Spettacoli, musica e rassegne

Giornate del Cinema Muto 2026 a Pordenone dal 3 al 10 ottobre: 250 film, restauri, musica dal vivo, programma, biglietti e spettacoli.

Le Giornate del Cinema Muto a Pordenone

Giornate del Cinema Muto 2026 a Pordenone dal 3 al 10 ottobre: 250 film, restauri, musica dal vivo, programma, biglietti e spettacoli.

Giornate del Cinema Muto 2026: Pordenone riaccende la magia del grande schermo

Dal 3 al 10 ottobre 2026, il Teatro Verdi ospita la 45ª edizione del festival internazionale. Tra 250 film, restauri, orchestre dal vivo e antiche tradizioni giapponesi, il cinema delle origini torna a raccontare il mondo.

C'era un tempo in cui al cinema bastavano uno sguardo, un gesto e una melodia per raccontare una storia. Le parole comparivano soltanto di tanto in tanto, scritte su una didascalia, mentre le immagini correvano sullo schermo e i musicisti accompagnavano emozioni, inseguimenti e colpi di scena. Eppure, quel cinema che chiamiamo muto aveva molto da dire. E continua a farlo.

Dal 3 al 10 ottobre 2026, Pordenone torna a essere il punto d'incontro internazionale di quest'arte con la 45ª edizione delle Giornate del Cinema Muto. Il festival, diretto da Jay Weissberg, propone 250 titoli provenienti da 19 Paesi, insieme a restauri, retrospettive e spettacoli accompagnati da musica dal vivo.

Il programma attraversa continenti e periodi storici. Si passa dalle avventure di Douglas Fairbanks ai western di John Ford, dalla Germania inquieta del primo dopoguerra ai racconti del Giappone. E poi ci sono i film ritrovati, le pellicole a colori delle origini, i divi dimenticati e le immagini che, dopo oltre un secolo, tornano finalmente a splendere.

Il cuore della manifestazione è il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, ma il viaggio comincia già venerdì 2 ottobre a Sacile e si conclude domenica 11 ottobre con la replica dell'evento finale.

Da Sacile a Pordenone: tre grandi appuntamenti con orchestra

2 OTTOBRE 2026 · SACILE

Harold Lloyd apre le danze

La pre-apertura al Teatro Zancanaro è affidata a For Heaven's Sake (1926), conosciuto in Italia come Il re degli straccioni. Harold Lloyd interpreta un milionario scapestrato alle prese con situazioni imprevedibili e una lunga serie di gag. La Zerorchestra, diretta da Oscar Marchioni, accompagna dal vivo la commedia di Sam Taylor.

3 OTTOBRE 2026 · PORDENONE

Douglas Fairbanks e il ritorno di Zorro

L'inaugurazione ufficiale porta sullo schermo Don Q, Son of Zorro (1925), di Donald Crisp. Il film arriva in una nuova versione restaurata dal Danske Filminstitut di Copenaghen. La RTV Slovenia Symphony Orchestra, diretta da Andrej Goričar, esegue in prima assoluta la partitura composta dal maestro sloveno.

10 E 11 OTTOBRE 2026 · PORDENONE

John Ford e il mito della ferrovia

La chiusura è affidata a The Iron Horse (Il cavallo d'acciaio, 1924), il grande western di John Ford dedicato alla costruzione della ferrovia transcontinentale americana. La copia in 35 mm proviene da Photoplay di Londra. L'Orchestra da Camera di Pordenone, diretta da Ben Palmer, esegue la partitura di John Lanchbery. Lo spettacolo torna in replica domenica 11 ottobre.

La musica rappresenta uno degli elementi più affascinanti delle Giornate. Ogni esecuzione nasce dall'incontro fra un film realizzato molti decenni fa e musicisti che gli restituiscono ritmo, tensione e atmosfera.

