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Messa dello Spadone e Rievocazione Storica 2020 – Cividale (UD)

6 Gennaio 2020

Il 6 gennaio per Cividale del Friuli non è solo la festa dell’Epifania, ma una giornata in cui si tiene una manifestazione che richiama folle di turisti e curiosi provenienti anche da oltre confine, la Messa dello Spadone.

In tale data infatti, un rito religioso tra i più originali che la Chiesa Romana ha conservato ed un’attenta rievocazione storica catapultano la città longobarda indietro nel tempo, al XIV secolo, ricostruendo un frammento importante della storia cividalese.

Stiamo parlando della Messa dello Spadone e della rievocazione storica che la segue.

Ritorna il Patriarca e Messa dello Spadone
Epifania – Lunedì 6 gennaio 2020, dalle 10.30
Duomo e centro cittadino- Cividale del Friuli

Torna la suggestiva cerimonia della Messa dello Spadone, rito solenne che si celebra il giorno dell’Epifania a Cividale del Friuli (Ud), nel Duomo cittadino, il 6 gennaio, dalle 10.30. A seguire, la Rievocazione storica dell’entrata del Patriarca Marquardo von Randeck avvenuta a Cividale nel 1366.

Una cerimonia avvolta dal mistero
Nel tempo, diversi storici hanno cercato di svelare il mistero che avvolge quest’antica cerimonia con diverse interpretazioni, spesso frutto di fervida fantasia. Di questa messa, infatti, non si ha ancora precisa documentazione su origine e significato. Di sicuro si tratta di uno dei riti liturgici più singolari e suggestivi che la Chiesa ha conservato.

L’appellativo “dello Spadone” deriva dal fatto che, durante la cerimonia liturgica, fa la sua comparsa una spada, appartenuta al Patriarca Marquardo di Randeck; spada che il Diacono usa, in diversi momenti, sollevandola e fendendo l’aria in segno di saluto, quando si rivolge al clero disposto nel coro, e ai fedeli.

La tesi più accreditata è quella che vuole dare alla cerimonia il doppio significato liturgico e politico, in quanto celebrata dal Patriarca all’atto del suo insediamento. Il Patriarca, infatti, era anche uomo d’arma, perché deteneva il potere temporale di un vasto territorio: il Patriarcato d’Aquileia. La tesi può essere ulteriormente avvalorata dal fatto che il Diacono, con un elmo piumato in testa, durante alcuni momenti del rito impugna con la mano destra la spada e con la sinistra l’Evangeliario.

 

La rievocazione storica dell’entrata nella cittadina ducale patriarca Marquardo von Randeck
Al termine della Messa, Cividale del Friuli sarà teatro, come accade sin dal 1984, della rievocazione storica dell’entrata nella cittadina ducale del patriarca Marquardo von Randeck, avvenuta nel 1366. Centinaia di figuranti animeranno le vie del centro al termine del rito liturgico: la Comunità di Cividale si appresterà ad accogliere il Patriarca sfilando da Borgo di Ponte, mentre accompagnato dai Ministeriali Maggiori Marquardo von Randeck entrerà da Porta San Pietro e raggiungerà in corteo piazza del Duomo. Qui, con una suggestiva cerimonia, i nobili liberi e i castellani di Cividale omaggeranno il Patriarca con preziosi doni, il popolo agricoltore consegnerà la canipa in segno di fedeltà, il Principe della Patria decreterà la reinvestitura di alcuni feudi, il maestro d’arme condurrà una tenzon cortese ed, infine, Marquardo von Randeck riceverà la spada da stocco in segno del potere temporale mentre la Comunità tutta giurerà solennemente la fedeltà al Patriarca. Oltre 150 i figuranti protagonisti di quella che si annuncia una sfilata di grande impatto e coinvolgimento, anche grazie alle musiche, rinnovate e sempre più aderenti alla tradizione originale dell’epoca.

