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A Illegio 20 mila visitatori per Il Cammino di Pietro. Nel 2014 I monti di Dio

A Illegio 20 mila visitatori per Il Cammino di Pietro. Nel 2014 I monti di Dio Conclusasi domenica 6 ottobre 2013, la mostra “Il cammino di Pietro”, nonostante la crisi, ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico confermandosi, con quasi 20mila visitatori, una delle più importanti esposizioni di arte sacra organizzate in Italia. Nei 5 mesi della mostra a Illegio (Udine), il piccolo borgo montano che ospita le ambiziose iniziative del Comitato di San Floriano, sono arrivati visitatori da tutta Italia e da tutta Europa, in prevalenza dalle vicine Austria e Germania, ma anche dalle vicine repubbliche slave, da Francia, Spagna, Svizzera, Olanda e addirittura significative presenze da Turchia, Regno Unito e Repubbliche Baltiche, Lettonia in testa, senza dimenticare le visite fuori dal nostro continente con presenze anche da Australia e Stati Uniti. I dati registrati attestano dunque come l’arte sacra possa muovere imponenti e eterogenei flussi di appassionati in quanto nelle sue migliori espressioni non si limita al tema dell’adorazione di Dio, ma si rivolge alle grandi questioni dell’esistenza e al loro senso metafisico, alla vita umana, al senso della vita e della morte. Una curiosità, la mostra nel suo ultimo giorno di apertura (domenica 6 ottobre) ha registrato in extremis anche la visita a sorpresa del celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha speso particolari parole di encomio verso la qualità artistica delle opere esposte e la loro disposizione, soffermandosi in maniera approfondita sull’opera “Pietro medita in carcere” di Giovanni Serodine. “Il cammino di Pietro”mostra ufficiale dell’Anno della Fede, ha saputo raccontare la fede come un’avventura incantevole e drammatica, attraverso un percorso incredibile che ha trasportato i visitatori alla scoperta delle quaranta opere, da Oriente e Occidente, ripercorrendo la storia della cristianità dal IV fino al XX secolo. Dipinti e sculture di artisti d’eccezione quali Lorenzo Veneziano, Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Gerrit van Honthorst, il Guercino, Simon Vouet, Battista Caracciolo, Dirck Van Baburen, Mattia Preti, Vasilij Dmitrievic Polenov, Eugéne Burnand. Tra le opere, diversi inediti che nel corso della mostra sono state di particolare interesse anche per i numerosi storici dell’arte arrivati a Illegio. Dal punto di vista strettamente artistico, la mostra ha raggiunto l’obiettivo di confrontare le principali iconografie della figura di Pietro, nell’accostamento di stili, scuole e autori provenienti da tutta Europa, raccontando l'evoluzione dei linguaggi artistici e simbolici dedicati alla narrazione agiografica esemplare della fede del principe degli Apostoli. Da un punto di vista spirituale, invece, “Il cammino di Pietro” prima ancora che un percorso d’arte è stato un viaggio della mente e del cuore che ha avvolto credenti e non credenti in una rappresentazione drammatica di cosa sia la fede. Durante il protrarsi della mostra, a Illegio “Il cammino di Pietro” è stato arricchito da una serie di apprezzatissimi eventi culturali e spirituali collegati in grado di offrire un ulteriore esempio dell’intreccio tra i diversi linguaggi delle arti e della fede, andando a costituire un vero e proprio “cammino delle arti”, con gli spettacoli teatrali “L’abbandono alla divina provvidenza” e la piece coreografica “Judith e l’Angelo”, parallelo a quello della fede di Pietro narrato figurativamente. Di grande successo mediatico e di pubblico anche l’incontro con il cardinal Ruini che ha presentato il suo ultimo libro "Intervista su Dio" e “Cucina d’arte”, la rassegna enogastronomica collegata alla mostra che ha stabilito un contatto tra linguaggi differenti come quello tra segni e sapori, conclusasi l'ultima domenica di settembre con lo chef stellato Fabrizia Meroi del Ristorante Laite di Sappada che ha incantato il numerosissimo pubblico con il menù realizzato appositamente per l'occasione. Aspettando la prossima esposizione prevista il prossimo anno a Illegio che dovrebbe vertere su “I monti di Dio” dal Sinai della rivelazione al Calvario della crocifissione, un’altra importante mostra organizzata dal Comitato di San Floriano e parallela a quella di Illegio è ancora visitabile: si tratta della mostra “Dipingere il mistero”, in programma fino a domenica 20 ottobre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate di Udine. Una selezione di ventitré opere da tutta Italia, dipinte da undici artisti – nove dei quali italiani, un ungherese e un giovane talento russo –, capaci di impressionare per la qualità tecnica della pittura, per l’intensità drammatica delle emozioni che impregnano le tele, per la ricerca spirituale di autenticità – contro ogni retorica dello scontato e della provocazione –, per il desiderio di ricostruire e proporre un nuovo canone di bellezza e per la genialità nel reinterpretare in modo innovativo le iconografie antiche, pur riuscendo a custodirne l’eredità. La mostra “Il Cammino di Pietro”, curata da Don Alessio Geretti e Serenella Castri, è stata realizzata dal Comitato di San Floriano di Illegio, incaricato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione – il soggetto della Santa Sede che ha la regia dei principali eventi dell’Anno della Fede destinati alla Chiesa universale – con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività culturali e con il sostegno del Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana e come espressione della pastorale della cultura dell’Arcidiocesi di Udine, con l’aiuto della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine, del Comune di Tolmezzo-Assessorato alla Cultura, della Camera di Commercio di Udine, della Fondazione Crup, della Banca di Cividale e della Fondazione Credito Valtellinese.   Fonte: Comitato San Floriano/Luigi Vignando

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