Dal 13 al 15 novembre 2026 torna ad Artegna la 28ª edizione di Purcit in Staiare. Tre giorni tra sapori della tradizione friulana, musica, degustazioni di vini, mercatini, sfide popolari e fuochi d'artificio. Ecco il programma completo e tutte le informazioni per partecipare.
Purcit in Staiare 2026 ad Artegna: tre giorni di festa tra tradizioni friulane, sapori e musica
In Friuli, un tempo, novembre era il mese del purcit. Con l'arrivo dei primi freddi, nelle case contadine cominciava uno dei lavori più importanti dell'anno: la lavorazione del maiale. Una giornata impegnativa, che coinvolgeva tutta la famiglia e spesso anche i vicini, tra preparativi, gesti tramandati e il profumo delle pietanze che arrivava dalla cucina. Poi, concluso il lavoro, c'era spazio per mangiare, bere un bicchiere insieme e fare festa.
È proprio quest'atmosfera che Purcit in Staiare vuole riportare ad Artegna, dove da venerdì 13 a domenica 15 novembre 2026 torna la tradizionale manifestazione dedicata alla norcineria e alla cultura popolare friulana.
La 28ª edizione propone tre giorni di chioschi, cucina, musica, mercatini e appuntamenti per tutte le età, nella cornice di piazza Marnico, con un tendone riscaldato.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono la serata West, la sfida goliardica tra borghi, la degustazione di vini Vin in Vile, lo spettacolo pirotecnico del sabato e il mercatino domenicale. Senza dimenticare la corsa delle Pig̀note e le serate musicali.
Purcit in Staiare: una festa che racconta il Friuli di una volta
La manifestazione nasce dal desiderio di conservare la memoria di una tradizione che, fino a pochi decenni fa, scandiva la vita delle famiglie contadine friulane.
Il maiale rappresentava una risorsa alimentare fondamentale. Dal suo allevamento e dalla successiva lavorazione si ricavavano carni, salumi e grassi destinati a sostenere la famiglia durante l'anno.
Al centro di questo lavoro c'era il purcitâr, il norcino. Era una figura esperta, chiamata di casa in casa per occuparsi della macellazione e della preparazione dei prodotti destinati alla conservazione.
Ma quella giornata aveva anche un importante significato sociale. I parenti si riunivano, i vicini collaboravano, si dividevano le mansioni. E al termine di ore di lavoro, la tavola diventava il luogo in cui ritrovarsi.
Purcit in Staiare recupera proprio questo intreccio di cucina, lavoro e convivialità, trasformandolo in una festa di paese che coinvolge le associazioni e la comunità di Artegna.
Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta, affiancando alla tradizione gastronomica appuntamenti musicali, iniziative sportive, mercatini e occasioni di incontro.
Nel corso degli anni la festa ha continuato a rinnovarsi, conservando il legame con la tradizione dei norcini arteniesi. Ne abbiamo raccontato anche l'edizione 2025 di Purcit in Staiare.
Per ripercorrere le edizioni precedenti, puoi leggere anche il nostro racconto di Purcit in Staiare 2024, tra antichi mestieri, gastronomia e cultura popolare friulana.
Nel 2022, dopo la sospensione degli appuntamenti legata alla pandemia, la manifestazione era tornata con la 24ª edizione di Purcit in Staiare.
Ma che cosa significa «Purcit in Staiare»?
Il nome della festa è già una piccola storia da raccontare.
Il purcit e il mestiere del purcitâr
Purcit, in friulano, significa maiale. Ma dietro questa parola si nasconde un mondo fatto di antichi saperi, ricette familiari e tecniche di conservazione.
Il maiale era considerato uno dei beni più preziosi della casa contadina, perché quasi ogni sua parte poteva essere utilizzata.
La lavorazione richiedeva abilità ed esperienza. Non bastava conoscere i tagli: occorreva dosare correttamente sale e spezie, preparare gli insaccati e sapere come conservarli.
Il purcitâr possedeva proprio queste conoscenze, apprese con anni di pratica e spesso tramandate all'interno della famiglia.
La tradizione collocava frequentemente questa attività alla fine di novembre, in particolare intorno alla festa di Sant'Andrea, il 30 novembre, quando le temperature più basse favorivano le lavorazioni.