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Programma manifestazione “Ritorna il Patriarca”

Programma:
– ore 10.00
“ASPETTANDO MARQUARDO.. PASSEGGIATA NELLA CITTA’ PATRIARCALE”
Visita guidata con partenza dall’Informacittà, Piazza Paolo Diacono 10.

– ore 10.30
SOLENNE MESSA DETTA “DELLO SPADONE”
nella Basilica di Santa Maria Assunta

– ore 11.45
RIEVOCAZIONE STORICA
Marquardo von Randeck avvenuta a Cividale del Friuli nel 1366

Il corteo storico.
La Comunità di Cividale si prepara ad accogliere il Patriarca sfilando in corteo dalla storica Porta di Ponte, proseguendo lungo il Ponte del Diavolo, corso Paolino d’Aquileia, piazza Duomo, corso Mazzini, via Ristori, piazza Diaz e piazza Dante.
Marquardo von Randeck entra a Cividale da Porta San Pietro
accompagnato dai Ministeriali Maggiori a cavallo, proseguendo lungo via Silvio Pellico, piazza Foro Giulio Cesare, Largo Boiani e piazza Duomo.
Marquardo von Randeck, Patriarca d’Aquileia, fa il suo ingresso a Cividale del Friuli nel 1366. Si tratta di un evento di grande prestigio per la città. Tutta la comunità dà lustro all’avvenimento con onori fastosi. La tradizione suggerisce che Marquardo, capo spirituale e temporale del patriarcato aquileiese, prenda possesso di Cividale e del suo territorio e introduca la Messa dello Spadone, una cerimonia mutuata dal mondo germanico che unisce forme liturgiche dell’antica Chiesa aquileiese-cividalese (sec. XII) con una ritualità politica e civile di derivazione imperiale.
Da quel lontano 1366 il rito si rinnova ogni anno, nel giorno dell’Epifania. Dal 1984, al termine della celebrazione liturgica, centinaia di figuranti rievocano l’entrata solenne del Patriarca Marquardo a Cividale.

IL CERIMONIALE
Il corteo patriarcale giunge in Piazza Duomo, ha inizio l’atteso cerimoniale:
– la waita cittadina mette in sicurezza la piazza, i portari delle quattro porte storiche sono chiamati al centro della città
– i frati del convento di San Francesco e le suore del convento di Santa Chiara intonano un canto in onore del Patriarca
– Marquardo von Randeck domina la piazza dal seggio vescovile
– i nobili liberi e i castellani di Cividale omaggiano il Patriarca con preziosi doni
– il popolo agricoltore consegna la canipa in segno di fedeltà
– il Principe della Patria decreta la reinvestitura di alcuni feudi
– il maestro d’arme conduce una tenzon cortese
– i Ministeriali Maggiori a cavallo conducono il Patriarca Marquardo von Randeck all’investitura della temporalità della sua Chiesa
– Marquardo von Randeck riceve la spada da stocco in segno del potere temporale
– la Comunità tutta giura solennemente la fedeltà al Patriarca

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– dalle ore 14.30
in Piazza Duomo

ANIMAZIONI MEDIEVALI in onore delle investiture:
-Dimostrazione di tiro con l’arco medievale e tiri di prova per i bambini
a cura del Gruppo storico ForoJuliense Arcieri e Balestrieri di Cividale
-Musica medievale con i Cencia Timp
-Le armi bianche dei secoli d’oro dimostrazione di scherma antica
a cura della Scuola d’arme “Compagnia de’ Malipiero”
-Giullarate e bizzarrie di fuoco con i Gallistriones
-Rullate dei Tamburi Medioevali di Cividale
-Corteo di chiusura con i gruppi storici di Cividale

 

Info: Informacittà – Tel. +39 0432710460 – www.paliodicividale.it
fb @PalioSanDonato.cividale; @UfficioTuristicoCividale

