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Lusso e Ricchezza – Museo Archeologico Nazionale – Aquileia

LUSSO E RICCHEZZA

La nuova sezione espositiva del museo

Apre Lusso e ricchezza, la nuova sezione del Museo archeologico nazionale di Aquileia.
Una delle più importanti collezioni di oggetti in ambra, gemme intagliate, cammei, monete e raffinati gioielli, che raccontano l’opulenza di una grande città del Mediterraneo antico.

 

Il riallestimento del secondo piano della Villa Cassis Faraone completa il nuovo percorso espositivo del Museo archeologico nazionale di Aquileia – che afferisceallaDirezioneRegionaleMuseidelMinisterodellaCultura-, pensato per illustrare, secondo una più coinvolgente forma narrativa, l’antica città romana di Aquileia, oggi uno dei più importanti siti archeologici dell’Italia Settentrionale. L’allestimento è stato realizzato grazie al finanziamento del Ministero della Cultura, in prosecuzione dei precedenti lavori nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali.

“Il Museo archeologico nazionale è il sito più antico del complesso archeologico di Aquileia – afferma il direttore della Direzione Regionale Musei Andreina Contessa – ed è notevole la sua funzione di centro di raccolta, di custodia e di valorizzazione degli ingenti ritrovamenti archeologici della città e del suo territorio, che si tratti di massicci materiali lapidei, di preziosi mosaici o di piccole gemme la cui preziosità viene valorizzata da questo innovativo allestimento. Il MAN raffigura ciò che Aquileia fu nel suo glorioso passato, un luogo cosmopolita di incontro che racconta il fasto, la vita quotidiana, le vivaci attività produttive e commerciali della città, dall’universale al particolare. Il suo rinnovamento progressivo è frutto di un grande impegno da parte del Ministero della Cultura, impegno scientifico, ma anche economico, grazie a un investimento complessivo di 5 milioni e mezzo di euro negli ultimi cinque anni, a cui vanno aggiunti i fondi ordinari per le manutenzioni, per un totale di 9 milioni di euro”.

La sezione Lusso e ricchezza inaugurata oggi è dedicata all’esposizione delle eccellenze della produzione artigianale aquileiese: accessori per la cura personale (specchi, contenitori per unguenti e profumi, oggetti per cosmesi e acconciature), raffinati gioielli, monete, oggetti in ambra, gemme intagliate e cammei sono raccolti in quello che può definirsi il vero e proprio “tesoro del museo”, uno spazio suggestivo in cui si potranno ammirare i manufatti più preziosi della collezione, per gli antichi espressione di ricchezza e prestigio sociale.

“La sezione dedicata ai materiali di lusso aggiunge un ulteriore tassello al percorso di conoscenza dell’antica città di Aquileia, che il recente riallestimento del Museo archeologico nazionale ha posto al centro del nuovo racconto museale – dichiara Marta Novello, direttore del museo -. Della vivacità economica, sociale e culturale di quella che fu una delle più importanti città dell’impero romano gli aspetti del lusso e della ricchezza costituiscono una delle manifestazioni più evidenti. I reperti offrono uno sguardo privilegiato sui molteplici contatti intessuti con le più lontane terre dell’impero: dall’Egitto, dall’India, dall’Arabia e dalla Persia provenivano corniole, agate, ametiste e diaspri; dal mar Baltico e dal mare del Nord giungeva invece l’ambra, lavorata in un’infinità di preziosi oggetti di cui il Museo di Aquileia conserva una delle collezioni più importanti. Si tratta di oggetti piccoli ma ricchi di informazioni sull’alta qualità dell’artigianato aquileiese, sui proficui contatti commerciali del centro, sulla ricchezza dei suoi abitanti, sulle loro abitudini sociali. Le soluzioni innovative dell’allestimento permettono ora di apprezzare questi tesori nei minimi dettagli, rendendone accessibili la varietà di forme, colori e trasparenze”.

Spicca nel percorso espositivo la raffinatissima collezione di ambre, fra le più importanti del mondo romano. Nel corso della sua storia, infatti, Aquileia svolse un ruolo centrale nella lavorazione e nel commercio della preziosa resina fossile, che vi giungeva dall’area del mar Baltico e del mare del Nord attraverso la “via dell’ambra”, per essere trasformata da officine specializzate in una molteplicità di oggetti, che ripartivano poi alla volta dei principali mercati dell’Impero. Di particolare pregio e ricercatezza sono gli anelli, leggerissimi nonostante la forma massiccia. Presentano spesso decorazioni plastiche ad alto rilievo, quali ritratti femminili, tralci vegetali o composizioni di amorini. Le cospicue dimensioni e la loro fragilità rendevano questi manufatti poco adatti all’uso quotidiano, mentre frequente è il loro rinvenimento nelle sepolture: le proprietà magiche dell’ambra garantivano ai defunti protezione, tenendo lontano gli spiriti maligni.