Anche quando la partitura è scritta, la presenza dell'orchestra rende ogni proiezione un appuntamento teatrale, oltre che cinematografico.

L'arte del benshi: quando il cinema muto aveva una voce

In Giappone il cinema muto seguì una strada particolare. Mentre in Europa e negli Stati Uniti le didascalie aiutavano a comprendere i dialoghi, nelle sale giapponesi sedeva spesso una figura destinata a diventare celebre: il benshi.

Era un attore-narratore che accompagnava le immagini con la propria voce. Presentava la storia, interpretava i personaggi, commentava gli avvenimenti e modulava il racconto secondo le esigenze della scena. Il suo repertorio attingeva anche alle tradizioni del teatro giapponese.

Alle Giornate del Cinema Muto 2026 quest'arte torna protagonista grazie alla collaborazione con la Yanai Initiative e il National Film Archive of Japan.

Mercoledì 7 ottobre il festival presenta Kurutta Ippēji (Una pagina di follia, 1926), di Teinosuke Kinugasa.

La storia segue un uomo che trova lavoro come custode nell'ospedale psichiatrico in cui è ricoverata sua moglie. Il regista rinuncia alle didascalie e affida tutto alle immagini, costruendo un racconto fatto di visioni, ricordi e percezioni alterate.

Esposizioni multiple, inquadrature insolite e montaggi serrati fanno vacillare continuamente il confine fra realtà e allucinazione.

Il film arriva a Pordenone in un nuovo restauro che ne recupera anche le caratteristiche cromatiche. Ad accompagnarlo saranno la pianista Makia Matsumura e il benshi Ichiro Kataoka.

La rassegna comprende inoltre:

Accanto a Ichiro Kataoka si alterneranno le voci di Kumiko Omori e Nanako Yamauchi. Gli accompagnamenti musicali comprenderanno pianoforte, percussioni e shamisen, lo strumento tradizionale giapponese a tre corde.

È un'occasione per conoscere un aspetto del cinema delle origini che spesso sfugge alla nostra immaginazione: un film muto poteva avere una voce diversa a seconda di chi lo raccontava.

Weimar senza censure: la Germania che sfidava i tabù

La retrospettiva principale del 2026 porta nella Germania del primo dopoguerra, in un momento in cui il cinema cominciava a raccontare apertamente le contraddizioni della società.

“Weimar senza censure: tabù e trasgressioni nel cinema tedesco, 1919-1920” esplora un periodo breve, ma culturalmente turbolento.

La Prima guerra mondiale aveva lasciato un Paese attraversato da difficoltà economiche, tensioni sociali e profonde trasformazioni. Sullo schermo comparivano così temi che mettevano in discussione la morale tradizionale: prostituzione, desiderio, dipendenze, sessualità e rapporti di potere.

Gli studiosi Anton Kaes e Michael Cowan hanno contribuito a riportare l'attenzione su questo patrimonio cinematografico, del quale sopravvive soltanto una parte.

Fra i sei lungometraggi della rassegna figurano:

Quest'ultimo film offre uno spunto particolarmente interessante per il pubblico italiano.

Ambientato nella Firenze rinascimentale, Pest in Florenz racconta una società in cui il desiderio e la corruzione accompagnano il progressivo crollo delle autorità morali. La città toscana, ricostruita negli studi cinematografici tedeschi, diventa lo scenario di una riflessione sulla crisi della civiltà.

La retrospettiva proseguirà nel 2027, permettendo di approfondire ulteriormente questa stagione del cinema europeo.

Il cinema ritrovato: dalla Cineteca del Friuli alle grandi cineteche internazionali

Dietro ogni film restaurato si nasconde spesso una storia altrettanto interessante di quella raccontata sullo schermo.

Le pellicole delle origini hanno attraversato guerre, incendi, trasferimenti e decenni di abbandono. Alcune sono sopravvissute in copie incomplete, altre in versioni distribuite all'estero, talvolta con montaggi e didascalie differenti.

