Fiere e mostre

Diritti al Cubo: a Gorizia riapre la mostra sulla rivoluzione di Basaglia

Franco e Franca Basaglia in una foto d’epoca, simbolo della mostra digitale ‘Diritti al Cubo’ a Gorizia 2025 dedicata alla rivoluzione basagliana e alla fine dei manicomi

A Gorizia riapre “Diritti al Cubo”, la mostra digitale sulla rivoluzione basagliana. Visite gratuite dal 10 al 16 novembre 2025.

Un’eccezionale apertura digitale per raccontare la fine del manicomio e la nascita dei diritti

Una mostra digitale che fa memoria e futuro

Dal 10 al 16 novembre 2025, lo Smart Space della Fondazione Carigo a Gorizia ospita un’apertura straordinaria della mostra digitale “Diritti al cubo. La fine del manicomio, la nascita dei diritti”.

L’allestimento, curato da Alberta Basaglia, Franco Perazza e Roberta Demartin, rievoca una delle più potenti trasformazioni culturali del Novecento italiano: la rivoluzione avviata da Franco Basaglia e dal suo team all’Ospedale Psichiatrico di Gorizia. Un cambiamento che ha portato nel 1978 all'approvazione della Legge 180, abolendo per sempre i manicomi in Italia.

La mostra, già proposta nel 2020, torna in occasione della conferenza internazionaleFranco Basaglia oltre i confini: Pratiche di libertà”, che si svolge tra Nova Gorica e Gorizia dal 12 al 14 novembre 2025 nel quadro di GO!2025 – Capitale Europea della Cultura.

Basaglia e Gorizia: il cuore di una rivoluzione

La mostra si basa su due coordinate narrative essenziali:

A rendere l’esperienza ancora più intensa è la modalità digitale, che permette di vivere la mostra in forma immersiva (ma non usiamo questa parola!) e coinvolgente, mantenendo un forte legame tra memoria e attualità.

Un evento che parla al mondo da una città di confine

Gorizia, oggi come allora, è una città-laboratorio. E oggi più che mai si fa simbolo di diritti, libertà e cura grazie anche alla sua posizione transfrontaliera. GO!2025 non a caso ospita qui la conferenza internazionale, organizzata in collaborazione con:

A sottolineare il valore internazionale del progetto, le visite alla mostra saranno disponibili anche in inglese, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.

Visite guidate e interventi speciali

La mostra sarà visitabile nei seguenti giorni e orari:

L’ingresso è gratuito.

Le visite delle ore 17.30 di sabato e domenica saranno introdotte da Franco Perazza, curatore della mostra ed ex Direttore del Servizio di Salute Mentale di Gorizia.

👉 Prenotazioni online:

Informazioni utili

📍 Luogo: Smart Space – Fondazione Carigo, via Carducci 2, Gorizia
📅 Date: dal 10 al 16 novembre 2025
🎟️ Ingresso: gratuito, su prenotazione
🌐 Lingue disponibili: italiano e inglese
🔗 Prenotazioni: https://DirittialCubo14novembre.eventbrite.it 
ℹ️ InfoFondazione CaRiGo

Gorizia, tra storia e diritti

Non tutti sanno che fu proprio a Gorizia, in un ospedale psichiatrico chiuso e isolato, che prese forma un pensiero nuovo. Un pensiero che metteva al centro la persona e i suoi diritti, prima della patologia. Questo fece di Basaglia non solo un medico, ma un rivoluzionario della cura.

A pochi passi dallo Smart Space, dove si tiene la mostra, sorgono luoghi che furono teatro di questa rivoluzione: il Parco Basaglia, l’ex manicomio, oggi riqualificato, e il Museo della Moda e delle Arti Applicate, che offre un’altra prospettiva su ciò che è stato il confine.

Il contesto unico del manicomio di Gorizia

Perché la rivoluzione è nata proprio a Gorizia? Il contesto locale era singolare. Basaglia arrivò all'ospedale psichiatrico di Gorizia nel 1961. Egli ereditò una struttura che, pur essendo vecchia, era relativamente piccola. Questo la rendeva più gestibile per una riforma.

Inoltre, Gorizia era già una città di confine. Le sue vicende storiche avevano instillato un senso di fragilità e una sensibilità verso il tema dei diritti umani. Basaglia non considerò i pazienti come "malati da contenere". Li considerò persone private dei loro diritti. La sua opera fu un ripristino di umanità. Egli aprì le porte e permise ai pazienti di partecipare alle decisioni.

