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Serracchiani a Bray: non proibire dehors a Grado

Serracchiani a Bray: non proibire dehors a Grado

“Per la maggior parte dei ristoratori e dei pubblici esercizi di Grado, il rilascio del nulla osta monumentale che consenta l’occupazione del suolo pubblico con ‘dehors’ è un elemento vitale, senza il quale la capacità di accogliere i turisti sarebbe drasticamente ridotta, con gravissime ripercussioni sull’economia locale, sull’occupazione e sull’immagine stessa della cittadina balneare”.

Lo afferma la presidente della Regione, Debora Serracchiani, annunciando che su questo tema già la prossima settimana scriverà al Ministro ai Beni culturali, Massimo Bray, sollecitandolo ad intervenire presso la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, che finora ha manifestato la volontà di non concedere proroghe o esenzioni, e anzi di applicare alla lettera, senza alcuna eccezione o interpretazione estensiva, i divieti imposti dal codice per tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale (decreto legislativo 42/2004).

Secondo la presidente Serracchiani “non è opportuno vietare strutture fisse esterne in una località turistica come Grado, la cui attrattività è legata al prezioso centro storico, dove i locali pubblici sono dotati di piccoli spazi interni, mentre all’esterno possono offrire aree più accoglienti e confortevoli. Peraltro come avviene nel resto d’Italia e in tutto il mondo”.

“Impedire i dehors avrebbe il significato di togliere i ripari dalla pioggia, dal vento o dal caldo eccessivo e precluderebbe la possibilità di prolungare la stagione turistica anche ai mesi più freddi. Un aspetto sul quale giustamente tutti gli operatori – e la Regione con essi – hanno molto investito e molto puntano”.

“Sarebbe un autentico colpo al movimento turistico con un pesante danno di immagine, perché sono convinta che una notizia del genere si diffonderebbe in maniera ‘virale’, facendo di Grado un esempio negativo che rischia inoltre di riflettersi su tutta la Regione”.

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“Auspico che il ministro Bray, di cui ho sempre apprezzato sensibilità e buon senso, intervenga rapidamente presso la Soprintendenza, affinché si eviti una rigidità interpretativa dagli effetti dirompenti. Concordiamo tutti con l’obiettivo della legge, che è la giusta tutela dei beni storici e architettonici, ma ritengo che la norma debba anche poter essere applicata senza estremismi e – conclude Serracchiani – tenendo conto di peculiarità ed esigenze”.

Fonte: Regione FVG