Fiere e mostre

353ª Antica Fiera dei Thést a Polcenigo: il 5 e 6 settembre 2026 tornano i cesti e l’arte dell’intreccio

Thést, la storica fiera di Polcenigo: mani intrecciano storie e tradizioni nella magia senza tempo dell’antica arte dei cestai

A Polcenigo torna la 353ª Thést, la storica fiera dei cesti in vimini. Consulta date 2026, programma nel borgo e la tradizione secolare dei maestri artigiani.

A Polcenigo uno degli appuntamenti più antichi del Friuli Venezia Giulia celebra cestai, artigianato e una tradizione nata oltre tre secoli fa.

Un viaggio tra giunchi e radici culturali

C’è un momento dell’anno in cui a Polcenigo tutto torna a intrecciarsi. Salice, vimini, giunco e corteccia passano di mano in mano. I cestai lavorano davanti al pubblico e il centro storico diventa una grande bottega all’aperto.

Sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 torna la Thést – Antica Fiera dei Cesti, arrivata alla 353ª edizione. Una manifestazione che attraversa più di tre secoli di storia e conserva ancora uno stretto legame con il mondo rurale dal quale è nata.

Quest’anno il programma mette al centro proprio l’arte dell’intreccio. Ci saranno cestai provenienti da diverse zone d’Italia, dimostrazioni, laboratori per adulti e bambini, visite al Vecchio Mulino e la tradizionale sfilata per le vie del borgo.

E forse il modo migliore per capire questa festa è partire proprio dal suo nome.

Thést: che cosa significa?

I thést sono i cesti. E non si tratta di un nome scelto in tempi recenti per caratterizzare la manifestazione.

La fiera nacque quando un cesto era soprattutto uno strumento di lavoro.

Per secoli, infatti, nella società contadina questi contenitori accompagnavano quasi ogni attività quotidiana. Servivano per trasportare uva, pannocchie, patate, fagioli e mele. Altri venivano utilizzati per il bucato o per portare viveri.

La collocazione della fiera all'inizio di settembre aveva quindi una ragione molto concreta: la vendemmia era vicina.

I contadini arrivavano a Polcenigo per acquistare dai cestai i grandi recipienti necessari alla raccolta dell'uva, i cosiddetti thestón.

Era, insomma, una fiera legata al calendario agricolo molto prima di diventare una festa.

Prima di Piazza Plebiscito c'era la Santissima

Anche il luogo della manifestazione è cambiato nel corso dei secoli.

In origine il mercato si teneva nei pressi del Santuario della Santissima, nell'area delle sorgenti del Livenza. Solo nel Novecento la fiera si trasferì nel centro storico di Polcenigo.

Le cronache conservano dettagli che raccontano molto bene quel mondo.

I cestai raggiungevano Polcenigo con i loro carri e alcuni percorrevano distanze considerevoli. Particolarmente assidui erano quelli di Rua e San Pietro di Feletto, nel Trevigiano. Qualcuno trascorreva perfino la notte sotto il porticato della chiesa della Santissima prima del mercato.

Il piccolo mercato veniva chiamato “marcà dei zhestón”.

C'erano cestai, bottai e agricoltori. Pochi espositori rispetto alla fiera attuale, ma merci indispensabili per la vita quotidiana.

La Regione Friuli Venezia Giulia indica la Fiera dei Thést come seconda per antichità dopo la Sagra dei Osei di Sacile.

Un cesto non valeva l'altro

E qui la storia diventa ancora più curiosa.

I cesti non cambiavano soltanto per dimensione. Colore, materiale e forma potevano indicarne l'utilizzo.

I zhestón realizzati con vimini privati della corteccia risultavano chiari e venivano impiegati anche per usi domestici, come il trasporto del bucato. Quelli più scuri erano destinati soprattutto al lavoro.

Esistevano inoltre cesti a strisce chiare e scure per trasportare prodotti agricoli.

Accanto allo zhestón comparivano altri oggetti intrecciati. La zhesta, con o senza coperchio, serviva per i viveri. Il van veniva utilizzato per separare la pula da grano e legumi.

C'era perfino la crìola, una struttura intrecciata a forma di calotta utilizzata per i pulcini.

Dettagli che aiutano a capire perché l'intreccio fosse un sapere tanto diffuso nelle campagne.

Cesti tradizionali friulani in vimini e giunco esposti alla fiera di Polcenigo

La 353ª Fiera dei Thést: il programma del 2026

Nel 2026 la manifestazione si svolge principalmente sabato 5 e domenica 6 settembre, mentre venerdì 4 settembre è prevista un'anteprima dedicata alla cultura dell'intreccio.

Venerdì 4 settembre: l'anteprima

Alle 18.30, al Vecchio Mulino di via Sega, viene presentato il volume Ravarino. Paese dell'intreccio e delle sporte di Mirco Pederzini.

