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Fra mezzo secolo addio a tutti i ghiacciai?

I climatologi non hanno dubbi. Il riscaldamento del pianeta è ormai inequivocabile. E la regione mediterranea, più vulnerabile di altre, è una delle più a rischio perchè le temperature dell'aria e del mare si innalzano a ritmi ben superiori alla media mondiale. Un trend che se non sarà interrotto da robuste decisioni politiche, avverte il climatologo dell'Enea Vincenzo Ferrara, coordinatore della Conferenza, «porterà inevitabilmente a una recessione dell'economia su vastissima scala e allo scatanamento di forti tensioni sociali».

Europa bollente.
Nell'ultimo secolo le temperatura del Vecchio continente è aumentata di 1,1 gradi in inverno e di 0,7 gradi in estate. Ma agli attuali ritmi entro il 2100 ci sarà un ulteriore aumento, rispetto al presente, compreso fra i 2,5 e i 5,5 gradi. E l'Italia centromeridionale si farà rovente e sempre più frequenti saranno le ondate di calore dovute alla riduzione delle precipitazioni. Le pioggie primaverili saranno sostituite da episodi alluvionali (in 25 anni l'Europa ha già visto 238 alluvioni disastrose, con morti e feriti) e alle precipitazioni molto intense seguiranno periodi più o meno lunghi di siccità. Da qui la necessità improrogabile di tagliare le emissioni del 60% entro il 2050.

Città impossibili.
Il cambiamento climatico, per quanto riguarda la Penisola, si è già fatto sentire nelle grandi città che sembrano avere anticipato le peggiori previsioni. L'estate che si sta chiudendo ha visto le colonnine di mercurio salire di 3 gradi oltre la media a Milano e a Trieste. Bologna ha registrato un più 2,5, Firenze un più 2,3, a Torino un più 2,2, a Napoli un più 1,8 e a Roma un più 1,3. A Napoli e a Milano, addirittura, a gennaio c'è stato un aumento pari a cinque gradi netti sopra le stagionali.

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Erosione delle coste.
L'intero Mediterraneo si sta riscaldando ad un ritmo di più 0,6 gradi per decennio; molte sono le specie aliene che lo stanno colonizzando e gravi saranno i danni prodotti in futuro dall'innalzamento delle acque. Ma ancora più gravi e attuali, per lo Stivale, sono i danni prodotti dall'erosione delle coste (fenomeno che ha tra le sue cause il diminuito apporto fluviale, ma anche l'urbanizzazione selvaggia). Le ricerche attestano che il 42,1 per cento delle spiagge italiane, spesso curate con rimedi peggiori del male, è stato pesantemente intaccato. In Toscana l'erosione ha colpito 31 km di costa su 350. In Sardegna 165 km su 1897. In Abruzzo 60 km su 125. In Emilia-Romagna 32km su 130. In Veneto 25 km su 140. In Friuli 10 km su 111. In Molise (maglia nera assieme alla Basilicata) il 90,9 per cento (20 km su 36).

Ghiacciai.
Non migliore è la situazione dei ghiacciai. Dal 1850 a oggi in Europa hanno perso in media il 30% della superifice e il 50% del volume. E peggio stanno i ghiacciai alpini che hanno perso il 50% della superficie e il 70% del volume. Con le tendenze attuali entro il 2060 tutti i ghiacciai posti sotto il 3.500 metri di quota potrebbero sciogliersi e scomparire e al 2100 solo il 30 per cento dei ghiacciai europei potrebbe ancora sopravvivere con gravi ripercussioni sulle risorse idriche disponibili per l'Europa Meridionale.

Fonte: Libertà On Line