Approfondimenti – La storia

Una cerimonia mutuata dal mondo germanico
Marquardo von Randeck, Patriarca d’Aquileia, fece il suo ingresso a Cividale del Friuli nel 1366. Si trattava di un evento di grande prestigio per la Città. Tutta la comunità diede lustro all’avvenimento con onori fastosi. La tradizione suggerisce che Marquardo, capo spirituale e temporale del Patriarcato aquileiese, prese possesso di Cividale e del suo territorio e introdusse la Messa dello Spadone. Una cerimonia mutuata dal mondo germanico che unisce forme liturgiche dell’antica Chiesa aquileise-cividalese del XII secolo con una ritualità politica e civile di derivazione imperiale. Da quel lontano 1366 questo rito ancor oggi viene celebrato nel giorno dell’Epifania.

La solenne liturgia
La solenne liturgia segue, dal 1366, un preciso protocollo: inizia con l’ingresso del clero in corteo, aperto da un giovane chierico che porta una croce; seguono i canonici, il diacono, il celebrante con a fianco il maestro delle cerimonie; il corteo è chiuso dagli altri chierici. Durante il rito il diacono indossa un elmo piumato, con la mano sinistra regge un prezioso evangeliario e con la destra impugna una lunga spada, lo “Spadone” che dà il nome alla Messa. Nel corso della liturgia il diacono solleva più volte lo Spadone e, fendendolo avanti a sé per tre volte, rivolge un segno di saluto al Celebrante, al Capitolo e al clero disposto nel coro e ai tanti fedeli che gremiscono la chiesa. I testi della liturgia sono proclamati o cantati in latino, secondo il Rito del Concilio Vaticano II, mentre risalgono al XII secolo, e fanno parte del patrimonio del canto sacro della Chiesa Aquileiese-Cividalese il canto dell’Epistola, dell’Evangelo e l’Annuncio delle celebrazioni pasquali.

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La Messa dello Spadone trae origine dal mondo germanico tardomedievale dove questa celebrazione religiosa era nata con il nome di Schwertmesse – Messa della Spada. Fu celebrata per la prima volta a Basilea nel 1347, poi in Francia e in Germania e, da qui, venne “importata” in Friuli da Marquard von Randeck, patriarca di Aquileia. Il 6 luglio 1366, di fronte alla nobiltà e al popolo radunati nella basilica cividalese, Marquardo ricevette dal vicedecano del Capitolo una spada, simbolo della sua signoria spirituale e temporale. Con essa celebrò a Cividale la prima Messa dello Spadone, replicando il rituale della Schwertmesse. Oggi questo antico rito rivive solo nella città di Cividale, dove, forse, si è voluto conservare, anche se in copia, la spada di Marquardo, considerata l’ultimo simbolo dello Stato patriarcale nel quale Cividale ebbe un ruolo di primo piano. Ancora oggi questa straordinaria liturgia testimonia in modo vivo e vitale il grande patrimonio religioso, spirituale e storico di Cividale.

Spada, elmo ed evangeliario
La lunghezza singolare di questa spada – ben 109 centimetri – ha indotto i cividalese a chiamarla familiarmente “spadone”. Si tratta di uno stocco (lama di foggia tedesca) risalente alla metà del 1400; sulla guardia dell’elsa è incisa l’iscrizione con il nome di Marquardo e la data del 6 luglio 1366. L’elmo è di foggia cinquecentesca, in cuoio finemente decorato. Un dragone fa da cimiero e, nella parte anteriore, c’è la raffigurazione di Santa Maria Assunta, titolare del duomo cividalese. L’evangeliario, adoperato esclusivamente per la Messa dello Spadone, è un codice del XV secolo contenente il Vangelo dell’Epifania. La copertura, applicata su una tavola lignea rivestita di velluto rosso, è in lamina d’argento sbalzata e dorata con una pregevole Crocifissione del 1200. L’evangeliario fu ricopiato, da un testo più antico, dal presbìtero polacco Valeriano de Albaecclesia nel 1433. Spada, elmo ed evangeliario sono esposti al Museo Cristiano e Tesoro del Duomo, con entrata accanto al campanile.

 

Info web: Comune di Cividale