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Il mondo di Escher

La mostra di M.C. Escher “Il mondo di Escher” allestita a Udine è stata prorogata fino al 6 gennaio 2011

La M.C. Escher Foundation ha allestito a Udine, presso la Casa Colombatti – Cavazzini in via Cavour 14, la mostra “Il Mondo di Escher”, che sarà visitabile da fino a giovedì 6 gennaio 2011.

Una mostra monografica dedicata al maestro della grafica e dell’incisione per eccellenza, noto in tutto il mondo per le sue opere in cui arte e pensiero scientifico si fondono e contaminano a vicenda con esiti spettacolari e fantastici, apre i battenti della futura sede della Galleria d’arte moderna di Udine. L’esposizione propone al pubblico una ampia selezione dei lavori più noti e suggestivi di Escher e, con essi, l’essenza del suo pensiero e del suo lavoro, quella straordinaria manipolazione di tempo e spazio che riesce a creare, con effetti fantasmagorici, un nuovo mondo con una logica tutta sua.

“L’uomo – scrisse Escher – è incapace di immaginare che in qualche punto, al di là delle stelle più lontane nel cielo lo spazio possa avere fine (…) E’ per questo che (…) ci siamo aggrappati a illusioni, a un aldilà, a un purgatorio, un cielo e un inferno, a una rinascita o a un nirvana, che esistono tutti eternamente nel tempo e interminabilmente nello spazio” (Goccia di rugiada, 1948).

Orari di apertura
2 settembre: dalle 19.30 alle 22.00
Dal 3 settembre al 19 settembre: tutti i giorni, dalle 10.00 alle 22.00
Dal 20 settembre al 6 gennaio: dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica, dalle 10.00 alle 19.00

Biglietto di ingresso: 5 euro
I biglietti sono in vendita nella sede della mostra e, in prevendita senza sovrapprezzo, nelle biglietterie del circuito Azalea Promotion.

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Maurits Cornelis Escher
Nacque nel 1898 in una piccola cittadina dei Paesi Bassi. Fu educato alla musica, alla lettura, all’arte, ma anche alla carpenteria. Studiò architettura per un breve periodo, ma poi decise di dedicarsi completamente alle arti decorative. Nel 1921 visitò l’Italia e la Spagna. Il patrimonio artistico e i paesaggi dei due paesi influenzarono in modo particolare la sua opera. A Ravello incontrò Jetta Umiker, la giovane svizzera che sarebbe diventata sua moglie. Si stabilì a Roma nel 1923 e vi rimase fino al 1935, in quelli che egli stesso definirà “gli anni migliori della mia vita”. A Roma, nel 1926, venne esposta la sua prima mostra e lì il suo nome iniziò ad acquistare fama. Sotto la dittatura fascista si trasferì con la famiglia in Svizzera e poi in Belgio. La seconda guerra mondiale lo costrinse a spostarsi con la moglie un’ultima volta, nel 1941, a Baarn, in Olanda, dove rimase fino al 1970. Morì nel 1972 a Laren, nell’Olanda settentrionale, in una casa di riposo per artisti.