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Padri e figli – Illegio (Tolmezzo)

13 Maggio 2018a7 Ottobre 2018

La Casa delle Esposizioni di Illegio (UD) ospita da domenica 13 maggio a domenica 7 ottobre 2018 una nuova mostra d’arte internazionale dal titolo Padri e figli.

La mostra vedrà esposte circa 60 opere dal IV secolo a.C. fino al XX, provenienti da 46 sedi di otto paesi d’Europa.
Sarà una mostra di capolavori, intuizioni, emozioni, simboli, di quelle che si percorrono per ritrovarsi, non per distrarsi. 60 capolavori che ci lasceranno senza fiato!

Tra le opere esposte, cinque saranno dei veri e propri capolavori imperdibili:
– una replica del Laocoonte, dal Museo de Reproducciones Artìsticas de Bilbao,
– e poi ”Il dolce tocco di Tobiolo che guarisce gli occhi ciechi del suo vecchio padre” nel dipinto del 1640 dalla Fondazione Longhi di Firenze, a firma dell’olandese Matthias Stomer, interprete di Caravaggio,
– ”Il padre misericordioso e il figliol prodigo finalmente ricongiunti” dalla Galleria Sabauda di Torino, dipinta nel 1765 circa da Pompeo Girolamo Batoni,
– ”Adieu” di Alfred Guillou, tela del 1892 dal Musée des Beaux Arts di Quimper
– e infine il ”Figlioletto di un anonimo carcerato, che va a trovare suo papà e gioca con lui” del russo Vassily Vereschagin, datato 1868, in arrivo dalla Galleria Tretyakov di Mosca.

Oltre 60 opere da tutta Europa, dal IV secolo avanti Cristo fino al XX secolo ci faranno scoprire e meditare il legame forse più decisivo della nostra vita.
Non tutti diventeremo padri, tutti però siamo figli e in qualche modo portiamo un padre dentro di noi.
Ci potremmo accorgere che diventare padre non significa semplicemente generare qualcuno, ma assumersi la cura del suo destino con un atto di dedizione straordinario.
La storia di padri che vogliono che i figli diventino più grandi di loro, e quella di padri che invece temono la grandezza dei loro figli.
La storia di padri che hanno sorriso per i loro figli e di quelli che li hanno pianti, e la storia di figli che hanno gioito per i loro padri o che hanno pianto i loro padri, ci prenderà al cuore e agli occhi grazie allo splendore di opere intense e spirituali, che ci aiuteranno a meditare molto.
Come sempre le mostre di Illegio non faranno solo un ottimo effetto alla nostra sensibilità ma ci aiuteranno a pensare e vivere”.

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Tra le sessanta opere, che provengono da Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Russia, Spagna, Gran Bretagna, in mostra vi sono ventuno capolavori mai esposti in Italia e quattro inediti al panorama degli studiosi d’arte provenienti da collezioni private di Londra, Bruxelles e Milano.

Le opere più antiche, il Cratere apulo a colonnette raffigurante il distacco di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte, da Ruvo di Puglia, come pure il gruppo scolpito con Enea, Anchise ed Ascanio, dal Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma, risalgono al 400 a.C. circa; le più recenti, “Il ritorno del figliol prodigo” di André-Jean-Bernard Monchablon e “Edipo piange sui corpi dei suoi figli” di Gabriel-Jules-Charles Girodon, sono datate rispettivamente 1903 e 1912.

Simbolo della mostra è un capolavoro noto al mondo intero, il “Laocoonte“, opera di tre maestri provenienti da Rodi, che sarà presente a Illegio attraverso una sua magistrale replica voluta dai Musei Vaticani e oggi conservata Bilbao in Spagna.

 

La rassegna è organizzata dal Comitato di San Floriano.
Si tratta di uno straordinario evento, con un coraggioso titolo che omaggia il sentimento che muove questo progetto, cui sottintende un’indagine scientifica molto rigorosa.

 

Info: Illegio.it