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Giro d’Italia 2020: corsa di 3 settimane e tutte in Italia?

Giro d’Italia che parte dll’Ungheria? E quando?
Era ormai cosa assodata: la 103ª edizione del Giro d’Italia sarebbe scattata da Budapest, in Ungheria, sabato 9 maggio 2020 con le prime due tappe al via da Piazza degli Eroi, nel cuore della città, uno dei patrimoni mondiali dell’UNESCO.

Ma l’emergenza Covid-19 ha cambiato le carte in tavola.

Tre settimane e solamente nei confini nazionali. È questo il Giro d’Italia 2020 che vuole tracciare Mauro Vegni, resistendo alle pressioni di ASO per accorciare l’evento e ritenendo dunque improbabile che possa tornare in vigore l’ipotesi della Grande Partenza da Budapest, tenuta invece in piedi dall’amministratore delegato Paolo Bellino.

Se del Tour de France sono state già ufficializzate le nuove date, dal 29 agosto al 20 settembre, la Corsa Rosa al momento non ha ancora giorni stabiliti, proprio perché ci sono richieste di accorciare l’evento almeno a 18 tappe.
RCS Sport è tuttavia fortemente contraria e ribadisce fermamente le propria intenzione di mantenere la propria durata. Uno scontro aperto questo con l’altro grande organizzatore, che dal canto suo è invece pronta anche ad accorciare la Vuelta a España per dare posto alle grandi classiche monumento nel finale di stagione.

“Da due mesi si parla solo di questo: come colpire il Giro, l’unico vero avversario, forte e non allineato del Tour”, commenta il direttore di corsa alla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, aggiungendo che la richiesta è dunque di “ridurre il Giro a tre weekend, invece che quattro”, andando così a liberare alcune date che eviterebbero sovrapposizioni proprio con la Corsa Rosa. La posizione di RCS Sport è tuttavia molto chiara, come già ribadito anche nei giorni scorsi, ovvero “o tutti, o nessuno”, per cui non ha intenzione di ridurre la propria corsa più importante, sacrificandosi all’altare di altri eventi.

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Ovviamente, sarà “un Giro completamente diverso come sarà diversa la vita di tutti quanti“. Ma questo senza andare ad intaccare una delle caratteristiche vitali di un GT, che dunque non vuole tagliare la sua partenza, malgrado questa presumibilmente non sarà dall’Ungheria. “Quest’anno avremo necessità, proprio per le diverse disposizioni sanitarie che in ogni paese ci saranno, di avere la partenza del Giro in Italia – spiega il dirigente romano ai microfoni di RaiSport – Immagino un Giro tutto italiano. Abbiamo un paio di ottime alternative, spero che si possano presto ufficializzare anche le date del Giro”.

Ovviamente, ci saranno anche attenzioni particolari per quella che è una corsa importante anche a livello sociale: “Avrà vincoli sanitari da rispettare. Non potremmo avere nei villaggi tutta le gente che veniva al Giro e dovremo adottare delle misure di contenimento. Ma in una stagione così complicata e difficile, ripartire è un bel segnale“.

Fonte: cyclingpro