Nella stessa occasione apre “HABITAT | Intrecciare spazi”, progetto Erasmus+ realizzato con la Staatliche Berufsfachschule für Flechtwerkgestaltung di Lichtenfels, scuola professionale tedesca specializzata nella progettazione in vimini.

Un collegamento interessante: la tecnica antica del cesto incontra così la formazione contemporanea e il design.

Sabato 5 settembre: incontrare i cestai

Sabato il programma entra nel vivo.

Alle 14.00, dalla chiesa di San Rocco, parte la passeggiata “Alla scoperta delle cestaie e dei cestai italiani”.

Il percorso è lungo circa un chilometro e dura due ore. Durante la camminata si incontrano gli artigiani e si osservano materiali e tecniche che cambiano secondo le diverse regioni di provenienza. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l'iscrizione.

Al Vecchio Mulino di via Sega sono inoltre previste:

Tra i piccoli oggetti da realizzare compaiono rondini in salice, braccialetti in Typha, stelle di carta e corteccia e cuori intrecciati.

Alle 18.15 parte infine dal Vecchio Mulino la sfilata dei cestai, che raggiunge Piazza Plebiscito alle 18.30 e prosegue per le vie del borgo.

Domenica 6 settembre: Polcenigo diventa la capitale dei cesti

Domenica è la giornata centrale della 353ª Antica Fiera dei Thést.

Alle 9.40 i cestai partono nuovamente dal Vecchio Mulino. Alle 9.55 raggiungono Piazza Plebiscito per la sfilata attraverso il borgo.

Durante la giornata tornano anche le visite gratuite al Vecchio Mulino:

L'angolo creativo “Intrecciamo insieme al Mulino” sarà invece attivo dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

Tra i laboratori pomeridiani sono previste la realizzazione di lanterne, stelle in salice, pesciolini, cuori di corteccia e fiori in midollino.

I laboratori sono gratuiti fino all'esaurimento dei posti disponibili.

Dai cesti agricoli al design: una tradizione che continua a cambiare

C'è un aspetto della Thést che merita attenzione.

L'intreccio non viene presentato soltanto come testimonianza del passato. A Polcenigo continua a essere insegnato, reinterpretato e trasmesso.

Borgo Creativo porta avanti una Scuola di Intreccio e durante la fiera presenta anche i corsi 2026-2027.

Inoltre, i cestai che partecipano alla manifestazione utilizzano materiali e tecniche differenti, legati alle rispettive aree di provenienza.

Il gesto resta elementare: un materiale flessibile passa sopra e sotto un altro. Tuttavia, da quella ripetizione possono nascere recipienti, piccoli oggetti, decorazioni e forme contemporanee.

Ed è probabilmente qui che una fiera nata per prepararsi alla vendemmia trova il modo di attraversare 353 edizioni.

Polcenigo, il borgo cresciuto sotto il castello

La Fiera dei Thést offre anche un buon pretesto per guardare con maggiore attenzione Polcenigo.

Il borgo cominciò a svilupparsi ai piedi del castello soprattutto dal XIII secolo. Un decreto dei Signori di Polcenigo del 1200 favorì la costruzione di nuove abitazioni e l'insediamento di artigiani e commercianti.

Sulla collina domina ancora la grande Villa Castello.

Un castello in questo luogo compare già in un documento del 963. Nel Settecento il vecchio complesso fortificato venne trasformato in una villa ispirata ai palazzi veneziani, su progetto dell'architetto Matteo Lucchesi.

Sotto, invece, il borgo segue l'acqua.

Ed è un elemento che ritorna continuamente nella storia di Polcenigo: mulini, sorgenti, attività agricole e insediamenti umani sono strettamente legati alla presenza del Livenza e dei corsi d'acqua.

Se vai alla Thést, c'è anche un luogo vecchio di 6.000 anni

Poco lontano dal centro si trova il Palù di Livenza, sito naturalistico e palafitticolo preistorico inserito nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2011.

Gli scavi hanno individuato un insediamento neolitico datato tra il 4500 e il 3600 a.C.. Tra i reperti figurano pesi da telaio, oggetti in terracotta e perfino una pagaia in legno di frassino conservata per millenni nel terreno umido.

La coincidenza è suggestiva.

Durante la Thést osserviamo persone che trasformano fibre vegetali attraverso tecniche manuali. A pochi chilometri, il terreno conserva le tracce di comunità che già migliaia di anni fa costruivano, lavoravano il legno e utilizzavano le risorse dell'ambiente umido.

Non significa che esista una continuità diretta tra quelle comunità neolitiche e i cestai della fiera. Sarebbe storicamente scorretto sostenerlo.

Racconta però qualcosa di Polcenigo: qui acqua, vegetazione e lavoro delle mani accompagnano la presenza umana da millenni.

353ª Antica Fiera dei Thést 2026: informazioni utili

Il programma 2026 delle attività di Borgo Creativo è disponibile nella pagina dedicata alla manifestazione.

Programma della 353ª Fiera dei Thést 2026

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