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Giro d’Italia 2026 in Friuli Venezia Giulia: la tappa Gemona del Friuli–Piancavallo che può decidere la Corsa Rosa

Giro d’Italia 2026 in Friuli Venezia Giulia: la tappa Gemona del Friuli–Piancavallo che può decidere la Corsa Rosa

 Giro d’Italia 2026 in Friuli Venezia Giulia: tappa Gemona-Piancavallo, percorso, orari, salite, paesi attraversati e info utili.

Giro d’Italia 2026 in Friuli Venezia Giulia: la tappa Gemona del Friuli–Piancavallo che può decidere la Corsa Rosa

La grande sfida del Giro torna in Friuli Venezia Giulia

Sabato 30 maggio 2026 il grande ciclismo torna protagonista in Friuli Venezia Giulia con una delle tappe più attese del 109° Giro d’Italia. La ventesima e penultima frazione della Corsa Rosa partirà infatti da Gemona del Friuli e si concluderà sul Piancavallo, dopo circa 200 chilometri di salite, vallate e borghi storici.

Si tratta di una tappa che potrebbe risultare decisiva per la classifica generale. Inoltre porta con sé un forte valore simbolico. La partenza da Gemona coincide infatti con il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976, una delle pagine più dolorose della storia regionale.

Il Giro attraverserà paesi che furono profondamente colpiti dal sisma. Oggi quei luoghi raccontano invece una storia di rinascita, ricostruzione e identità.

Tra memoria collettiva, sport e paesaggi montani, il Friuli Venezia Giulia si prepara così ad accogliere una giornata destinata a entrare nel cuore degli appassionati.

Gemona del Friuli e il valore simbolico della partenza

La scelta di Gemona del Friuli non è casuale. Nel 1976 il terremoto devastò gran parte del territorio friulano. Gemona divenne uno dei simboli della tragedia, ma anche della rinascita del Friuli.

Ancora oggi il Duomo di Santa Maria Assunta conserva i segni di quella ricostruzione coraggiosa che rese il modello friulano un esempio studiato in tutta Europa.

Far partire da qui una delle tappe decisive del Giro significa quindi unire:

Non a caso il percorso attraverserà diversi centri simbolo del Friuli collinare e montano, offrendo immagini spettacolari tra montagne, torrenti e borghi medievali.

La doppia scalata del Piancavallo e il ricordo di Pantani

Il finale sul Piancavallo promette emozioni forti. La salita è considerata una delle più impegnative del Nord-Est. Inoltre è rimasta nella memoria degli appassionati grazie alle imprese di Marco Pantani.

Negli anni Novanta il “Pirata” trasformò Piancavallo in uno dei luoghi simbolo del ciclismo italiano. Ancora oggi quella montagna conserva un fascino particolare tra gli amanti delle grandi scalate.

La tappa 2026 potrebbe quindi decidere il vincitore finale del Giro. Le pendenze dell’ultima parte del percorso metteranno infatti alla prova i leader della classifica generale a poche ore dalla conclusione della corsa.

Inoltre il panorama renderà la giornata ancora più suggestiva. Piancavallo domina infatti le montagne pordenonesi e offre scorci spettacolari verso la pianura friulana e il Veneto.

Schermata_2025-12-02_alle_12.26.14.pngLa 20ª tappa del Giro 2026, la penultima, potrebbe decidere la Corsa Rosa.

Non è solo una delle tappe più impegnative dell’intero Giro, ma è un viaggio carico di valore simbolico e storico. La partenza è infatti da Gemona del Friuli, nel 50° anniversario del terremoto, in un segno di resilienza e rinascita.

Il finale è degno di un grande dramma: il traguardo è fissato dopo una doppia scalata al Piancavallo, un luogo sacro per il ciclismo, reso immortale dalle gesta di Marco Pantani

I paesi attraversati dalla Corsa Rosa in Friuli Venezia Giulia

La tappa del 30 maggio 2026 attraverserà numerose località del Friuli Venezia Giulia. Un viaggio tra cultura, natura e memoria storica.

