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DuinoBook 2026: la pietra di Aurisina racconta le rotte adriatiche ad Aquileia

DuinoBook 2026 ad Aquileia La Pietra di Aurisina in Mostra da Vini Brojli

Dal 4 al 18 ottobre 2026 ad Aquileia la mostra sulla pietra di Aurisina. Il 4 ottobre inaugurazione e reading poetico musicale a Vini Brojli

DuinoBook 2026 ad Aquileia: La Pietra di Aurisina in mostra da Vini Brojli

Dal 4 al 18 ottobre 2026, la mostra “La pietra di Aurisina e le rotte adriatiche” arriva ad Aquileia, negli spazi di Vini Brojli. Dopo la tappa ravennate di Palazzo Rasponi, il progetto DuinoBook – Tempus Edax Rerum prosegue il suo viaggio tra le città dell'Adriatico, seguendo le tracce di una pietra che da duemila anni accompagna la storia del territorio.

Domenica 4 ottobre, l'inaugurazione della mostra, prevista alle ore 12, sarà preceduta da un incontro dedicato alla poesia e alla musica, alle ore 10.

La pietra di Aurisina, dal Carso alle città dell'Adriatico

Ci sono materiali che raccontano la storia quasi quanto i documenti. La pietra di Aurisina è uno di questi.

Estratta dalle cave del Carso triestino fin dall'epoca romana, ha attraversato i secoli e trovato impiego nell'architettura, nella scultura e nella realizzazione di monumenti. La sua storia segue quella dei commerci, delle maestranze e delle vie di comunicazione che collegavano le sponde dell'Adriatico.

È proprio questo il filo conduttore di “La pietra di Aurisina e le rotte adriatiche”, la mostra che dal 4 al 18 ottobre 2026 sarà ospitata dall'azienda agricola Vini Brojli di Aquileia.

L'esposizione propone una selezione dei materiali già presentati a Palazzo Rasponi, a Ravenna, nell'ambito della tredicesima edizione di DuinoBook – Tempus Edax Rerum.

Attraverso immagini e approfondimenti, il percorso accompagna il visitatore dalle cave ai luoghi in cui la pietra veniva lavorata e utilizzata. Inoltre, mette in relazione i territori di Aurisina, Aquileia e Ravenna, richiamando le conoscenze tecniche e i rapporti culturali sviluppati lungo le rotte adriatiche.

L'iniziativa è promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il partenariato del Comune di Aquileia.

Aquileia e Ravenna, due città legate dalla storia

Il passaggio della mostra da Ravenna ad Aquileia offre lo spunto per guardare a due città che ebbero un ruolo centrale nella storia dell'Adriatico romano e tardoantico.

Aquileia, fondata come colonia romana nel 181 a.C., divenne uno dei principali centri commerciali e amministrativi dell'Italia settentrionale. Il suo sistema portuale la collegava al Mediterraneo, favorendo la circolazione di merci, persone e conoscenze.

Ravenna assunse invece un'importanza crescente nella tarda antichità, fino a diventare sede della corte imperiale d'Occidente nel 402 d.C. Successivamente fu capitale del regno ostrogoto e centro dell'amministrazione bizantina in Italia.

Entrambe conservano monumenti che testimoniano la straordinaria capacità degli antichi di lavorare e trasportare materiali lapidei.

La mostra richiama anche il Mausoleo di Teodorico, a Ravenna, celebre per la sua grande copertura monolitica in pietra d'Istria. È importante distinguere questo materiale dalla pietra di Aurisina: entrambi appartengono alla tradizione lapidea dell'Adriatico, ma provengono da aree estrattive differenti.

Il confronto permette così di comprendere quanto il mare fosse una via di collegamento per il trasporto di materiali pesanti e per la diffusione delle tecniche costruttive.

Il Mausoleo di Teodorico: un monumento costruito con la pietra di Aurisina

Una delle testimonianze più sorprendenti di questo legame si trova proprio a Ravenna.

