Domenica 30 ottobre 2022 torna l'ora solare.
Infatti nella notte tra sabato 29 e domenica 30 ottobre tornerà l’ora solare e le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro di sessanta minuti; esattamente alle 3 bisognerà portare indietro le lancette degli orologi fino alle ore 2.
Probabilmente non sarà l’ultima volta, perché nonostante il dibattito in corso da anni l’Unione Europea non ha ancora raggiunto un accordo sull’abolizione del cambio d’ora che era stato proposto agli stati membri.
Sono infatti molti i pro e i contro del passaggio ora solare/legale
Eppure a settembre si è paventata l'abolizione del passaggio dall'ora legale a quella solare per ridurre il peso delle bollette dell'energie su famiglie e imprese.
Sarebbero infatti molti i risparmi derivanti dal mantenimento, tutto l'anno, dell'ora legale.
Attenzione al sonno
Domenica 30 ottobre 2022, con il ritorno dell'ora solare, si dormirà un'ora in più ma le sere successive diventerà buio prima. Le giornate si fanno più brevi, farà buio prima ma guadagneremo un’ora di sonno. Questo cambio d’orario, com’è noto, arrecherà disturbi al sonno di moltissime persone, il consiglio degli esperti è quello di non modificare i propri stili di vita per non disturbare il delicato equilibrio del meccanismo sonno/veglia. Quindi mantenere gli orari di sveglia e riposo compensando il disagio dei primi giorni con qualche “piccola” pennichella. Alcuni apparecchi elettronici, come i computer, modificano l'orario in automatico.Passaggio ora legale/solare: pro e contro
Da alcuni anni si discute in effetti della possibilità di dire addio al passaggio ora legale/solare: più ore di luce durante il pomeriggio ridurrebbero la necessità di illuminazione e riscaldamento presso le sedi produttive; di contro, la mattina sarebbe più buia con la necessità di ulteriore illuminazione pubblica, ma trattandosi di ore pre-lavorative, l’impatto sui consumi di uffici e fabbriche, ad esempio, sarebbe di gran lunga minore.
Una Consultazione pubblica UE e condotta nel 2018-2019 si era tradotta a suo tempo in un plebiscito in questo senso: su 4,6 milioni di cittadini europei interpellati, l’84% aveva chiesto di eliminare il cambio annuale dell’ora, da solare a legale e viceversa.
Mantenere l’orario legale d’inverno consentirebbe di beneficiare di giornate di luce solare “più lunghe” (pur se al costo di mattine più scure), così da sfruttare meglio il tardo pomeriggio negli uffici. Ad accusare la perdita di ore di luce al mattino, invece, sarebbero le aziende agricole.
Le stime sui risparmi derivanti dall'ora legale
Secondo uno studio a cura del Centro Studi di Conflavoro PMI, mantenere l’ora legale farebbe invece risparmiare 2,7 miliardi di euro nel 2023 sui consumi dell’elettricità, applicando gli attuali prezzi alle 147 ore di luce naturale in più che si guadagnerebbero mantenendo l’ora legale. Il beneficio economico stimato andrebbe a vantaggio delle casse dello Stato e di quelle dei provati, famiglie e imprese.
Secondo alcuni studi dell’Europarlamento precedenti ai rincari energetici, il cambio di orario faceva guadagnare in media nella UE lo 0,34% dell’energiaconsumata a livello UE, seppur con variazioni significative tra gli Stati. In Italia, secondo i dati del gestore della rete elettrica nazionale Terna, i sette mesi di ora legale comportavano una riduzione nei consumi di corrente elettrica di circa 420 milioni di chilowattora ogni anno (erano 567 milioni nel 2017 e 640 milioni nel 2009).
Dal 2004 al 2021 il risparmio è stato di circa 1,8 miliardi di euro. Considerando però i prezzi attuali, il risparmio 2022 e 2023 sarebbe di molto maggiore.


