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Ricerca Ispo – I parchi a tema: rilancio del settore turistico e nuova fruizione della vacanza tradizionale

 

La vacanza tradizionale è spesso sotituita da periodi limitati di 3-4 giorni in uno dei parchi tematici, dove gli alberghi costano di meno (o dovrebbero costare di meno…) e dove si può andare nelle città d’arte per una gita in giornata, ma soprattutto perché tali strutture possono “diventare il nucleo forte da cui, a raggiera, parte tutta una costellazione di esperienze parziali, ma di alta qualità, che inglobano il turismo locale tramite elementi forti di localizzazione”.
A sostenerlo sono gli esperti del mondo accademico, dell’informazione e del settore turistico imprenditoriale intervistati dalla società di ricerche Ispo di Renato Mannheimer per comprendere l’impatto economico e turistico dei parchi a tema, nell’ambito della ricerca esposta 27 ottobre 2009 a Roma nel corso della tavola rotonda “L’industria dei parchi a tema in Italia tra prospettive reali e opportunità, l’iniziativa Rainbow MagicLand a Roma”, moderata da Bruno Vespa, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Michela Vittoria Brambilla, il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo e il presidente dell’Unione industriali di Roma Aurelio Regina.

I parchi a tema, secondo la ricerca, rappresentano una nuova fruizione della vacanza tradizionale, oltre che un importante indotto economico e occupazionale. I parchi tematici nel mondo ‘vannoforte’: nel 2007 sono stati in grado di attirare oltre 187milioni di persone, con un tasso di crescita dello 0,5% rispetto all’anno precedente.
Il mercato dei parchi a tema, rappresenta, secondo la ricerca, un enorme business, che è ben lontano dall’essere esaurito; tuttavia lo studio evidenzia anche come il volume di presenze del mercato italiano equivalga ad un ventiquattresimodi quello mondiale e solo 2 dei 158 parchi divertimento presentiin Italia (Gardaland e Mirabilandia) possono considerarsi capacidi generare un impatto economico-turistico significativo.
Non solo: lo studio fa notare come tra l’Italia e l’America, terra nativa dei parchi tematici, ci sia una differenza abissale: inItalia gli spazi sono sovraffollati e densi di localismo e ricchezze artistico paesaggistiche, mentre gli Usa dispongono di spazi enormi, vuoti di gente e cultura. Per questo, chiunque in Italia decida di costruire un nuovo parco tematico deve necessariamente fare i conti con il territorio sul quale si innesta, che mai potrà essere vuoto, affrontando dunque una sfida.

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L’iniziativa odierna ha costituito anche l’occasione per lanciare il Rainbow MagicLand, il primo parco a tema di Roma, un’iniziativa del Gruppo Alfa Park in partnership con Rainbow, che si pensa intercetterà fino a 3,7 milioni di persone nel 2020, con il pernottamento di 557 mila visitatori nel corso del primoanno, 632 milka nel quinto e 741 mila nel decimo e con un impiego di circa 2.000 addetti.
Il parco sorgerà all’interno del polo turistico integratoRoma-Valmontone che comprende, oltre al parco a tema, la cui apertura è fissata per la primavera 2011, anche il Fashiondistrict Valmontone outlet e un complesso alberghiero-ricettivo e sportivo in fase di costruzione.

“L’industria dei parchi a tema è un ottimo volano per l’industria turistica che deve riprendere la strada della competitività a grande velocità”, ha detto il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, partecipando alla tavola rotonda. “Non abbiamo ancora raggiunto- ha sottolineato – il completo sviluppo delle grandi potenzialità che l’industria del turismo può portare inItalia. Negli ultimi 5 anni nel mondo l’industria del turismo èstata quella che ha fatto registrare le migliori performance. Si prevede che nei prossimi anni i flussi turistici nel mondo arriveranno ad aumentare fino al 50%. Pertanto puntare su questa come prima industria è fondamentale anche per l’incremento dell’occupazione”.
Il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo, hadetto invece che, oltre a quello di Valmontone, Roma avrà ben 3p archi a tema: quello sull’antica Roma, “il più importante, perché penso che Roma meriti un parco degno della sua storia”, il parco di Cinecittà dedicato al cinema che sarà presentatoin novembre; infine c’é l’ipotesi di costruire un parco della Ferrari qualora vi sia il Gran Premio di Formula 1 nellacapitale. 

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Ma il quadro positivo delle statistiche ufficiali fino al 2007, potrebbe invece presentare un conto negativo per il 2008, determinato proprio dalla recessione del primo mercato, ovvero gli Stati Uniti; secondo i primi dati che emergono dagli analisti finanziari, nel 2008 si prevede un calo di entrate per l’industria dei parchi divertimento del 2,2 per cento rispetto all’anno precedente. E il trend dovrebbe proseguire anche quest’anno con una previsione negativa del 3,6 per cento circa. Meno visitatori dunque ma, soprattutto, una minore propensione alla spesa.
Come spesso avviene in queste fasi di mercato, il futuro fa prevedere una nuova fase di consolidamento, ma anche l’affermazione sulla piazza di soggetti emergenti. Inoltre, si continuerà ad andare alla ricerca dei nuovi mercati: l’attenzione degli investitori in questo settore si sta quindi rivolgendo verso le economie asiatiche in crescita come la Cina, con il ritorno in auge di un progetto Disney su Shanghai. Da non dimenticare anche gli Emirati Arabi, dove sono molti i progetti avviati, dai parchi di Formula 1 a quelli puri di divertimento, come dovrebbe essere il Dubailand, che al suo interno dovrebbe racchiude ben 18 diversi concetti di intrattenimento.

Fonte: Redazione GIRO