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'Nautica oltre la crisi': potenzialità di crescita nel settore in FVG e presentato lo studio 'I cluster nautici internazionali'

  Anche la nautica da diporto e la cantieristica navale in Friuli Venezia Giulia hanno risentito della crisi, come dimostra il calo delle assunzioni. Questi due settori restano tuttavia tra quelli con maggiori margini potenziali di crescita, grazie al vantaggio rappresentato da una consolidata tradizione e da un qualificato sistema di imprese. Lo ha sottolineato l'assessore regionale alla Ricerca Alessia Rosolen, intervenendo alla tavola rotonda organizzata mercoledì 25 febbraio 2010 alla Stazione marittima di Trieste da AREA Science Park sul tema "Nautica oltre la crisi". Nel corso dell'incontro è stato presentato in anteprima lo studio promosso da AREA su "I cluster nautici internazionali", realizzato dal prof. Andrea Tracogna  dell'Università di Trieste, che rappresenta il proseguimento di una prima analisi dei settori cantieristica e nautica da diporto del Friuli Venezia Giulia, realizzata nel 2007 e ben presto diventata importante punto di riferimento per quanti sono impegnati nel favorire lo sviluppo di questi cluster tecnologici e che propone un ampio confronto con altre regioni e Paesi europei ma anche con Stati Uniti e Nuova Zelanda. Tra il 2008 e il 2009 nelle imprese del settore vi è stato in regione un calo del 68,5% delle assunzioni, passate da 707 a 223, quando invece nell'anno precedente si era registrata una crescita dell'8 %. Nonostante il calo degli ordini, le imprese regionali del settore sono comunque in una posizione di attesa in vista di una prospettiva di miglioramento della domanda. L'assessore Alessia Rosolen ha ricordato la recente iniziativa di costituire Ditenave, il distretto tecnologico della Cantieristica e della Nautica, con il quale si punta a rafforzare la capacità competitiva dei due settori, in una logica di sviluppo territoriale, lungo tre linee di intervento: ricerca, innovazione e formazione. L'assessore ha rilevato in particolare che "la presenza forte dell'attore istituzionale Regione, che ha espresso il suo impegno per lo sviluppo del distretto, non solo in termini finanziari, ma anche in termini di volontà di creare una coesione tra o vari soggetti, pubblici e privati, attribuisce serietà e credibilità al progetto". L'Amministrazione regionale ha garantito a Ditenave risorse finanziarie considerevoli, pari a 13,5 milioni di euro complessivi, per promuovere attività di ricerca (5 milioni), formazione (4,9 milioni) e innovazione (3,5 milioni). Importanti anche le collaborazioni nazionali e internazionali che, tramite la Regione, Ditenave ha potuto avviare, per esempio il Protocollo d'intesa con i ministeri competenti e con diversi Enti di ricerca per progetti nel settore dell'economia del mare. La Regione ha inoltre aderito, assieme a Ditenave e ad AREA Science Park, alla Piattaforma tecnologica del Mediterraneo e del Mar Nero (PTMB), ufficialmente costituita a Roma lo scorso anno in occasione della Giornata europea del Mare. Lo studio del prof. Andrea Tracogna  mette a confronto le caratteristiche strutturali e le direzioni di evoluzione di alcuni dei principali cluster nautici a base territoriale esistenti a livello globale: Toscana, Nuova Zelanda, Florida del Sud, Solent (Regno Unito) e Bretagna (Francia). Vengono analizzate e valutate le modalità di governance attuali e in corso di realizzazione, anche al fine di comparare le politiche pubbliche e private di sostegno allo sviluppo adottate nei diversi sistemi territoriali (cd. cluster policies). Dal confronto tra i cluster emerge un quadro piuttosto omogeneo sia sul piano qualitativo sia sulla tipologia delle problematiche individuate: sono composti da piccole e medie imprese, spesso artigiane, che hanno processi di innovazione poco sviluppati. Sul versante quantitativo, la realtà del Friuli Venezia Giulia risulta invece sottodimensionata, da due a dieci volte più piccola rispetto a quella dei competitors considerati, quindi non in grado di sfruttare possibili economie di scala. Così, ad esempio, si va dal caso della Florida del Sud, con 15mila imprese attive, circa 155mila addetti e un fatturato di 2,817 miliardi di dollari, a quello - per stare in Italia - della Toscana con 2.815 imprese, 15mila addetti e 1,5 miliardi di euro di fatturato. In Friuli Venezia Giulia nel 2009 le imprese attive erano 454 gli addetti 2.720, il fatturato 286 milioni di euro. Dati in crescita rispetto alla rilevazione del 2006, quando le cifre erano rispettivamente 332 (imprese), 2.000 (addetti), 211 milioni (fatturato). “Questo studio ha consentito di identificare una serie di possibili linee di intervento a sostegno dello sviluppo delle produzioni nautiche locali – commenta l’autore Andrea Tracogna, professore dell’Università di Trieste. Mi riferisco, ad esempio, ad azioni e interventi di rappresentanza ‘politica’ delle istanze del sistema imprenditoriale, a interventi orientati al rafforzamento della dotazione di capitale sociale e relazionale all’interno del cluster, a interventi a sostegno dei processi di internazionalizzazione delle imprese e di supporto allo sviluppo tecnologico e dell’innovazione. Inoltre, sono da considerarsi indispensabili interventi volti alla promozione di nuovi modelli di business e allo sviluppo organizzativo delle piccole imprese, anche con strumenti di riorganizzazione finanziaria e di finanziamento dei piani di investimento. Infine, decisivo appare il sostegno a formazione e riqualificazione del capitale umano, come pure le azioni volte a sviluppare e qualificare le infrastrutture e le risorse produttive fondamentali per il settore della nautica, dagli accessi all’acqua, alla portualità e alla disponibilità di spazi per gli insediamenti produttivi”. “Questa analisi comparata dei sistemi di governance fornisce delle linee guida di grande utilità in questa fase di costruzione del modello operativo di intervento a favore delle imprese della nautica regionali – mette in evidenza Livio Marchesini, presidente di DITENAVE. Vanno tenute in considerazione alcune caratteristiche peculiari del distretto tecnologico della nautica e della cantieristica del Friuli Venezia Giulia, ben messe in evidenza dall’ottimo lavoro del prof. Tracogna e di AREA Science Park. La rete di relazioni nazionali e internazionali costruita per realizzare lo studio andrà inoltre ad arricchire il network delle partnership che il distretto regionale sta consolidando”. Le conclusioni dello studio evidenziano come un’efficace politica per i cluster nautici appaia sempre più il prodotto di una serie ampia e articolata di linee di azione e di interventi che possono essere agevolati dalla presenza di una governance unitaria in una delle diverse forme riscontrate nel campione (top-down, bottom-up, a iniziativa pubblica, a iniziativa mista, ecc..). Superare la naturale frammentazione delle azioni individuali, integrandole sul piano geografico e delle relazioni di filiera, consolidare a livello territoriale le tante iniziative che vengono avviate e, nel contempo, aprirsi alla competizione internazionale e ai circuiti di produzione di nuova conoscenza, sembra essere indispensabile per stimolare l’i nnovazione e mantenere elevata la competitività. Nel corso della presentazione, tenuta alla Stazione Marittima di Trieste, seguita da una tavola rotonda tra imprenditori ed esperti del settore, sono stati inoltre illustrati dal vicepresidente di AREA Science Park, Francesco Russo, i dati di un’analisi economico finanziaria realizzata sul cluster nautico del Friuli Venezia Giulia dalla società di valutazione modeFinance, che completa il quadro di riferimento delineato dallo studio di Tracogna. Risulta, in particolare, che l’andamento medio del rating economico-finanziario delle aziende del settore in regione (in una scala che va dalla tripla A - massima solidità - alla D), per quanto presenti una curva decrescente dal 2006 al 2008, si attesti su valori in linea con la media nazionale, compresi tra BB e B. “AREA Science Park sta da tempo dedicando risorse ed energie alle PMI della nautica da diporto e dell’indotto della cantieristica navale del Friuli Venezia Giulia, a supporto del neo costituito distretto navale e nautico DITENAVE – sottolinea Russo. Vogliamo contribuire a mettere a punto linee guida per l’avvio di azioni mirate, che tengano conto delle iniziative sviluppate con successo in altre parti del mondo e delle esperienze maturate dal nostro Centro di Competenza Cantieristica & Nautica”. Fonte: Area Science Park