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Trieste Settanta. Arte e sperimentazione

Il Museo Revoltella di Trieste inaugura giovedì 30 gennaio 2020, alle ore 18.00 una particolare rassegna con opere di artisti, testimonianze di operatori culturali e un ricco materiale documentativo sulla produzione artistica della Trieste degli anni Settanta, che sarà visitabile fino al 2 giugno. a domenica 23 agosto 2020.

La mostra, curata da Laura Carlini Fanfogna, Direttore del Servizio Musei e Biblioteche e Lorenzo Michelli, raccoglie un cospicuo numero di opere del periodo delle collezioni museali al quale si sommano quelle di collezioni private e degli artisti protagonisti del periodo e tuttora operanti.

La mostra è allestita nella Sala Scarpa del Museo Revoltella.
Si apre con una sezione dedicata alla grafica e con l’esposizione di un ricco materiale documentativo del periodo conservato nel museo, inviti, locandine ed editoria di tutto il decennio.
Al piano superiore è stato allestito un percorso particolarmente articolato suddiviso tra opere e zone dedicate alle principali realtà associative di ricerca operanti dal periodo: Arte Viva e il Centro Operativo Arte Viva, il Centro La Cappella, lo Studio Tommaseo e il Gruppo ’78.

Questa davvero particolare rassegna, curata da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune, e da Lorenzo Michelli, comprende opere di  artisti, testimonianze di operatori culturali e un ricco materiale documentario legato alla produzione artistica della Trieste dell’epoca e si inserisce nel solco delle diverse iniziative dedicate all’arte della seconda metà del Novecento promosse nel corso degli anni dal “Revoltella”, valorizzando, in questo caso, alcune delle principali esperienze di ricerca svoltesi in quel pulsante e prolifico decennio.

Fu quella una stagione indubbiamente “libertaria” e tendente a rompere tutti gli schemi, e il famoso slogan sessantottino de “L‘immaginazione al potere” era certamente la sua “chiave di lettura” principale; in più, e a Trieste in particolare, con la convinzione che “la libertà è terapeutica” come sostenevano i protagonisti della riforma psichiatrica avviata proprio qui, nella Venezia Giulia, da Franco Basaglia.

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Spinte, tendenze e suggestioni che, nel campo delle varie espressioni artistiche, trovarono a Trieste – immersa allora, per altri versi, nella frenesia dell’impetuoso commercio transfrontaliero di jeans e anche per ciò distante dalla “rivoluzione culturale” in corso nel resto del Paese – portatori di visioni del tutto diverse, nuove e profondamente alternative, che detterò vita a realtà quali ”Arte Viva”, “La Cappella Underground”, Studio Tommaseo e Gruppo 78, promotori di un “pensiero” artistico e sociale del tutto avanzato, all’insegna appunto di arte e sperimentazione, vivacemente espresso attraverso mostre, installazioni, performances di arte contemporanea, per portare in città un nuovo modo di pensare e agire. Vennero così accolte e veicolate, tra le altre, le tendenze artistiche dell’Azionismo Viennese, le istanze dell’arte femministasperimentazioni grafiche e al computer tra Graz e Lubiana, forme di nuova cinematografia.

Tendenze, filoni e protagonisti che tutti, per quanto possibile, hanno collaborato, ancora una volta in uno spirito di “lavoro collettivo”, alla realizzazione della mostra; la quale non è solo un omaggio a quanto creato negli anni Settanta, ma – da parte dei curatori, del “Revoltella” e dell’Amministrazione cittadina nei loro confronti – un ringraziamento per quanto ancora oggi questi nostri artisti sono capaci di proporre sulla scena culturale della città.

In tal senso, l’esposizione “Trieste Settanta – arte e sperimentazione” raccoglie un significativo nucleo di opere del periodo situate nelle collezioni museali al quale si sommano quelle di collezioni private e degli artisti protagonisti del periodo e tuttora operanti.

 

Le visite guidate

Al Museo Revoltella prende il via – a partire da venerdì 14 febbraio, ore18-un ciclo di visite guidate alla mostra “Trieste Settanta. Arte sperimentazione”. L’esposizione, inaugurata il 30 gennaio e aperta fino al 2 giugno, ha già riscosso ampio interesse da parte del pubblico e rappresenta un’occasione per riscoprire un periodo della storia artistica della città particolarmente fecondo e per molti aspetti sorprendente.
Le visite si terranno ogni secondo e quarto venerdì del mese e saranno condotte da Lorenzo Michelli che ha curato la mostra assieme a Laura Carlini Fanfogna, Direttore del Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste.
La visita introdurrà alle opere esposte, agli artisti protagonisti del periodo e a quelle realtà e gruppi di lavoro che si impegnarono in una ricerca di alto profilo in linea con le esperienze più avanzate della scena artistica nazionale e internazionale. Pitture ma soprattutto plastiche, metalli e legno, installazioni e tecniche miste verranno riportate alla poetica degli artisti per far comprendere quando si andava producendo all’epoca.
Oltre ai triestini vi è la presenza di opere di autori come Hermann Nitsch, Otto Muhl, Rudolf Schwarzkogler dell’azionismo viennese piuttosto che Paolo Patelli, Getulio Alviani, Archizoom, Gianni Emilio Simonetti gravitanti attorno alle associazioni che volevano aprire la città all’arte contemporanea più innovativa.
Si tratta di una ricerca che possiede legami interessanti con l’attualità per molteplici aspetti: da questioni puramente metodologiche all’aggancio con le problematiche ambientali, dagli aspetti formali alle indagini sociali, dalla pittura alla performance e alla body art.
La partecipazione è gratuita ed è compresa nel biglietto di entrata.
Numero massimo di partecipanti: 30.
Si può prenotare la visita contattando il numero 0406754350 dal mercoledì al lunedì dalle 9 alle 19.

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Calendario visite guidate del venerdì
14 e 28 febbraio
13 e 27 marzo
10 e 24 aprile
15 e 29 maggio

Info: Museo Revoltella  – FB