Questo processo, conosciuto internazionalmente, ha spinto molti studiosi a calarsi in questa vicenda. La mostra digitale usa un linguaggio moderno per svelare un passato difficile. Le visite saranno disponibili in italiano e in inglese.

La rivoluzione basagliana: quando Gorizia cambiò la storia

Nel 1961, Franco Basaglia arrivò a Gorizia come direttore dell'ospedale psichiatrico provinciale. Quello che trovò lo sconvolse profondamente: pazienti legati, rinchiusi, privati della loro dignità. Di conseguenza, decise di agire.

Il suo primo gesto fu abolire la contenzione fisica. Successivamente, aprì le porte dei reparti, eliminò le sbarre dalle finestre e restituì oggetti personali ai ricoverati. Questi gesti, apparentemente semplici, rappresentarono una rottura radicale con il sistema manicomiale.

Basaglia non lavorò da solo. Insieme alla moglie Franca Ongaro e a un'équipe visionaria guidata da Antonio Slavich, trasformò il manicomio goriziano. Crearono laboratori di pittura e teatro, organizzarono cooperative di lavoro e, soprattutto, restituirono dignità e voce a chi era stato reso invisibile.

Un fatto poco noto

Probabilmente il punto di forza di Gorizia fu proprio la sua posizione periferica. Infatti, nessuno si aspettava che qualcosa di importante potesse accadere in questo angolo del Friuli. Pertanto, Basaglia ebbe la libertà necessaria per sperimentare senza incontrare resistenze immediate. Quando il mondo si accorse della trasformazione in corso, il cambiamento era ormai inarrestabile.

La legge 180: dall'esperienza goriziana alla riforma nazionale

L'esperienza di Gorizia pose le basi per una trasformazione epocale. Infatti, il 13 maggio 1978, il Parlamento italiano approvò la legge 180, conosciuta come "Legge Basaglia". Questa normativa stabilì principi rivoluzionari:

Inoltre, la legge regolamentò il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), limitandolo a casi estremi con garanzie giuridiche. L'Italia divenne così il primo Paese al mondo ad abolire per legge gli ospedali psichiatrici.

Gorizia: città di confini e di rivoluzioni

Gorizia rappresenta un crocevia straordinario di culture e storie. Situata alle pendici del Carso, dove si incontrano le Alpi Giulie e la pianura friulana, questa città ha vissuto sulla propria pelle gli stravolgimenti dell'Europa.

Storia millenaria

Citata per la prima volta nell'anno 1001, quando l'imperatore Ottone III la donò al Patriarca di Aquileia, Gorizia divenne capitale dell'omonima contea. Nel corso dei secoli, passò sotto il dominio degli Asburgo (dal 1500) e conobbe il suo periodo di massimo splendore nel Settecento e nell'Ottocento.

Grazie all'imperatrice Maria Teresa d'Austria, la città si arricchì di palazzi barocchi e architetture neoclassiche. Il clima mite e la tranquillità la trasformarono in meta prediletta della nobiltà mitteleuropea, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Nizza austriaca".

Una città divisa che ha saputo riunirsi

Nel 1947, dopo la Seconda guerra mondiale, il Trattato di Parigi divise Gorizia. La parte maggiore rimase all'Italia, mentre circa tre quinti del territorio passarono alla Jugoslavia. Dalla parte slovena nacque Nova Gorica, costruita da zero come risposta alla divisione.

Per decenni, un confine quasi invalicabile separò famiglie, amici e attività commerciali. Tuttavia, nel 2004, con l'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea, le barriere cominciarono a cadere. Nel 2007, grazie al Trattato di Schengen, il confine scomparve definitivamente.

Oggi, nella Piazza della Transalpina, si cammina con un piede in Italia e uno in Slovenia. Questo luogo simboleggia perfettamente la capacità di superare divisioni e costruire futuro condiviso.

GO!2025: quando due città diventano una capitale

Nel 2020, Nova Gorica e Gorizia vinsero insieme il titolo di Capitale europea della cultura 2025. È la prima volta nella storia che due città di Stati diversi condividono questo prestigioso riconoscimento.

Il programma GO!2025 si sviluppa attorno al tema "Borderless" (senza confini). Propone centinaia di eventi culturali che:

La conferenza internazionale su Basaglia, che si tiene dal 12 al 14 novembre 2025, rientra proprio in questo contesto. Infatti, unisce istituzioni slovene e italiane per riflettere sul lascito di Basaglia e sulle pratiche contemporanee di salute mentale.