Agriturismo: costante crescita e dal 2015 arriva la rivoluzione del 'sole'

Il sole al posto delle stelle. Dal 1 gennaio 2015 il portale del ministero delle Politiche Agricole metterà insieme per la prima volta le oltre 20 mila strutture italiane sotto un’unica valutazione, il sole appunto (da uno a cinque), così come è stato presentato il 14 novembre scorso ad Arezzo, in occasione dell'inaugurazione di Agrietour.
Nonostante crisi e recessione, infatti, l'agriturismo in Italia continua a crescere, a +2,1% e anzi è in perfetta salute. Nel 2013, secondo i dati Istat, il numero delle aziende ha raggiunto quota 20.897, 423 in più rispetto al 2012. Di queste 7.628 offrono contemporaneamente alloggio e ristorazione, mentre 10.184 sono quelle che uniscono all'alloggio le altre attività agrituristiche.
Le aziende agrituristiche aumentano soprattutto al Nord, +6,1% e meno al Centro, +1,1% mentre sono in calo al Sud, -2,1%. La Toscana con 4.108 strutture e l'Alto Adige con 3.098, si confermano le regioni nelle quali l'agriturismo è maggiormente e storicamente radicato.
Sempre dai dati Istat emerge che il 42,1% degli agriturismi con alloggio, il 46,9% di quelli con ristorazione e il 43,8% di quelli con degustazione è localizzato al Nord mentre il 41,9% delle aziende con altre attività è situato al Centro.
Le donne guidano 7.436 strutture, +2,4% rispetto al 2012, con una crescita più consistente al Nord, +6,3%, più contenuta al Centro, +1,7% e addirittura in calo al Sud, -3,1%. La concentrazione maggiore di agriturismi in rosa si ha in Toscana, 1.675 aziende pari al 40,8% del dato regionale e il 22,54% del totale nazione degli agriturismi gestiti da donne. Seguono Umbria con il 46% e la Lombardia con il 36,8%, mentre il valore più basso si conferma quello dell'Alto Adige, soltanto il 12,9% del totale.
L'agriturismo si conferma una realtà tipicamente italiana diversa dal turismo rurale degli altri Paesi europei. Negli ultimi dieci anni il comparto è cresciuto del 60,5%, da 13.019 a 20.897; quelle che offrono alloggio del 58,8%, da 10.767 a 17.102; mentre gli agriristori da 6.193 a 10.514, +69,8%. Crescono i posti letto, +94 mila, quelli a sedere, +158 mila, e crescono anche quelle che fanno altre attività, dalla degustazione alla fattoria didattica allo sport.
«
Agriturismo Italia» e’ il
marchio di proprietà del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che identificherà le aziende e le attività agrituristiche autorizzate a norma di legge e verrà concesso in uso alle
Regioni e alle
Province Autonome secondo le procedure di cui ad un apposito regolamento emanato dallo stesso Ministero.
Le categorie di riferimento sono 5, ma il
simbolo che le rappresenta
non è costituito da stelle, ma da
soli, e i simboli assegnati possono essere 1, 2, 3, 4 oppure 5, identificativi della categoria. Si va dall’agriturismo che «offre soltanto le attrezzature e i servizi minimi», all’agriturismo «che cura armonicamente il comfort e la caratterizzazione agricola e naturalistica dell’accoglienza, mettendo a disposizione dell’ospite un complesso di attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente».
L’inserimento in una categoria piuttosto che in un’altra può avvenire in due modi, a discrezione della singola Regione: per autodichiarazione, attraverso la compilazione di un apposito modulo; per valutazione «esterna», con un sopralluogo delle autorità competenti. La classificazione si basa su requisiti concretamente rilevabili, rileva il «cosa» viene offerto, non il «come».
Il pubblico potrà compiere più oculatamente la propria scelta incrociando la categoria con l’informazione sui servizi offerti ed i relativi prezzi. I servizi offerti possono essere: alloggio, campeggio, ristorazione e attività ricreative e culturali.
Fonte: Travelnostop & Giro