Una svolta epocale, com'è stata definita dalle autorità e dagli esperti, è stata impressa
all'attività di pesca nel Maranese, con la
cessione di un'area lagunare di circa 700 ettari a una società temporanea di imprese del luogo, perché esse vi possano svolgere
l'allevamento di vongole veraci.
E' infatti stato
firmato, mercoledì 27 gennaio 2010, nella sala del consiglio comunale di Marano Lagunare, l'atto
di concessione di aree demaniali nella Laguna di Marano, tra l'amministrazione comunale e un'associazione di imprese, di cui fanno parte la società cooperativa agricola Almar, la società consortile agricola Molluschicoltura maranese e la Cooperativa pescatori San Vito.
La concessione ha per oggetto uno specchio acqueo delle dimensioni di 700 ettari circa da destinare all'attività di allevamento di molluschi bivalvi e trae origine, nel rispetto della Legge Regionale n. 31/2005 e successive modifiche ed integrazioni, dal bando indetto dal Comune il 9 gennaio 2008.
Tale atto, com'è stato detto, rappresenta un elemento innovativo per la più antica e tradizionale attività della maggiore realtà di pesca del Friuli Venezia Giulia, in
quanto detta le regole per lo svolgimento dell'attività ittica in un'area ben determinata, individuata a ovest del bacino lagunare,
nella zona delle foci dello Stella.
Area che ora è stata affidata in concessione dal Comune, e nella quale le acque sono state ritenute adatte all'allevamento dei molluschi, una forma di allevamento che in quella zona è definito sostenibile, in quanto non altera l'attuale situazione ambientale.
Per definire questo progetto è stata presa a esempio l'esperienza maturata e consolidata dalla cooperativa Almar, che ha sede sull'isola della Marinetta.
L'atto siglato oggi, come hanno detto il sindaco e il vicesindaco di Marano, Mario Cepile e Graziano Pizzimenti, costituisce il coronamento di un
iter non facile, che si è protratto per una decina di anni, e che ha anche la Regione quale protagonista della stesura definitiva dell'accordo.
A ricordarlo è stata il direttore del servizio Pesca e Acquacoltura della direzione centrale delle Risorse Agricole, Naturali e Forestali, e alla Pesca, della Regione, Marina Bortotto, intervenuta in rappresentanza dell'assessore Violino, assente per motivi di salute.
La concessione apre nuove prospettive occupazionali ed economiche per la comunità di Marano Lagunare, perché segna
l'avvio della trasformazione della pesca in laguna da attività di raccolta incontrollata da parte dei singoli, a un'attività organizzata in modo imprenditoriale, che già
nella prima fase del progetto dovrebbe dare
lavoro a circa centocinquanta persone, anche giovani e donne.
Va precisato che nell'area rimanente della Laguna di Marano
la pesca ai molluschi e alle altre specie ittiche
sarà comunque sempre possibile secondo le normative vigenti.
L'atto odierno, come ha ricordato il sindaco, Mario Cepile, costituisce un'occasione importante per la comunità maranese. Soprattutto se si considera che la pesca tradizionale sta attraversando un periodo di declino e che i vincoli e le norme in materia sono sempre più restrittivi.
Per il sindaco, la concessione chiude un periodo di autarchia del comparto, per offrire innegabili prospettive allo sviluppo del territorio e della comunità locale.
Fonte: Redazione Giro