Spettacoli, musica e rassegne

Marina Bressan racconta la donna in Klimt: tra arte, società e identità. Incontro ad Aquileia

La donna nell'opera di Gustav Klimt. Conversazione con Marina Bressan

Tra Vienna e Aquileia, una serata tra letture, arte e visioni sul femminile nell’opera di Gustav Klimt.

La donna nell'opera di Gustav Klimt. Conversazione con Marina Bressan

Preparati a un viaggio affascinante, un'immersione profonda nel cuore dell'arte e dell'anima. La professoressa Marina Bressan ci condurrà in un'esplorazione straordinaria, dal tema "La donna nell'opera di Gustav Klimt". Disveleremo insieme i misteri che avvolgono le figure femminili nell'opera di Gustav Klimt. 

Questa serata speciale si terrà mercoledì 2 luglio 2025 ad Aquileia presso la cantina Vini Brojli e rappresenta un'opportunità unica per immergersi nell'universo klimtiano. Inoltre, la combinazione tra conversazione e letture creerà un'atmosfera suggestiva e coinvolgente.

Non perdere l'opportunità di immergerti in questa profonda analisi. Sarà un'esperienza che arricchirà la tua comprensione dell'arte e della natura umana.
La conversazione con la professoressa Marina Bressan, germanista, docente, traduttrice, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative e curatrice di molte rassegne espositive, promette di essere illuminante e coinvolgente.
Ti aspettiamo per condividere questa affascinante esplorazione, arricchita dalle letture a cura di Lucia Bressan.
Sarà una serata davvero speciale, intrisa di magia e rivelazioni.

L'eco di Vienna: donne tra splendore e decadenza

Immagina la Vienna di fine Ottocento, una città vibrante e sontuosa. 
Era un'epoca di eleganza e raffinatezza, eppure celava i primi sentori di un'inevitabile decadenza. In quel contesto, la figura femminile subì un rovesciamento di valori civili e sociali.
La società patriarcale idolatrava la mascolinità, mentre stigmatizzava l'elemento femminile. Gli uomini, per proteggere la propria identità, reagirono in modo controverso. Di conseguenza, si prese coscienza dei problemi legati all'erotismo e alla sessualità. Questa dinamica diede il via a una complessa discussione sulla "questione femminile".

Un viaggio onirico nel femminile viennese

Nella Vienna di fine secolo, mentre gli ultimi bagliori di un'epoca opulenta illuminavano la città, iniziava un profondo cambiamento. Infatti, la società viennese stava attraversando una fase di trasformazione che coinvolgeva l'immagine femminile. Pertanto, l'arte diventava specchio di questa evoluzione culturale.

Gustav Klimt, maestro della Secessione viennese, trasformò questo momento storico in pura poesia visiva. Inoltre, la sua opera divenne il palcoscenico dove si consumava il dramma dell'enigma donna. Conseguentemente, ogni pennellata raccontava una storia di seduzione e mistero.

Il ribaltamento dei valori nella società viennese

Durante questo periodo storico, la mascolinità veniva venerata mentre l'elemento femminile subiva stigmatizzazioni. Tuttavia, proprio questa tensione generò una rivoluzione artistica senza precedenti. Infatti, gli artisti iniziarono a esplorare temi legati all'erotismo e alla sessualità.

L'uomo di quell'epoca reagiva a questa crisi di identità attraverso due meccanismi opposti:

L'enigma femminile nell'arte di Klimt

L'opera di Gustav Klimt si addensa proprio intorno a tutte le espressioni del femminino. Egli esplorò la donna in ogni sua sfaccettatura.

Klimt la ritrasse come una creatura eterea, oppure una femmina dal sorriso beffardo.
La dipinse come una vecchia avvizzita, una madre sorridente, o una mitica "femme fatale". Pensiamo a Giuditta, con le dita affondate nei capelli dell'uomo decapitato.

Le sue figure sono avvolte da eros, bellezza e libertà.
Attraverso i suoi dipinti, Klimt non si limitò a rappresentare. Al contrario, egli dissezionò l'"enigma donna" con una profondità senza precedenti. Non è solo un ritratto, è una rivelazione.

Dietro il velo dei ritratti: muse e legami

Chi si celava dietro quei ritratti così celebri? Qual era il rapporto tra queste donne e l'artista?
Klimt non si limitò a immortalare committenti o donne dell'alta borghesia.

Nelle sue opere troviamo muse, modelle, ma anche figure a lui molto vicine. La madre, le sorelle, la cognata e l'amata nipotina.
E naturalmente, la compagna della sua vita, Emilie Flöge.

Ogni volto racchiude una storia, un legame profondo. Perciò, ogni pennellata è intrisa di significato e di emozione. La sua ricerca artistica si fuse con la sua vita personale.

Le muse dietro i capolavori

Chi si celava, dunque, dietro i ritratti immortali di Klimt?
Le figure femminili della sua opera comprendevano diverse tipologie:

  1. Committenti dell'alta borghesia viennese
  2. Muse ispiratrici della sua creatività
  3. Modelle che posavano nei suoi atelier
  4. Donne della sua famiglia: madre, sorelle, cognata
  5. L'amata nipotina
  6. Emilie Flöge, compagna della sua vita

L'universo femminile klimtiano

Nella vivisezione dell'enigma donna, Klimt creava un caleidoscopio di espressioni femminili. Pertanto, ogni donna diventava simbolo di aspetti diversi della femminilità:

 

Inoltre, Giuditta rappresentava l'apice di questa ricerca artistica. Infatti, come detto, le sue dita affondavano nei capelli dell'uomo decapitato, circondata da eros, bellezza e libertà.

La sopravvivenza dell'arte oltre la storia

Nella sua personale poetica esistenziale, la ricerca di Klimt si esaurì completamente nella donna.

Per lui, la donna era l'unica, vera vincitrice del dramma storico dell'uomo. Ella era la dea creatrice, colei che sopravvisse a se stessa.

Nel 1918, un anno tragico segnò la fine di un'epoca. Infatti, morirono Klimt, Egon Schiele, Kolo Moser e Oskar Kokoschka. Inoltre, nello stesso anno crollava l'impero Austro-Ungarico.

Tuttavia, le donne di Klimt sopravvivono ancora oggi. Infatti, esse rimangono sospese in uno spazio senza tempo, immortali, continuando a incantare generazioni di osservatori.

Informazioni sull'evento

Ti invitiamo a partecipare a questa imperdibile serata.