Il Mausoleo di Teodorico, costruito intorno al 520 d.C., è realizzato con grandi blocchi di pietra di Aurisina. Lo confermano anche gli studi sui materiali condotti in occasione dei restauri del monumento.

Per lungo tempo, infatti, la manualistica aveva attribuito la pietra utilizzata alla provenienza istriana. Le analisi petrografiche hanno invece permesso di riconoscere la pietra di Aurisina.

Il particolare più spettacolare è la copertura: un'enorme calotta ricavata da un solo blocco di pietra, con un diametro di oltre dieci metri e un peso di centinaia di tonnellate.

Ancora oggi, il trasporto e la posa di questo monolite sollevano interrogativi sulle tecniche adottate dalle maestranze dell'epoca.

È anche attraverso monumenti come questo che possiamo comprendere la portata dei collegamenti tra il Carso e le città adriatiche.

Dalle cave al mare: il viaggio della pietra verso Aquileia

Un altro aspetto poco conosciuto riguarda il trasporto della pietra.

Le cave di Aurisina si trovano sul ciglione dell'altopiano carsico, a breve distanza dalla costa ma a una quota sensibilmente superiore.

Come raggiungevano, dunque, i porti di imbarco gli enormi blocchi estratti?

Secondo uno studio archeologico dell'Università di Padova, esistono indizi dell'impiego di scivoli ricavati nella roccia e rivestiti di piombo, che permettevano di superare il dislivello verso il mare.

Da qui, le imbarcazioni potevano raggiungere Aquileia seguendo la costa e risalendo successivamente le vie d'acqua che conducevano alla città, come il Natissa e il canale Anfora.

La ricerca ricostruisce questo sistema come una modalità probabile di trasporto, sulla base delle testimonianze disponibili.

La pietra di Aurisina, utilizzata ad Aquileia almeno dal I secolo a.C., diventò così parte integrante dell'architettura e della scultura della città romana.

Domenica 4 ottobre: poesia e musica alla Biblioteca di Brojli

La giornata inaugurale della mostra sarà accompagnata da un secondo appuntamento culturale.

Domenica 4 ottobre 2026, alle ore 10, Vini Brojli ospiterà A salutar l'estate, un reading poetico musicale inserito nella rassegna La Biblioteca di Brojli – Incontri tra Musica e Parole, nell'ambito di Nessun giorno sia senza poesia.

L'incontro, curato da Francesco Zorzenone e Antonello Bifulco, riunirà poeti, musicisti e appassionati in una mattinata dedicata alle parole e all'ascolto.

Ci sarà anche un microfono aperto per chi desidera condividere una poesia, un pensiero o un racconto. Ospite musicale sarà il giovane Teo Macoritto, per la prima volta presente alla rassegna.

L'appuntamento segnerà simbolicamente il passaggio dall'estate all'autunno, attraverso versi, musica e momenti di convivialità.

A fare gli onori di casa sarà la famiglia Clementin, che accoglierà i partecipanti negli spazi della propria azienda agricola.

L'inaugurazione della mostra ad Aquileia

Alle ore 12 di domenica 4 ottobre 2026 si terrà l'inaugurazione della mostra La pietra di Aurisina e le rotte adriatiche.

All'appuntamento prenderanno parte i rappresentanti del Gruppo Ermada Flavio Vidonis, le istituzioni e la famiglia Clementin.

La selezione espositiva resterà a disposizione dei visitatori fino al 18 ottobre, durante gli orari di apertura dell'azienda agricola.

L'iniziativa rinnova così il dialogo tra il Carso e Aquileia, due territori legati fin dall'antichità dalla circolazione della pietra, delle merci e delle persone.

Informazioni utili

L'esposizione offre l'opportunità di approfondire le tecniche di cava storiche e la diffusione della pietra giuliana. Ecco il riepilogo pratico dell'appuntamento: