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Il G20 delle spiagge chiede lo status speciale per le “città balneari”

Il G20s delle spiagge chiede lo status speciale per le “città balneari”

Riconoscimento di uno status speciale di città balneari per far fronte alle sfide del presente e del futuro: è l’obiettivo del “G20 delle spiagge italiane”, che si è riunito il 1. e 2 settembre 2021 a Jesolo (Venezia).

Intorno ad una serie di tavoli di dibattito si sono trovati i rappresentanti delle località di mare con più di un milione di visitatori stagionali.

Questa è stata l’occasione per presentare la firma del secondo protocollo d’intesa dei sindaci del G20s in rappresentanza di 27 spiagge con 70 milioni di presenze annuali.
Non un testo di legge, ma una indicazione di problemi e possibili soluzioni per poi aprire un dialogo con lo Stato e contribuire al processo legislativo

Il Fvg sostiene le proposte della rete G20s delle città balneari

Il quarto summit delle spiagge in Italia ha coinvolto in una tavola rotonda l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia con gli omologhi della Regione Veneto

La rete di ventisette spiagge, di cui fanno parte Lignano Sabbiadoro e Grado, rappresenta un cluster peculiare di comuni particolarmente esposto alle complicazioni e alle criticità indotte da una forte pressione turistica.

Per questo “la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene il percorso avviato per arrivare a una proposta normativa i cui primi tratti sono emersi dal confronto del G20s e che fonda su responsabilità, sostenibilità e innovazione.”

La Regione ha ribadito di ritenere essenziale la forza della collaborazione per affrontare sfide e problematiche comuni delle “città balneari”, località turistiche che si contraddistinguono per avere un numero ridotto di residenti stabili (mediamente meno di 15.000) ma una elevata presenza turistica (più di un milione di presenze annue, secondo i parametri del G20s) collegata alla stagione estiva.

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L’elevata sperequazione tra residenti stabili e presenze turistiche comporta – è stato illustrato – che in determinati periodi dell’anno i Comuni siano chiamati a far fronte ad un elevato carico antropico, direttamente incidente sulla domanda di servizi pubblici, con dotazioni organiche e finanziarie inadeguate in quanto parametrate alla popolazione stabilmente residente.

I Comuni balneari devono gestire inoltre aree importanti di demanio marittimo che richiedono una costante e dispendiosa attività di manutenzione e protezione, in concertazione con le Amministrazioni statali e regionali e le agenzie di protezione ambientale.

In occasione del summit è stato richiesto il formale riconoscimento dello status giuridico di “città balneare”, finalizzato a definire un quadro normativo organico nel quale racchiudere quella specifica disciplina che è giustificata dalle peculiarità dei Comuni balneari e che si può concretizzare nell’attribuzione di ulteriori funzioni amministrative e di adeguate risorse finanziarie strategiche per lo sviluppo del turismo balneare in Italia.