Ampio spazio è riservato alle monete – anche alle più preziose monete d’oro e a quelle prodotte nella zecca istituita nel centro nel 295/296 d.C. – di cui viene esposta una selezione volta a illustrarne l’ampio raggio di provenienza, a testimonianza dell’importante ruolo commerciale, strategico e militare della città, che ha favorito nei secoli un’intensa circolazione di monete in oro, argento e bronzo, databili dal IV secolo a.C. al VI secolo d.C.

Particolare rilievo è stato riservato, infine, all’allestimento della ricchissima collezione di gemme: di più di 6000 esemplari dell’intera raccolta ne sono stati selezionati 800, esposti in modo da mettere in evidenza le particolarità dei diversi tipi di pietra e delle loro lavorazioni e la varietà dei temi raffigurati.

“La loro esposizione – sottolinea l’architetto Giovanni Tortelli, progettista dell’intervento – ha imposto un impegno particolare al progetto museografico per le caratteristiche dei reperti da esporre sia dal punto di vista dimensionale che materico. Le gemme, come anche i gioielli e le ambre, sono materiali estremamente raffinati ma di assoluta fragilità. Le loro piccolissime dimensioni e le caratteristiche di lavorazione hanno stimolato la ricerca di soluzioni espositive nuove e tecnologicamente avanzate, soprattutto dal punto di vista illuminotecnico: illuminati in controluce o, a seconda del materiale, in luce radente e incastonati in autonome cellette espositive, i preziosi reperti di Aquileia svelano ora gli intagli, le figurazioni fantastiche, i simboli, le divinità con cui erano decorati, in un caleidoscopio cromatico di grande efficacia”.

L’accessibilità alla straordinaria collezione di gemme del museo è potenziata da un’applicazione multimediale scaricabile gratuitamente sui dispositivi mobili personali e realizzata grazie al supporto della Fondazione Friuli. L’app Museo Nazionale Aquileia Gemme permette di osservare ancora più da vicino i dettagli del ricco patrimonio di storie che questi preziosissimi reperti hanno da svelare, approfondendo temi e contenuti.

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LUSSO E RICCHEZZA

L’applicazione informatica per esplorare la collezione di gemme del museo

L’applicazione Museo Nazionale Aquileia Gemme è stata ideata per offrire modalità innovative e digitali di fruizione dei preziosi reperti esposti nella nuova sezione del Museo archeologico nazionale di Aquileia.
Lo strumento, sviluppato dalla società Studio Base2 di Crema con il coordinamento scientifico del museo e grazie al cofinanziamento della Fondazione Friuli, è stato pensato come parte integrante dell’allestimento, per valorizzare le gemme della collezione, migliorandone la visione e proponendo contenuti di approfondimento sia per i visitatori che per gli specialisti.

L’app, sviluppata nativamente per garantire una migliore esperienza agli utenti e scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili Android e iOS a partire dal 28 maggio, comprende immagini ad alta risoluzione e descrizioni particolareggiate di 152 gemme e cammei, in un’interfaccia grafica semplice e immediata. L’obiettivo è duplice: agevolare i visitatori nella fruizione dell’allestimento, fornendo uno strumento per orientarsi tra le gemme della nuova sezione espositiva, e proporre un’esperienza virtuale di scoperta della collezione anche da remoto. L’applicazione, collegata al sito web del museo e ai suoi canali social, offre una visione ravvicinata e ingrandita delle gemme più interessanti della collezione. L’inserimento di funzionalità multimediali per l’osservazione dei reperti a 360 gradi consente di apprezzare nel dettaglio le loro raffigurazioni: nei particolari intagliati, spesso invisibili a occhio nudo, si nasconde, infatti, un patrimonio di storie e significati rappresentativi della cultura e del gusto della società aquileiese antica. Le dettagliate descrizioni aiutano nella lettura dei singoli esemplari e conducono il fruitore lungo percorsi di approfondimento delle tematiche più diffuse, come la propaganda, il mito e la magia. Lo strumento incentiva, inoltre, la personalizzazione della propria esperienza di visita, dando la possibilità di compiere ricerche libere e di giocare con le funzionalità della realtà aumentata, incoraggiando anche la condivisione dei contenuti sulle piattaforme social.

Oltre all’applicazione, il progetto ha previsto anche lo sviluppo di una banca dati complessiva della collezione, (raggiungibile all’indirizzo https://www.manaquileiacollezione.beniculturali.it)  pensata come un nuovo strumento di condivisione del ricchissimo patrimonio conservato nei depositi del museo, non direttamente accessibile al pubblico. La banca dati è rivolta sia agli specialisti sia a tutti coloro che siano interessati ad ampliare la loro conoscenza della collezione. L’accessibilità al patrimonio, per fini di studio, ricerca e diletto da parte del pubblico costituisce, infatti, una priorità e una delle sfide che il museo ha colto sfruttando le potenzialità degli strumenti digitali e della rete: l’intento è quello di offrire ai propri visitatori, anche virtuali, uno strumento per esplorare da remoto e in piena autonomia tutta la collezione museale, a partire dalla straordinaria raccolta delle più di 6000 gemme non esposte.

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La piattaforma verrà progressivamente aggiornata e implementata con gli altri materiali della collezione, con l’intento di costituire una vetrina virtuale per esplorare, studiare e approfondire sia i reperti esposti che l’enorme patrimonio custodito nei depositi.

LUSSO E RICCHEZZA

Numeri e dettagli

I numeri della nuova sezione

140 mq di superficie espositiva al secondo piano della Villa Cassis Faraone
130 manufatti tra accessori per la cura personale come unguentari, strigili, specchi, spilloni, strumenti per cosmesi e acconciature
6 ritratti in marmo e calcare
più di 1900 monete in oro, argento e bronzo di età antica e medievale
300 gioielli e monili in oro, argento, bronzo, ferro, vetro e legno
145 manufatti in ambra
791 gemme e cammei

Provenienza dei reperti

Tutti i manufatti esposti sono stati rinvenuti nel territorio di Aquileia. La maggior parte dei reperti proviene da contesti funerari: effetti personali e oggetti preziosi erano frequentemente deposti nelle sepolture per evidenziare lo status sociale del defunto. Numerosi oggetti, come le monete, raccontano invece lo spazio della vita pubblica e provengono dall’abitato antico e dai luoghi dei traffici e del commercio. Furono raccolti in collezioni private già a partire dal Settecento e confluirono nel 1882 nel patrimonio dell’ Imperial Regio Museo dello Stato. Nuovi reperti vennero successivamente acquisiti nel corso delle ricerche archeologiche dirette dal museo.

L’ultimo reperto scoperto

La moneta in oro dell’imperatore Leone coniata a Costantinopoli tra 462 e 466 d.C. è stata rinvenuta nel 2019 nell’area di scavo dei mercati dei Fondi ex Pasqualis, a poca distanza dal museo. Le ricerche archeologiche nell’area sono tutt’ora in corso e sono svolte da un’equipe dell’Università degli Studi di Verona su concessione del Ministero della Cultura, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e in collaborazione nonché con il sostegno economico di Fondazione Aquileia.

Veri tesori

Cinque sono i tesoretti di monete di età romana esposti nella sezione, a cui si aggiunge un ripostiglio di monete d’argento del XIII secolo.
Nel mondo antico l’accumulo di ricchezza avveniva occultando gruzzoli di monete che oggi sono molto preziosi per inquadrare le vicende storiche e le dinamiche economiche che spinsero gli antichi a cercare un nascondiglio per i propri risparmi. Il tesoro più consistente tra quelli esposti è costituito da 560 piccole monete in bronzo ed è stato rinvenute nell’atrio della domus di Tito Macro: furono nascoste dal loro proprietario attorno al 460 d.C., nei turbolenti anni che seguirono la calata di Attila.

La collezione di ambre

La raccolta del museo di Aquileia con i suoi quasi 500 reperti è una delle più ampie al mondo. Deve la sua ricchezza al ruolo centrale che la città ebbe nella lavorazione e nel commercio della preziosa resina fossile. Lo confermano l’altissima quantità e qualità dei manufatti in ambra rinvenuti, che non trovano eguali in altri siti. Nelle officine aquileiesi il materiale naturale o semilavorato era trasformato in una molteplicità di oggetti, che tra la metà del I secolo a.C. e il II secolo d.C. trovarono ampia diffusione commerciale sui mercati dell’Impero.

