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Sissi, la voce del destino

Sissi, la voce del destino.
La grande mostra a Malborghetto curata da Marina Bressan

Quest’anno il Festival Risonanze celebra non solo il legno che suona e la meravigliosa natura che circonda Malborghetto Valbruna, ma anche Vienna e la sua musica.

Per l’occasione sarà allestita anche una grande mostra dedicata a Sissi.

 

La mostra “Sissi, la voce del destino” aprirà i battenti al Palazzo Veneziano di Malborghetto il 1 giugno e sarà visitabile fino al 30 settembre 2021. 

All’interno dell’esposizione si potranno ammirare ritratti dell’Imperatrice, litografie e fotografie di Elisabetta e Francesco Giuseppe e della famiglia imperiale, libri rari che documentano i viaggi e la ricostruzione filologica dell’abito di gala con cui la ritrasse il pittore Winterhalter.

La mostra

Protagonista della mostra “Sissi la voce del destino” è Elisabetta d’Austria che, attraverso la sua voce, ossia i suoi pensieri e le sue poesie, apre il suo animo a chi l’ha sempre amata.

Nell’esposizione, curata da Marina Bressan – germanista, docente, traduttrice, autrice di diverse pubblicazioni e curatrice di molte rassegne espositive, si potranno ammirare ritratti dell’Imperatrice, litografie e fotografie di Elisabetta e Francesco Giuseppe e della famiglia imperiale, libri rari che documentano i viaggi, oggettistica legata a Sissi e la ricostruzione filologica dell’abito di gala con cui la ritrasse il pittore Winterhalter.

La rassegna offre nuove prospettive su un personaggio che seppe rendere la propria immagine un mito, riscopre e valorizza la figura di una donna la cui morte inaspettata, oltrepassando la linea d’ombra fra storia e mito, ha tracciato infiniti percorsi mediatici e letterariche non sempre hanno rispettato la sua reale figura.

Attraverso le sue testimonianze e quelle di coloro che appartenevano alla sua cerchia e che ne condivisero parte della vita si è tentato di sciogliere con cautela una trama in cui si intrecciano realtà e leggenda, nel rispetto di ciò che la stessa Elisabeth scrisse:

“Un lago senza fine è la mia anima di cui non vedo fine”.

La “vera” Sissi

Alla scoperta di Elisabetta d’Austria: la rassegna offre nuove prospettive su un personaggio che seppe rendere la propria immagine un mito, riscopre e valorizza la figura di una donna la cui morte inaspettata, oltrepassando la linea d’ombra tra storia e mito, ha tracciato infiniti percorsi mediatici e letterari che non sempre hanno rispettato la sua reale figura.

“Quanto più diventiamo noi stessi, tanto più profondamente guardiamo dentro di noi. Come in uno specchio scorgiamo il nostro destino”

Elisabetta d’Austria

La mostra ci presenta la “vera” Elisabetta, una donna in fuga dalle costrizioni imposte dal suo compito imperiale che aveva inscenato in un gioco continuo di posa e gestualità il suo ruolo di protagonista dei propri sogni.

Ai doveri di rappresentanza si era sottratta raggiungendo per terra e per mare posti appartati, alle cerimonie di corte aveva sostituito con marce, digiuni, pettinature ed esercizi ginnici un suo cerimoniale; si era preoccupata di stilizzare la sua anonimità dietro ventagli e ombrellini fino a scomparire.

Info sulla mostra

Visitabile da martedì 1. giugno fino a giovedì 30 settembre 2021
presso il Palazzo Veneziano a Malborghetto

Orario apertura:
10.00-12.30 / 15.00-18.00 (lunedì chiuso)
La programmazione e gli orari potrebbero subire modifiche sulla base dei decreti ministeriali in vigore a giugno e nei mesi successivi.

Ingresso gratuito

Curatrice della mostra: Marina Bressan
Catalogo “Edizioni della Laguna”: costo 15 euro

L’immagine di Sissi dopo la tragica scomparsa

Aveva lasciato in eredità a poeti, letterati, scrittori, giornalisti e artisti abbondante “materiale” per inscenare un gioco d’ombre sulla sua femminilità, permeato da un fascino suggestivo.

All’indomani della sua tragica morte uscì un quadro trasfigurato dell’imperatrice: una vita senza macchia, secondo la prassi che ogni persona, morta tragicamente, acquisisce un’aurea sacrale e la sua vita, seppur dilaniata, diventa un prodotto della nostra fantasia.
Etichette stereotipate incapsularono l’immagine della sovrana, che diventò così una figura irreale, letteraria per quanto si voglia, aderente al Culte de moi.

Ancora oggi parliamo di lei, l’analizziamo, cerchiamo di scoprire la sua vera essenza.
Ma il vero io è quello che si è, non quello che hanno fatto di te.
Nessuno può giudicare.
Ciascuno conosce la grandezza della propria sofferenza o la dimensione della totale mancanza di significato della propria vita.

Scriveva Felix Salten nel suo Ricordo all’indomani della morte:

“Ora la sua esistenza è per noi qualcosa di irreale, la sua figura come quelle di un sogno, e al suo destino non guardiamo come a un essere amato, ma come a una poesia”.

Lei – la sua figura – appartiene alla vita reale: Elisabetta Amalia Eugenia nata nel 1837, duchessa in Baviera, dal 1854 sposa dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria, incoronata nel 1867 regina di Ungheria, assassinata a Ginevra nel 1898.
Lei – la sua figura si è trasfigurata, diventando una figura artistica: sia che poeti di fine secolo, come Salten, l’abbiano estetizzata, sia che il suo compagno di viaggio Christomanos abbia interpretato i dialoghi di Elisabetta in una schopenhaueriana negazione della realtà, sia che l’industria cinematografica degli Anni 50 abbia trasmesso il mito triviale della bavarese “Sissi”, ancora oggi l’imperatrice d’Austria stimola l’immaginazione delle generazioni, prescindendo il più delle volte da ogni storica connessione.

 

Info: www.visitvalcanale.it – www.risonanzefestival.com