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Si lavora alla candidatura Unesco per il Carso

Due importanti tappe verso la candidatura Unesco del Carso il 7 e 8 ottobre 2014 La candidatura del Carso italiano e sloveno a patrimonio Unesco ha visto in questi giorni due importanti passaggi; predisposta da un gruppo di sindaci, l’iniziativa sta prendendo corpo. Il 7 ottobre a Monfalcone i rappresentanti delle maggiori organizzazioni ambientaliste, il Club Alpino italiano Cai assieme a una rete di associazioni slovene, hanno sottoscritto il documento di sostegno al Comitato promotore, con l'impegno di contribuire  all'individuazione dei componenti il gruppo di esperti richiesto dalla delegazione italiana dell’Unesco di Roma, con la quale sono stati avviati nei giorni scorsi i contatti. L'8 ottobre il sindaco di Monfalcone Silvia Altran, in occasione della manifestazione degli Open Days, ha presentato ufficialmente la proposta di candidatura, accompagnata dalla presidente della Regione Debora Serracchiani, oltre a Oriano Otocan, referente della Regione Istria e l’europarlamentare sloveno Lojze Peterle. "Un esempio importante di collaborazione transfrontaliera, che ha già prodotto risultati interessanti ma che ancora maggiori soddisfazioni potrebbe darci in un futuro ormai prossimo, con l'auspicato prestigioso riconoscimento dell'UNESCO al Carso quale patrimonio dell'umanità". Lo ha detto la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che, l'8 ottobre 2014 a Bruxelles in occasione degli OPEN DAYS della XII "Settimana Europea di Regioni e Città" ha partecipato alla presentazione dei risultati del Progetto JULIUS, iniziativa europea finanziata dal Programma transfrontaliero Italia-Slovenia, finalizzata al miglioramento della qualità della vita attraverso una fruizione congiunta di infrastrutture sportive e sociali, dalle Alpi Giulie all'Adriatico. Per la presidente del Friuli Venezia Giulia elemento trainante del Progetto JULIUS è in particolare la piattaforma di cooperazione da cui è maturata la candidatura dell'area transfrontaliera carsica a patrimonio dell'Unesco. Tema questo sviluppato dal sindaco di Monfalcone Altran, che ne ha illustrato i contenuti. "Si tratta di un'iniziativa molto importante ed unica nel suo genere, perché rappresenta il primo caso di candidatura congiunta a livello transnazionale tra comuni appartenenti a diversi Stati, elemento molto apprezzato anche in sede di Comitato di valutazione ministeriale", ha evidenziato Serracchiani. "La candidatura UNESCO può rappresentare un importante fattore di traino, non solo per il Carso ma anche per altre aree del territorio regionale, che possono essere ulteriormente valorizzate", ha aggiunto la presidente, sottolineando anche la valenza dell'opportunità di parlare del Progetto JULIUS, e della candidatura, in un contesto come quello degli OPEN DAYS "che sono la vetrina delle Regioni e Città europee, mettendo il nostro territorio al centro dell'attenzione con potenziali ricadute positive in termini di visibilità". Il Comitato promotore punta al riconoscimento del prestigioso riconoscimento per diventare un’area di particolare attrazione e tutela, da Monfalcone a Duino fino a Postumia. Le Grotte di San Canziano, poco oltre il nostro confine, dal 1986 sono patrimonio dell’umanità, riconosciute come parco mondiale dall’Unesco. Ora si lavora affinché l’intero Carso classico da Monfalcone a Duino fino a Postumia possa avere questo prestigioso riconoscimento e diventare un’area di particolare attrazione e tutela. I requisiti ci sono tutti: lo dimostra uno studio preliminare condotto nell’ambito del progetto europeo Julius che ha individuato in una serie di unicità del territorio, veri e propri fenomeni naturali e culturali di straordinaria importanza. Il Carso ha almeno cinque dei requisiti richiesti per il riconoscimento obiettivo della Piattaforma di cooperazione prevista dal progetto europeo Julius per mettere a frutto le esperienze derivanti dalla valorizzazione transfrontaliera dell’ambiente carsico: sal sito paleontologico di Duino, il più importante d’Europa, alla imponente rete dei Castellieri (5 grandi strutture solo nella zona del monfalconese con materiali e manufatti di enorme rilievo archeologico) sino all’area di Postumia con la più famosa e grande grotta del mondo. Moltissimi sono, inoltre, gli studi qualificati di carattere archeologico e geologico che possono supportare la proposta di un inserimento nella lista nei beni meritevoli di protezione universale. Anche la ricorrenza del centenario della Grande guerra sarà occasione per promuovere questo significativo riconoscimento di una delle aree più cruciali dell'intero contesto europeo. Fonte: Regione FVG

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