Ecco il percorso regionale:

Tra queste località spicca Venzone, considerato uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Dopo il terremoto del 1976 il paese venne ricostruito pietra su pietra, diventando un simbolo internazionale di recupero storico.

Maxi schermi, carovana rosa e villaggio del Giro

L’atmosfera della Corsa Rosa coinvolgerà l’intero territorio. In diversi comuni saranno installati 7 maxi schermi per seguire la gara in diretta.

Le località interessate saranno:

  1. Buja – Piazza Santo Stefano
  2. Artegna – Piazza Marnico
  3. Tricesimo – Piazza Giuseppe Garibaldi
  4. Tarcento – Piazza Libertà
  5. Forgaria – Piazza Tre Martiri
  6. Meduno – Via Roma 9
  7. Maniago – Piazza Italia

A Gemona del Friuli verrà inoltre allestito il Villaggio Commerciale del Giro d’Italia all’interno della Caserma Emilio Pantanali.

Qui il pubblico troverà:

Programma della giornata del 30 maggio 2026

Sabato 30 maggio 2026 – Gemona del Friuli

Programma ufficiale:

In occasione dell’evento potranno verificarsi modifiche alla viabilità e alla sosta nelle aree interessate dal passaggio della corsa.

Informazioni utili per il pubblico

Per assistere alla tappa saranno disponibili:

In particolare:

Si consiglia di raggiungere le aree interessate con largo anticipo, soprattutto nelle zone finali della salita.

Perché questa tappa può entrare nella storia del Giro

La tappa friulana del Giro d’Italia 2026 unisce molti elementi che rendono grande il ciclismo.

Da una parte c’è la memoria del terremoto del 1976. Dall’altra ci sono le montagne, la fatica e la passione popolare che da sempre accompagnano il Giro.

Inoltre il traguardo sul Piancavallo richiama le grandi imprese del passato. Il pubblico friulano ha sempre accolto la Corsa Rosa con entusiasmo straordinario. Per questo il 30 maggio potrebbe trasformarsi in una delle giornate simbolo dell’intera edizione 2026.

Scheda evento

Giro d’Italia 2026 – 20ª tappa

Il percorso: dalla storia alla leggenda 

Dopo il via da Gemona, il gruppo attraverserà alcuni dei borghi più belli del Friuli: Venzone, Osoppo, Buja, Artegna, Tarcento, Nimis, fino a Forgaria nel Friuli.

Una prima salita leggera porta verso Clauzetto e la Val d’Arzino, ma qui i corridori dovranno gestire le forze con sapienza. Il vero giudice è in agguato più avanti.

Superati Maniago e Montereale, inizia la battaglia finale. Un primo, durissimo avvicinamento al Piancavallo, con il suggestivo passaggio sul Lago di Barcis. Dopo una veloce discesa su Aviano, ecco l’ultimo, spietato assalto: la seconda scalata verso il traguardo sul Piancavallo.

Una tappa che unisce storia, paesaggio e puro ciclismo. Una giornata da non perdere.

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Tutto il Giro
 

Giro d’Italia 2026, la Grande Partenza dalla Bulgaria

Per la 16ª volta in 109 edizioni il Giro scatterà dall’estero e questa volta lo farà dalla Bulgaria, con tre tappe che ci porteranno alla scoperta di un Paese che ha voglia di farsi conoscere e di aprirsi al magico mondo della bicicletta. Non c’è infatti grande tradizione ciclistica in Bulgaria e proprio per questo ogni cosa rappresenterà una piacevole novità e un’occasione di arricchimento culturale, turistico e sportivo per tutti. Abbiamo già avuto modo di approfondire frazione per frazione le tre giornate della Grande Partenza, ma adesso abbiamo il quadro d’insieme delle tre settimane di corsa.

