani e come una videoguida interattiva. Come si presentava, infatti, la città fondata dai Romani nel 181 a.C. e rasa al suolo da Attila nel 452?  «A questa domanda la Fondazione Aquileia - come ha sottolineato il presidente Alviano Scarel - ha voluto rispondere con un prodotto che consentisse a chiunque di fruire dei beni culturali di Aquileia e incuriosisse e attrasse grazie all’impiego di un linguaggio comunicativo contemporaneo» «Rigore scientifico e innovazione tecnologica: questo il binomio fondamentale su cui si basa la nuova tappa nel percorso di valorizzazione e divulgazione dei siti archeologici di Aquileia – ha precisato il direttore Fratte - per un lavoro di squadra che ha visto la collaborazione di archeologi, copy ed esperti in nuove tecnologie che hanno lavorato fianco a fianco negli ultimi due anni per garantire la scientificità delle ricostruzioni e dei filmati e allo stesso tempo l’utilizzo di un linguaggio divulgativo e accattivante». VEDI CALENDARIO PHOTO & EVENT 2014 IN FRIULI VENEZIA GIULIA Il direttore generale per i beni culturali del FVG Giangiacomo Martines  si è complimentato per la «straordinaria ricostruzione di una intera città che risolve finalmente  la dicotomia che è sempre esistita tra dati scientifici, prudenza degli archeologi e desiderio del pubblico di sapere come questi edifici fossero nella storia»   L’applicazione, – premiata due giorni fa all’”E-content Award 2013 Italy” per il miglior contenuto in formato digitale – è disponibile in italiano e in inglese gratuitamente per Android e iOS, contiene 10 video che raccontano i luoghi simbolo dell’Aquileia romana (foro, porto fluviale, mercati, domus di Tito Macro, domus del fondo Cal, sepolcreto, anfiteatro, mura repubblicane, basilica civile, circo), le esplorazioni interattive di tutte le aree archeologiche grazie alle quali l’utente potrà spostarsi liberamente all’interno delle aree e interagire attivando dei punti di approfondimento che danno accesso a schede con contenuti testuali , oltre a 60 ricostruzioni virtuali statiche. L’applicazione sarà scaricabile entro pochissimi giorni mentre i filmati sono già visibili sul sito web della Fondazione Aquileia www.fondazioneaquileia.it   «Frammenti di passato, tracce di futuro» recita il claim della Fondazione Aquileia ed è seguendo questa rotta che la Fondazione continua a muoversi: valorizzare le testimonianze dell’antichità anche attraverso le nuove tecnologie, che consentono di leggere il passato con altri occhi e di presentarlo in maniera stimolante e attrattiva, permettendo ad appassionati e studenti di interagire con la Storia».   DESCRIZIONE AREE ARCHEOLOGICHE RICOSTRUITE IN 3D   Oggi il visitatore e lo studioso di Aquileia non trova consistenti testimonianze in alzato della grandiosità del suo passato, ma le rovine superstiti, i resti custoditi nei musei e lo studio comparato con le realtà archeologiche meglio conosciute – Pompei, Roma e non solo - sono sufficienti a ricostruire un’immagine verosimile di alcuni dei principali complessi in cui si articolava il tessuto urbano dell’antica Aquileia.   E così, grazie alla ricostruzione 3D, riemergono ai nostri occhi i prospetti colonnati che cingevano su tre lati il foro, la principale piazza cittadina - oggi interrotta da un’arteria stradale - con i ricchi capitelli compositi, con l’articolata trabeazione e con l’ossessiva ripetizione dei motivi di Giove Ammone e di Medusa nella decorazione dell’attico. E poi il porto: oggi chi visita le rovine fatica ad immaginare che sotto la passeggiata della cosiddetta “via Sacra” si apriva un bacino fluviale largo quasi cinquanta metri, nel quale approdavano imbarcazioni di diversa stazza, provenienti da tutto il Mediterraneo; oppure, che alle spalle della banchina si sviluppava un lunghissimo edificio, con tre soli accessi collegati ai piani inclinati. Nell’area sud della città, sorgeva un complesso funzionale costituito da un enorme magazzino e da tre piccole aree scoperte lastricate, interpretate come mercati, prossime alle mura tardoantiche. I suoi prospetti articolati in arcate cieche svettavano da un’altezza di circa 20 m sui mercati sottostanti, dove il cortile centrale era circondato da strutture in muratura o da semplici porticati lignei, sotto i quali i venditori esponevano le proprie merci. Dell’anfiteatro rimangono alcuni esigui resti, sufficienti tuttavia a delinearne la pianta. In questo caso, il tentativo di ricostruzione si rivela certamente più azzardato, ma è comunque supportato dal metodo comparativo, cioè dal confronto con gli edifici di spettacolo meglio conservati, in particolare nell’Italia settentrionale (Verona e Pola). E ancora il circo dove gli aurighi si sfidavano e la basilica civile, che si apriva sul foro ed era il tribunale dell’epoca. Dagli edifici pubblici alle case di abitazione. Possiamo vedere la ricostruzione della domus di Tito Macro del I secolo d.C., quella dell’area archeologica dei fondi Cossar, l’unica per la quale conosciamo interamente lo sviluppo planimetrico e buona parte delle superfici musive. E poi, una parte di una casa del IV secolo, nell’area archeologica dei fondi CAL. Infine la necropoli. Oggi sono visibili solo cinque recinti gentilizi, nulla rimane invece delle tombe sul lato opposto. Nelle vedute in campo lungo, si è perciò adottato un criterio per così dire didattico, ricorrendo, per le strutture di delimitazione delle aree funerarie, anche a tipologie in materiale deperibile, ad esempio recinzioni in siepi o arbusti o quelle in staccionate lignee, di uso comune nelle necropoli romane.   Fonte: Fondazione Aquileia - redazione giro

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