La Cineteca del Friuli, con sede a Gemona, partecipa a questo lavoro internazionale di recupero.

Un esempio arriva dalla retrospettiva dedicata a Italia Almirante Manzini, diva del cinema italiano nata a Taranto nel 1890 e scomparsa a San Paolo del Brasile nel 1941.

Lunedì 5 ottobre 2026 viene presentato L'arzigogolo (1924), di Mario Almirante, in una nuova versione restaurata dal Museo Nazionale del Cinema insieme alla Cineteca del Friuli.

La ricostruzione è stata possibile grazie a due ritrovamenti: una copia in bianco e nero conservata alla Cinemateca Brasileira e una copia nitrato, incompleta ma di notevole qualità, proveniente da una collezione triestina acquisita dalla Cineteca del Friuli.

Il film, tratto da un'opera di Sem Benelli, è ambientato nel Rinascimento. Gli esterni furono girati al Borgo Medievale di Torino, mentre i costumi portano la firma di Caramba, celebre costumista teatrale.

Fu anche l'ultima apparizione cinematografica di Italia Almirante Manzini, prima del ritorno al teatro e delle tournée sudamericane.

La rassegna comprende inoltre La statua di carne (1921) e La maschera e il volto (1919), quest'ultimo diretto da Augusto Genina.

La curiosità: il cinema conservato su pellicola di nitrato

Il ritrovamento triestino di L'arzigogolo ricorda quanto sia delicata la conservazione dei film più antichi.

Per molti decenni le pellicole cinematografiche utilizzarono supporti in nitrato di cellulosa, capaci di restituire immagini di grande qualità, ma altamente infiammabili e soggetti a deterioramento.

Per questo gli archivi cinematografici custodiscono tali materiali in ambienti con condizioni di conservazione rigorosamente controllate.

Restaurare un film significa anche confrontare copie diverse, recuperare le colorazioni originali quando documentate e ricostruire, per quanto possibile, il montaggio voluto dagli autori.

Il lavoro svolto su L'arzigogolo mostra come una copia ritrovata in Brasile e una conservata a Trieste possano contribuire, insieme, a restituire un'opera alla storia del cinema.

Le altre retrospettive: dalle prime commedie ai film di Gloria Swanson

Il programma delle Giornate del Cinema Muto 2026 comprende numerosi percorsi dedicati ad autori, generi e cinematografie poco conosciute.

Marshall Neilan e il cinema delle grandi dive

Una retrospettiva di cinque lungometraggi rende omaggio a Marshall Neilan, regista americano apprezzato da Mary Pickford, Colleen Moore e Gloria Swanson.

Tra i titoli spicca M'liss (Giglio selvatico, 1918), con Mary Pickford, presentato nella prima mondiale del nuovo restauro. La selezione comprende anche il western The Country That God Forgot (1916) e la commedia Her Wild Oat (1927).

La Spagna prima del cinema sonoro

Oltre 50 cortometraggi spagnoli, realizzati tra il 1896 e il 1919, raccontano i primi passi della cinematografia iberica.

Il progetto coinvolge undici cineteche spagnole e istituzioni di altri Paesi, che hanno collaborato per recuperare opere documentarie e di finzione raramente proiettate.

Una parte dei film sarà accompagnata da musicisti spagnoli.

Dalla sit-com al cinema delle origini

La sezione dedicata alla commedia mette a confronto i cortometraggi americani di Mr. e Mrs. Sidney Drew con quelli della svedese Pauline Brunius.

I Drew costruivano la comicità sui piccoli equivoci della vita matrimoniale, anticipando alcuni meccanismi narrativi delle moderne commedie televisive.

La rassegna permette di osservare come queste formule circolassero già fra le due sponde dell'Atlantico.

