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'Charles Darwin: l'evoluzione di un'idea (un'idea di evoluzione)'

 

L’Immaginario Scientifico – museo della scienza interattivo e multimediale del Friuli Venezia Giulia – presenta a Grignano – Trieste la nuova mostra multimediale: “Charles Darwin. L’evoluzione di un’idea (un’idea di evoluzione)”, la sedicesima mostra multimediale realizzata dall’Immaginario che sarà aperta al pubblico da domenica 14 febbraio  a domenica 30 maggio 2010 e il cui intento è quello di seguire l’evoluzione dell’idea che ha portato il grande naturalista a formulare la teoria che è oggi la base e il presupposto scientifico per lo studio della vita.

La mostra, intitolata Charles Darwin: l’evoluzione di un’idea (un’idea di evoluzione) è aperta tutte le domeniche con orario 10.00-20.00, negli altri giorni è aperta su prenotazione per gruppi o scuole.

Realizzata dall’Immaginario Scientifico con la collaborazione e la consulenza scientifica di Marco Costantini del WWF Italia, la mostra presenta una serie di multivisioni composte da immagini che scorrono su maxischermi, accompagnate da brevi testi esplicativi e da musiche originali: ogni multivisione affronta un sotto-tema dell’argomento principale,  dall’origine dell’Origine delle specie alla biodiversità, dalle convergenze evolutive, alla genetica e ai meccanismi della riproduzione.


La multivisione principale si presenta come una sorta di fiume di immagini, concetti, testi che scorrono da destra a sinistra sotto gli occhi dei visitatori, invitandoli a seguire, in questo flusso, il difficile e all’inizio incerto percorso dell’intuizione evoluzionista di Darwin.
A partire dalle opinioni dominanti e “creazioniste” del suo tempo, ma anche a partire dalle sponde concettuali, dalle conoscenze e dalle altre teorie che già avevano tentato spiegazioni evoluzioniste prima di Darwin, la multivisione ripercorre quel viaggio mentale, ricco di immaginazione e straordinariamente carico di scienza, che Darwin fece dopo aver compiuto il viaggio “fisico” intorno al mondo.
Un cammino intellettuale che lo condusse, da vero pioniere, a esplorare un continente concettuale, un nuovo rivoluzionario modo di pensare alla storia del mondo e della vita in esso, senza avere una vera mappa o disporre di una geografia ma scoprendolo, quasi al buio, costeggiandolo passo passo.

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Su altri due schermi scorrono le immagini della multivisione Così lontani, così vicini, dedicata alle convergenze evolutive: specie anche molto diverse fra loro, che vivono però nello stesso tipo di ambiente, si evolvono per selezione naturale, sviluppando determinate strutture che li portano ad assomigliarsi fortemente, proprio a causa di un adattamento alle condizioni ambientali. È così che si vedono scorrere affiancati – in suggestive cornici per quadri che rimandano alla rilevanza storica oltre che biologica dell’argomento – un cactus e un corallo, che condividono la struttura alboriforme, oppure un pipistrello e una farfalla, o ancora un casuario e una faraona.

Un’altra sezione si intitola Dai geni alla biologia evolutiva dello sviluppo: la cosiddetta “EVO-DEVO” (evolutionary developmental biology) si concentra sulle scoperte che hanno portato alla formulazione moderna del darwinismo, partendo dal DNA, i geni e i cromosomi per arrivare a chiarire le basi genetiche della selezione naturale.

La mostra – che gode di uno specifico contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – è ospitata nella sezione Kaleido, elemento distintivo della sede triestina dell’Immaginario Scientifico: si tratta di un ambiente buio, originale e coinvolgente, che permette di osservare le diverse multivisioni, lasciandosi avvolgere dalle musiche e dai testi esplicativi, sempre presentati in modo chiaro e, in linea con gli obiettivi del Science Centre, in grado di proporre nuovi spunti di riflessione.

Perché una mostra su Darwin adesso, nel 2010, quando tutto il 2009 è stato dedicato proprio a lui, nel bicentenario dalla sua nascita e nel centocinquantenario dalla pubblicazione della sua rivoluzionaria teoria?

“Non c’è un vero motivo per questa nostra scelta” – dichiara Fabio Carniello, direttore dell’Immaginario Scientifico – “ma erano tante le “condizioni al contorno” che ci hanno convinto a evitare una mostra su Darwin nell’anno in cui ci sarebbe stata una sovraesposizione dell’argomento. Innanzitutto perché Darwin, pur essendo patrimonio comune, è un argomento tipico, anzi direi principe, dei musei di storia naturale, prima che dei luoghi più generalisti e tecno-scientifici come i science centre. Abbiamo quindi lasciato scorrere l’anno durante il quale i musei di storia naturale e le realtà affini avrebbero proposto, nella nostra regione e altrove, molto sul tema Darwin; fra gli altri anche il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), che ospita il museo di Grignano, stava lavorando a una mostra, e dal momento che, per esperienza, è più facile evitare sovrapposizioni che coordinare le programmazioni di enti con dinamiche tanto diverse, abbiamo lasciato il passo agli altri. Inoltre il 2010 è l’anno della biodiversità e Darwin è propedeutico alla comprensione della biodiversità. In fondo – aggiunge Carniello – qui all’IS abbiamo una certa inclinazione a non seguire le tradizioni e le strade già battute: è un modo per ricordarci che la scienza non si racconta con azioni occasionali, per quanto motivate e di grande visibilità, in concomitanza con anniversari o ricorrenze, ma è un lavoro quotidiano, continuo e assiduo. Ed è questo il mestiere dei musei della scienza”.

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Charles Darwin: l’evoluzione di un’idea è la sedicesima mostra che l’Immaginario Scientifico realizza per la sede triestina, a partire dal giugno 1999 fino ad oggi, con alcune delle esposizioni riproposte e aggiornate, per un totale di 24 mostre proposte al pubblico, senza soluzione di continuità.

Le mostre, grazie all’impianto totalmente digitale con cui sono realizzate le multivisioni, vengono spesso richieste ed esportate al di fuori dell’Immaginario Scientifico: da Scienzartambiente a Pordenone a La Scienza in piazza a Bologna, dal Festival della Scienza di Genova a quello di Lugano, per arrivare fino alla Serbia e alla Corea del Sud.

La mostra è realizzata in collaborazione con WWF Italia con il contributo di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato al Lavoro, Università e Ricerca

Info web: Immaginario Scientifico