L’Italia sta perdendo sempre piu’ colpi sul piano del turismo internazionale ed uno dei motivi andrebbe ricercato nell’abolizione del ministero del Turismo, con la conseguente delega alle regioni di attuare singolarmente le rispettive promozioni all’estero.
Nel riferire i risultati del Congresso sul turismo, organizzato a Trieste dalla Confindustria, la “Frankfurter Allgemeine Zeitung” mette oggi in evidenza con un grande articolo intitolato in italiano “Arrivederci Italia” la scarsa competitivita’ delle strutture del nostro Paese. Il giornale scrive che l’Italia “sta diventando sempre meno attraente per i turisti” e punta il dito sulla scarsa coordinazione a livello politico delle attivita’ di promozione.
“Il vecchio ministero del Turismo”, scrive la “Faz”, “era un baraccone utilizzato a fini clientelari dai vari governi per distribuire incarichi, fino a quando negli anni ‘90 e’ stato preso di mira dai populisti, che ne hanno ottenuto l’abolizione per referendum”. Il giornale sottolinea che le 20 regioni italiane a cui e’ stata demandata dal 2001 la politica del turismo “agiscono indipendentemente le une dalle altre ed in modo non coordinato, anche se spendono piu’ fondi di prima”.
La “Faz” osserva poi che “per scatenare le risate nel settore turistico italiano, basta far riferimento ad un grosso pannello pubblicitario esposto all’aeroporto di Shanghai con la scritta ‘Visit Metaponto’”. “Neanche molti italiani”, ironizza il giornale, “sanno dove si trova questa localita’ balneare della Basilicata”.
La “Faz” riporta anche il giudizio dello spagnolo Josep Ejarque, che lo scorso anno e’ stato incaricato di promuovere l’immagine del Friuli, il quale afferma che “a mancare e’ la strategia, l’Italia si presenta come un branco disordinato”. L’esperto riferisce che l’Italia viene sempre indicata dai turisti come la meta dei sogni, ma quando poi vanno negli uffici turistici a prenotare un soggiorno nella penisola, la loro scelta cade spesso su un altro Paese.
Gabriele Burgio, responsabile di “NH-Hoteles”, la piu’ grande catena alberghiera spagnola, spiega che gli italiani “non hanno mai imparato a prestare ascolto ai desideri degli stranieri e offrono quello che hanno sempre offerto in passato”. Una delle mancanze piu’ gravi per attirare il turismo di elite viene vista nella scarsa diffusione sul territorio italiano dei campi da golf. Mentre in una regione costiera della Spagna sono sorti negli ultimi dieci anni 60 terreni da golf, in Italia si continua sempre a polemizzare su ogni singolo progetto. In conclusione il giornale riporta le affermazioni di alcuni partecipanti al convegno, secondo i quali “gli italiani parlano solo ai congressi, ma poi purtroppo non succede nulla”.
Fonte: AGI