Gloria Swanson e i grandi restauri

La sezione Riscoperte e restauri presenta due film con Gloria Swanson: The Humming Bird (1924), di Sidney Olcott, e Sadie Thompson (1928), di Raoul Walsh.

Quest'ultimo, tratto da un racconto di W. Somerset Maugham, racconta il conflitto fra una donna e un riformatore puritano su un'isola dei mari del Sud.

Fra gli altri recuperi figurano il film antimilitarista britannico Peace on the Western Front (1930) e Stellina, la pescatrice di Venezia (1913), girato tra Chioggia e Venezia e conservato con le sue colorazioni.

Dall'antica Roma ai tram elettrici: il mondo visto dal primo cinema

Un altro percorso delle Giornate esplora il rapporto fra il cinema delle origini e l'antichità classica.

Il progetto Museum of Dreamworlds, presentato da Bryony Dixon, Maria Wyke e Ivo Blom, propone due programmi dedicati all'Antica Grecia e all'Antica Roma.

Fra le opere compaiono Martire pompeiana (1909), di Giuseppe De Liguoro, e Bruto (1911), di Enrico Guazzoni, ispirato al Giulio Cesare di Shakespeare.

Particolarmente curioso è anche il viaggio cinematografico dedicato ai tram elettrici, simbolo della modernità urbana all'inizio del Novecento.

I cortometraggi conducono attraverso le strade di San Francisco, New York, Hong Kong, Sydney, Amsterdam, Vienna e Barcellona, fino alla ferrovia sospesa di Wuppertal.

Oggi queste immagini hanno anche un valore documentario: permettono di osservare edifici, mezzi di trasporto, abbigliamento e abitudini quotidiane di città profondamente cambiate.

Completano il programma una selezione di avanguardie ceche, una riflessione sulle rappresentazioni cinematografiche della cosiddetta follia femminile e Sine nomine, l'iniziativa che invita gli studiosi a identificare frammenti cinematografici ancora privi di titolo.

Pordenone, una città che ha fatto del cinema una parte della propria identità

Le Giornate del Cinema Muto nacquero nel 1982 e, nel corso dei decenni, hanno contribuito a costruire un legame profondo fra Pordenone e la cultura cinematografica internazionale.

Il festival richiama studiosi, archivisti, musicisti e appassionati che arrivano da molti Paesi. La città diventa così un luogo di confronto sulla conservazione delle immagini e sulla storia della settima arte.

Ma Pordenone merita anche una passeggiata fra una proiezione e l'altra.

Lungo corso Vittorio Emanuele II, i palazzi affrescati raccontano la storia di quella che viene spesso chiamata la città dipinta. Poco distante, il Duomo di San Marco custodisce opere di Giovanni Antonio de' Sacchis, il pittore rinascimentale conosciuto come il Pordenone.

E poi c'è il Noncello, il fiume che ricorda l'antico ruolo commerciale della città, un tempo chiamata Portus Naonis.

Questo intreccio fra patrimonio storico e creatività contemporanea acquista un significato particolare alla vigilia del 2027, quando Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Il riconoscimento, annunciato dal Ministero della Cultura nel marzo 2025, valorizza proprio la capacità del territorio di collegare arti visive, cinema, memoria e partecipazione culturale.

Le Giornate del Cinema Muto 2026 anche online

Chi non può raggiungere Pordenone ha la possibilità di seguire una parte della manifestazione grazie alla collaborazione con MYmovies.

Dal 3 al 10 ottobre 2026, il festival propone ogni giorno una selezione di film in streaming, accompagnati musicalmente e introdotti dal direttore Jay Weissberg.

Le presentazioni sono state registrate in diversi luoghi di Pordenone. In questo modo, il pubblico a distanza può conoscere anche la città che ospita la manifestazione.

Il calendario delle proiezioni online e le modalità di accesso sono disponibili sul sito ufficiale delle Giornate del Cinema Muto.

Giornate del Cinema Muto 2026: date, luoghi, biglietti e informazioni