Si parte dalle sponde del Mar Nero, con la Tappa 1 che porterà dalla suggestiva penisola di Nessebar a Burgas, dove la prima Maglia Rosa verrà assegnata quasi sicuramente a un velocista. Già più insidiosa la Tappa 2, da Burgas a Veliko Tarnovo, oltre 200 km di lungo trasferimento verso l’entroterra della Bulgaria con lo strappo del Monastero di Lyaskovets a 9 km dall’arrivo che infiammerà sicuramente la corsa e potrebbe già dare una piccola spallata alla classifica. L’ultima frazione in terra bulgara porterà il gruppo da Plovdiv alla capitale Sofia e, anche qui, salvo sorprese, i protagonisti dovrebbero essere ancora gli sprinter.

Clicca qui per scoprire di più sulla Grande Partenza Bulgaria 2026.

La prima settimana

Tornati in Italia, dopo il primo giorno di riposo, sarà il cuore della Calabria ad accogliere il Giro prima di tutti. La Tappa 4 partirà da Catanzaro per arrivare a Cosenza in quella che dovrebbe essere la terza chance per i velocisti, anche se il lungo – ma pedalabile – GPM di Cozzo Tunno (2a cat.), posto a poco più di 40 km dall’arrivo, potrebbe invogliare qualcuno a rendere la vita dura agli uomini veloci. Ancora più incerta è la frazione del giorno seguente, da Praia a Mare a Potenza, sia per la lunghezza, circa 200 km di tappa, sia per le pendenze arcigne della Montagna Grande di Viggiano (2a cat., quasi 7 km con pendenze costanti oltre il 10%), che a 50 km dall’arrivo rischia di far scoppiare i velocisti e far piombare la tappa nel caos.

La Tappa 6 sarà tutta in terra campana, da Paestum a Napoli, che ospita una tappa del Giro per il quinto anno consecutivo. Nonostante il Valico di Chiunzi in avvio, stavolta sarà difficile sfuggire allo sprint sul lungomare della città partenopea, che negli ultimi anni ha già sorriso a Mark Cavendish, Mads Pedersen, Olav Kooij e Kaden Groves. La classifica generale assumerà una forma ben delineata nella Tappa 7, la più lunga di questa edizione, che porterà i corridori da Formia al Blockhaus per quasi 250 km di percorso. L’arrivo in cima alla salita abruzzese è ormai un grande classico del Giro, e coi suoi 13,6 km all’8,4% di pendenza media è destinato a fare una prima grande selezione tra i pretendenti alla Maglia Rosa.

Dopodiché è il giorno dell’immancabile tappa dei muri marchigiani, da Chieti a Fermo per tanti up and down che sembrano poter sorridere agli attaccanti della prima ora. La prima settimana terminerà con un’altra tappa intensa che porterà dalla Romagna all’Emilia, da Cervia al Corno alle Scale. La frazione è pressoché tutta pianeggiante fino alla scalata finale sull’Appennino bolognese, che tocca Silla, Gaggio Montano, Querciola e poi sù fino ai 1471 metri delle Corno alle Scale (1a cat., 12,8 km al 6,1%), in cui andranno temuti soprattutto gli ultimi 3 km con pendenze spesso sopra il 10%. Tra Blockhaus e Corno alle Scale, quindi, per gli uomini di classifica sarà fondamentale farsi trovare pronti fin dai primissimi giorni di Giro.

La seconda settimana

Dopo il secondo giorno di riposo il Giro d’Italia 2026 ricomincerà dal mare, da Viareggio, in quella che è una tappa spartiacque, una cronometro di 40 km che porterà i corridori a Massa. Si tratta di una prova per specialisti puri, completamente pianeggiante, in cui i corridori più avvezzi alla disciplina dovranno provare a guadagnare terreno, mentre tutti gli altri dovranno mettere l’elmetto e difendersi il meglio possibile.