La staiare, un ballo arrivato dalla Stiria
La seconda parola del nome, staiare o stajare, richiama invece una danza popolare diffusa in Friuli.
Le sue origini vengono ricondotte alla Stiria, regione dell'area alpina austriaca. Nel tempo il ballo, introdotto durante i secoli di contatti con il mondo asburgico, assunse caratteristiche locali, diventando parte del repertorio delle feste paesane.
Si tratta di una danza rustica, per alcuni aspetti vicina alla mazurca, che accompagnava i momenti di svago collettivo.
E c'è anche un'espressione friulana particolarmente curiosa: «Butâle in staiare», che significa trasformare una situazione in una festa, prenderla sul ridere, far finire tutto in allegria.
Difficile immaginare un nome più appropriato per una manifestazione in cui il lavoro e il cibo diventano il pretesto per ritrovarsi.
Dalla cucina friulana ai calici di Vin in Vile
Il cuore gastronomico della manifestazione resta la tradizione della lavorazione del maiale.
I prodotti preparati artigianalmente dai norcini locali sono al centro dell'identità della festa. La manifestazione valorizza così un mestiere e una cultura alimentare che hanno segnato per secoli la vita rurale friulana.
Per l'edizione 2026 le cucine apriranno venerdì e sabato alle 19, mentre domenica saranno operative già dalle 12, permettendo di pranzare alla festa.
In tutte e tre le giornate sarà inoltre aperta l'enoteca, allestita nelle piazzette davanti al tendone.
Sabato torna Vin in Vile
Uno degli appuntamenti più interessanti sarà Vin in Vile, in programma sabato 14 novembre, dalle 17 alle 21, lungo via Villa.
L'iniziativa propone una degustazione di vini, aggiungendo al programma della festa un'occasione per passeggiare e fermarsi a conoscere diverse proposte enologiche.
I dettagli sulle cantine partecipanti, gli eventuali calici a pagamento e le modalità di degustazione non sono specificati nella locandina. Per queste informazioni è possibile rivolgersi agli organizzatori.
Sfide tra borghi, morra e musica: il lato più allegro della festa
Accanto alla cucina, Purcit in Staiare conserva il carattere conviviale delle feste di paese, con giochi, musica e occasioni per ritrovarsi.
Venerdì sera sarà dedicato al West, con una gara goliardica «Om vs Lujanie», accompagnata dalla musica di DJ Jacopo De Monte.
Sabato pomeriggio tornerà invece la morra, antico gioco popolare particolarmente radicato nella cultura friulana. I giocatori mostrano contemporaneamente alcune dita e cercano di indovinare la somma di quelle esposte dai partecipanti. Servono prontezza, concentrazione e un buon ritmo.
Il torneo di Artegna sarà organizzato dal Bar La Bettola.
La serata proseguirà con la musica dei Dance Mania e culminerà alle 23 con lo spettacolo pirotecnico, uno dei momenti più attesi del fine settimana.
Domenica la festa avrà un ritmo diverso. Alla musica itinerante dei Solisti Friulani si affiancherà il mercatino degli hobbisti, mentre la sera suoneranno The Bluegrass Baby.
Una domenica tra mercatino e Corsa Pig̀note
La giornata conclusiva sarà particolarmente adatta anche a chi desidera trascorrere qualche ora ad Artegna passeggiando tra le bancarelle.
Fin dal mattino è previsto il mercatino degli hobbisti, accanto ai chioschi gastronomici.
Sempre domenica, alle 8, prenderà il via la 14ª Corsa Pig̀note, organizzata da Monte Faeit Run APS.
La manifestazione sportiva affianca così il programma gastronomico e musicale, coinvolgendo anche gli appassionati di corsa.
Per iscrizioni, percorso, quote e modalità di partecipazione alla corsa occorre fare riferimento all'associazione organizzatrice.
Il programma di Purcit in Staiare 2026
Tre giornate con cucina, musica, degustazioni e appuntamenti popolari. Ecco il calendario tratto dalla locandina ufficiale dell'edizione 2026.
Venerdì 13 novembre 2026 — Serata West
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Ore 18.00: apertura dei chioschi.