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FVG e Veneto contro il Prosek croato

Fvg con Veneto hanno una ferma posizione contro il riconoscimento del Prosek croato

È giunta in Europa la domanda di registrazione del Prosek da parte della Croazia.
FVG e Veneto hanno assunto una ferma posizione contro il riconoscimento del Prosek croato.

La domanda di registrazione del Prosek da parte della Croazia fatta pubblicare dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea non vuol dire che i croati la spunteranno nel loro tentativo di sfruttare l’Italian sounding ma, intanto, la richiesta è formalizzata in un documento dell’Unione europea, e questo deve porre in allarme.

La Regione Friuli Venezia Giulia con la vicina Regione Veneto ed assieme al Consorzio Prosecco daranno tutto il supporto tecnico necessario al ministero delle Politiche agricole per costruire il fascicolo di opposizione contro la domanda di riconoscimento del Prosek da parte della Croazia.

Lo ha reso noto il 14 settembre l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia ricordando che solo lo Stato membro dell’Unione europea portatore di interesse, in questo caso l’Italia, può opporsi al riconoscimento della denominazione per il vino bianco passito croato.

Ritornano i fantasmi del Tokaji

Nella stesura del dossier non verrà tralasciata la vicenda Tokaji che, anzi, sarà usata come argomentazione al contrario in difesa del Prosecco.
La vicenda ha infatti caratteristiche simili, posto che allora l’Unione europea privilegiò il valore della denominazione rispetto a quello della storicità del vitigno per ammettere il riconoscimento del Tokaji ungherese a scapito del Tocai friulano.
Per l’assessore la linea del “due pesi e due misure” è inammissibile.

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Tutela da possibili assonanze

Anche alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di giustizia europea, la denominazione deve essere tutelata da possibili assonanze, il che rende incomprensibile e ingiustificato l’accoglimento della domanda di riconoscimento avanzata dalla Croazia.

Secondo l’assessore anche la tipologia del vino conta poco: il Tokaji ungherese, essendo un vino dolce, non aveva nulla a che fare con il Tocai friulano, ma ciò non fu sufficiente a tutelare la denominazione di quest’ultimo; allo stesso modo il fatto che il Prosek sia un vino bianco passito, non diminuisce l’entità del danno in cui può incorrere il Prosecco italiano.

Un documento unitario

Il 16 settembre in sede di Commissione politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Friuli Venezia Giulia e Veneto hanno chiesto la sottoscrizione di un documento unitario a difesa delle denominazioni italiane dall’abuso di utilizzo di etichette “Italian sounding”.

L’assessore conferma infine che l’interlocuzione politica è strettissima a tutti i livelli e si sta facendo pressione in ogni sede europea per difendere la posizione italiana con assoluta trasversalità da parte di tutti gli schieramenti.

Intanto il ministero dell’Agricoltura ha aperto un tavolo per sostenere i produttori italiano di Prosecco nel ricorso contro la Commissione Ue.