La preziosità dell’ambra nel mondo antico

Fin dalla preistoria all’ambra vennero attribuite virtù magiche e curative. Si credeva che questo materiale, dal colore caldo e dalle proprietà elettrostatiche, fosse in grado di guarire diverse malattie e allontanare il malocchio. Era in particolare connesso alla sfera della femminilità: vi si realizzavano soprattutto articoli legati alle donne e ai bambini come gioielli, coppette e altri contenitori per cosmesi, spatoline, specchi, giochi, amuleti, piccole sculture e oggetti con valore di portafortuna da regalare in occasioni speciali.

La collezione di gemme del museo

Il museo vanta una delle più consistenti raccolte di gemme romane, composta da oltre 6000 reperti. In età antica Aquileia fu infatti uno dei principali centri di lavorazione di questi manufatti: le pietre dure non lavorate arrivavano via mare dall’Oriente o dai giacimenti europei per essere intagliate nelle officine locali. Nella nuova sezione espositiva è visibile circa il 15% della raccolta. Il lavoro di censimento e riordino dell’intera collezione, tuttora in corso, consentirà presto di fruire della restante parte attraverso una banca dati multimediale online con descrizioni approfondite e fotografie in alta qualità.

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LUSSO E RICCHEZZA

Il Museo archeologico nazionale di Aquileia

Il Museo archeologico nazionale è una delle sedi museali assegnate alla Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia (Ministero della Cultura) e costituisce il complesso museale più antico del sito archeologico di Aquileia, una delle mete più attrattive per il turismo culturale della regione Friuli Venezia Giulia, dal 1998 dichiarato Patrimonio mondiale dall’UNESCO.

Fu istituito il 3 agosto del 1882 come “Imperial-regio Museo dello stato” del governo austro-ungarico, con il patrocinio dell’imperatore Francesco Giuseppe, nella sede della neoclassica Villa Cassis Faraone per accogliere le collezioni storiche ricevute in dono o acquistate dalle più illustri famiglie aquileiesi, progressivamente integrate dai risultati delle ricerche condotte dall‘800 fino a oggi.

La sua creazione nasce fin dalle origini dall’esigenza di creare uno strumento di tutela del sito archeologico di Aquileia, grazie alla sua funzione di centro di raccolta, di custodia e di valorizzazione degli ingenti ritrovamenti archeologici della città e del suo territorio, funzione che il museo ha continuato a svolgere nel tempo, con il passaggio di Aquileia all’Italia dopo il primo conflitto mondiale, e continua a svolgere tuttora.

Il complesso museale nella sua configurazione attuale è frutto di una serie di interventi che, a partire dalla fondazione, si sono susseguiti fino ai giorni nostri. Nel 1898 prese avvio la costruzione delle Gallerie lapidarie per l’esposizione dell’ingente materiale lapideo. Nel secondo dopoguerra il museo fu interessato da un radicale rinnovamento architettonico comprensivo del riallestimento delle collezioni, che successivamente si estese anche al secondo piano dell’edificio principale, prima occupato dagli uffici e dalla biblioteca; le Gallerie lapidarie furono riordinate e ampliate verso occidente con la realizzazione di un nuovo quadriportico: qui trovò posto la “mosaicoteca”, dove furono sistemati i mosaici più significativi; altri mosaici vennero inseriti nella pavimentazione del pianterreno del museo e dei porticati esterni, secondo un uso risalente già ai primi decenni del Novecento.

A ridosso delle Gallerie si costruirono nuovi depositi per raccogliere i numerosi reperti non esposti e i materiali che via via emergevano dall’attività di tutela e di ricerca archeologica.
L’allestimento museale in seguito venne ulteriormente aggiornato, con il rinnovamento di alcune sezioni espositive, fino al recente intervento di riallestimento, inaugurato nel 2018.

Il nuovo percorso espositivo consente ai visitatori di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell’Italia Settentrionale secondo un approccio interdisciplinare e inclusivo. Porto nel Mediterraneo e porta del Mediterraneo per circa sette secoli, Aquileia fu un luogo cosmopolita di incontro e dialogo privilegiato tra popoli, lingue e religioni diverse. Raffinati mosaici, iscrizioni, ritratti, sculture e manufatti di uso comune, raccolti in oltre due secoli di rinvenimenti e presentati tematicamente, contribuiscono a raccontare il fasto, la vita quotidiana, le vivaci attività produttive e commerciali della città.

Tra le eccellenze della produzione artistica aquileiese in età romana si contano anche raffinatissimi oggetti in ambra e gemme e cammei di grande pregio: manufatti che testimoniano la maestria delle botteghe della città nell’arte dell’intaglio, ora valorizzata da un nuovo originale allestimento.

 

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