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Studio della laguna di Grado e Marano: conferma dagli Atenei di Udine e Trieste

La
Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Pianificazione Territoriale Mariagrazia Santoro, ha
approvato gli
accordi operativi che verranno
sottoscritti con le
Università di Udine e di Trieste per
realizzare lo
studio di assetto morfologico della
laguna di Grado e Marano, lo strumento che diventerà il riferimento per dare certezza e chiarezza in tutte le procedure, dalla navigazione ai dragaggi, passando per la pesca, nell'ambito lagunare.
"La cooperazione tra pubbliche amministrazioni, in questo caso tra la Regione e i due Atenei di Trieste e Udine - commenta Santoro - consente di capitalizzare le rispettive risorse umane e finanziarie e di gestire in modo ottimale la predisposizione dei contenuti dello studio, nonché di pianificare gli interventi e fissare le linee guida utili alla salvaguardia dell'ambiente lagunare.
Con questo studio, che diventerà la cornice giuridica effettiva su cui operare, supereremo la logica dei singoli interventi volta per volta disegnando una cornice d'insieme e programmatoria per la nostra Laguna. Sarà così possibile evitare inutili sovrapposizioni o ripetizioni, consentendo ai soggetti coinvolti di efficientare tempi e risorse".
Santoro sottolinea anche che "in questo modo la
Regione potrà
riavviare il
Piano di gestione del sito Natura 2000 per la
Laguna di Grado e Marano, che aveva subito ritardi e interruzioni a seguito del perdurare dello stato di emergenza. Proprio per riprendere i percorsi pianificatori interrotti, lo studio realizzato di concerto con le Università, ci consegnerà uno strumento fondamentale per proteggere uno degli ambienti più preziosi della regione, che necessita di regole di gestione e conservazione condivise".
Per la realizzazione del
piano è previsto un
impegno finanziario regionale di
154 mila euro, cui si
aggiungeranno i
contributi in compartecipazione dei
due atenei per
42 mila euro ciascuno.
Stante la rilevanza del tema, Santoro organizzerà una presentazione sul territorio al fine di condividere ed acquisire il maggior numero di elementi dalle realtà locali, istituzionali, associative e produttive.
Fonte: Regione FVG