La Tappa 11, da Porcari a Chiavari, sarà invece la classica frazione adatta ai fuggitivi, col Colle di Gualtarola e la salita di San Bartolomeo a movimentare il finale di frazione. I velocisti torneranno protagonisti nella Tappa 12, con la Imperia – Novi Ligure che dovrebbe mettere sul piatto un arrivo a ranghi compatti, mentre più incerta è la Tappa 13, da Alessandria a Verbania, perché gli strappi di Bieno (4a cat.) e Ungiasca (3a cat.) negli ultimi 25 km potrebbero mischiare le carte in tavola.

In ottica Maglia Rosa la tappa più succulenta della settimana è la numero 14 tutta valdostana, da Aosta a Pila, non particolarmente lunga ma con ben 4400 metri di dislivello. Subito dopo il via c’è la salita di Saint-Barthélémy (1a cat., 18,1 km al 5,4%), dopodiché i GPM di Doues (3a cat.), Lin Noir (1a cat., 7,5 km al 7,8%), Verrogne (2a cat.) e infine la scalata finale a Pila, che sono 17 km che salgono costanti al 7%. Prima dell’ultimo giorno di riposo ci sarà ancora una chance per i velocisti, che potranno contendersi il prestigioso traguardo milanese nella Voghera – Milano, con circuito in centro città da ripetere 5 volte.

La terza settimana

Le ultime tappe sono quelle che solitamente scrivono le storie più incredibili del Giro. La Tappa 16 si svolgerà interamente in territorio svizzero ticinese, con partenza da Bellinzona e arrivo in salita a Carì. I giochi si faranno sulla scalata finale che porta ai 1644 metri della località svizzera, per un salita di 11,6 km e una pendenza media dell’8,1% destinata a fare grandi differenze.

Dopodiché ci saranno due giornate di transizione, prima con la Cassano d’Adda – Andalo che toccherà i 200 km ed è perfetta per chi proverà da lontano, e poi la Fai della Paganella – Pieve di Soligo, con le Colline del Prosecco che dovrebbero sorridere a un velocista, anche se il Muro di Ca’ del Poggio nel finale potrebbe regalare qualche sorpresa.

Per fascino, storia e durezza, la Tappa 19 è forse quella più attesa in assoluto, quella che farà su e giù per le Dolomiti e che, vincendola, ti lancia automaticamente negli annali della corsa. Da Feltre a Piani di Pezzè, andranno affrontati il Passo Duran (1a cat., 12,1 km all’8,2%), Coi (2a cat.), Forcella Staulanza (2a cat.), il mitico e durissimo Passo Giau, Cima Coppi di questa edizione coi suoi 2233 metri di altitudine (9,9 km al 9,3%), il Passo Falzarego (2a cat., 10,3 km al 5,4%), e quindi una lunga discesa che porterà ad Alleghe, dove comincerà la salita finale, breve ma intensissima, verso Pian di Pezzè (2a cat., 4,9 km al 9,9%).

Prima della festa finale, c’è ancora un’ultima, attesissima, tappa in grado di ribaltare tutto. Da Gemona del Friuli a Piancavallo, con la salita finale che andrà affrontata non una ma ben due volte. Sono 14,5 km di scalata al 7,8% di pendenza media, con la prima parte molto impegnativa sempre attorno al 10%: dopo il primo scollinamento mancheranno poco più di 50 km all’arrivo, dopo il secondo sapremo chi avrà vinto il Giro d’Italia 2026.

Per il quarto anno consecutivo, infine, la passerella finale si terrà a Roma, in mezzo ai monumenti e all’architettura di una storia millenaria. Un circuito in centro città da ripetere 9 volte, che darà modo ai velocisti di giocarsi uno dei traguardi più belli e prestigiosi della loro carriera, cosa che sono riusciti a fare negli ultimi anni Mark Cavendish, Tim Merlier e Olav Kooij. E poi sarà liberi tutti, anche il Giro 2026 sarà storia.

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